4 appunti a Motta
Articolo: Bell'onor s'acquista in far vendetta?
Messaggio: Buonasera Signor Motta, ho espletato l’esame di diritto penale in maniera non impeccabile ma quasi, e leggo che lei non demorde a pubblicare articoli con cui non mi trovo pienamente in linea.
Il ventenne ha ancora da dire.
1. Trovo fuoriluogo la citazione di un verso del ‘300, opera di un fiorentino. è innegabile che l’ autore, per quanto dotto sia, è innegabilmente figlio della sua epoca. Epoca in cui vigeva la faida come sistema di diritto riconosciuto e impunito, in cui la vendetta tra famiglie era all’ordine del giorno per mantenere l’onore di ognuna di esse. Sarebbe stato parecchio più inconfutabile la citazione di un autore/cantautore connazionale dei giorni nostri.
2. In quanto al turnover che lei suggerisce, l’ho trovata un’idea senza dubbio encomiabile ma la cui utilità sarebbe tutta da dimostrare: mi è arduo pensare come questi studenti che lei definisce con difficoltà cognitive, con devianze comportamentali e colmi di malesseri sociali e pedagogici sappiano dare la giusta valenza a professori e presidi i quali si son meritati palcoscenici ben più nobili. Affermo ciò poiché sono testimone della strafottenza e del menefreghismo nei riguardi dell’ordine costituito (il pensiero non può andare ai plurivessati controllori del treno) proprio da parte di quei giovani che popolano gli istituti professionali.
3. Lei definisce consiglio ghettizzante quello di indirizzarli verso le scuole professionali, le do ragione, inutile tenere attaccato al banco chi non non ha voglia, la scuola dell’obbligo, a parer mio, non è parimenti efficace.
4. Non colgo il paragone tra le nostre scuole e il locale di Crans Montana, tuttavia, Le ribadisco, non Le fa onore continuare a scrivere righe in cui giudica negativamente il metro di sicurezza applicato da ragazzi sedicenni.
Messaggio: Buonasera Signor Motta, ho espletato l’esame di diritto penale in maniera non impeccabile ma quasi, e leggo che lei non demorde a pubblicare articoli con cui non mi trovo pienamente in linea.
Il ventenne ha ancora da dire.
1. Trovo fuoriluogo la citazione di un verso del ‘300, opera di un fiorentino. è innegabile che l’ autore, per quanto dotto sia, è innegabilmente figlio della sua epoca. Epoca in cui vigeva la faida come sistema di diritto riconosciuto e impunito, in cui la vendetta tra famiglie era all’ordine del giorno per mantenere l’onore di ognuna di esse. Sarebbe stato parecchio più inconfutabile la citazione di un autore/cantautore connazionale dei giorni nostri.
2. In quanto al turnover che lei suggerisce, l’ho trovata un’idea senza dubbio encomiabile ma la cui utilità sarebbe tutta da dimostrare: mi è arduo pensare come questi studenti che lei definisce con difficoltà cognitive, con devianze comportamentali e colmi di malesseri sociali e pedagogici sappiano dare la giusta valenza a professori e presidi i quali si son meritati palcoscenici ben più nobili. Affermo ciò poiché sono testimone della strafottenza e del menefreghismo nei riguardi dell’ordine costituito (il pensiero non può andare ai plurivessati controllori del treno) proprio da parte di quei giovani che popolano gli istituti professionali.
3. Lei definisce consiglio ghettizzante quello di indirizzarli verso le scuole professionali, le do ragione, inutile tenere attaccato al banco chi non non ha voglia, la scuola dell’obbligo, a parer mio, non è parimenti efficace.
4. Non colgo il paragone tra le nostre scuole e il locale di Crans Montana, tuttavia, Le ribadisco, non Le fa onore continuare a scrivere righe in cui giudica negativamente il metro di sicurezza applicato da ragazzi sedicenni.
Edoardo Panzeri





















