Terza corsia del terzo ponte: un’inaugurazione a metà, tra ritardi, silenzi e prese in giro

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L’apertura della terza corsia del terzo ponte è stata presentata come una svolta per la viabilità lecchese. La realtà, purtroppo, è ben diversa: si tratta di un’opera incompleta, arrivata dopo anni di ritardi e di sostanziale disinteresse da parte di Regione e Provincia verso le infrastrutture strategiche del nostro territorio.
Stigmatizziamo innanzitutto le dichiarazioni della Presidente della Provincia di Lecco, Alessandra Hofmann, che solo oggi riscopre il tema di un ennesimo “tavolo di coordinamento”, quando da mesi – se non da anni – la Provincia non interviene in modo concreto sui nodi infrastrutturali lecchesi. A questo proposito ricordiamo la lettera formale inviata dai Sindaci del Circondario lecchese, rimasta senza risposte operative, che chiedeva attenzione, assunzione di responsabilità e scelte chiare.
Inaccettabili anche le battute elettorali del Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, che arrivano a farsi beffe del Sindaco di Lecco e, con lui, delle legittime aspettative di un’intera comunità: quella di vedere finalmente realizzata la corsia in uscita da Lecco.
Ancora più tardive e opportunistiche risultano le prese di posizione dei due “mezzi candidati” di una parte del centrodestra lecchese, quello in luce e quello nell’ombra, Carlo e Mauro Piazza, che solo oggi iniziano a parlare apertamente della corsia in uscita, dopo anni di menefreghismo politico e di silenzi assordanti, nonostante le continue richieste della città e di tutti i partiti politici.
È bene ribadirlo con chiarezza: nonostante il voto del Consiglio comunale del 2021 e le reiterate richieste avanzate dalla Città di Lecco negli anni, si è inaugurata un’opera a metà. 35 milioni di euro di risorse pubbliche sono stati spesi per risolvere esclusivamente l’entrata da Pescate, lasciando irrisolto il problema principale: l’uscita da Lecco. Esisteva una soluzione a costo zero, ignorata: oggi, invece, si parla con leggerezza di altri 20 milioni di euro dei cittadini, senza un progetto definito, senza una tempistica certa e senza neppure un briciolo di riconoscenza verso una comunità che ha sopportato disagi enormi, come quelli legati ai lavori dello svincolo del Bione.
Grande assente della giornata – anche nelle parole del Ministro Salvini, più impegnato a parlare di Groenlandia e immigrazione – è il tema cruciale della Lecco–Bergamo. Qual è l’impegno reale di Governo, Regione e Provincia su un’opera bloccata da decenni? Perché non viene detta una parola di verità agli abitanti di Chiuso, Vercurago e Calolziocorte sui tempi reali? Forse che i lavori partiranno nel 2028, per vedere la luce – se tutto va bene – solo nel 2033?
Invece di assumersi responsabilità e dire la verità ai cittadini, oggi assistiamo all’ennesima passerella istituzionale, che si manifesta nell’arte dello sberleffo verso Lecco, verso chi amministra con serietà e verso una comunità che chiede solo rispetto, trasparenza e soluzioni vere.
Il Partito Democratico Città di Lecco continuerà a pretendere risposte, atti concreti e investimenti completi per infrastrutture che veramente rispondano alle esigenze del capoluogo e del territorio.
PD Città di Lecco
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