Piazza (Lega): Cavagna non è un prato qualunque, è identità. Basta consumo di suolo

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Ho aderito con convinzione alla raccolta firme promossa dall’Associazione Giuseppe Bovara contro l’ipotesi, grave e inaccettabile, di rendere edificabile anche solo una parte della località Cavagna. Un’iniziativa portata avanti con serietà, competenza e rispetto delle regole, che ha avuto il merito di smascherare un’idea sbagliata e pericolosa.
Qui non si tratta di “strumentalizzare” una protesta, ma di prendere atto di un fatto politico chiaro: quando centinaia di cittadini si mobilitano, l’amministrazione ha il dovere di fermarsi e ascoltare, ma questo metodo non è nuovo al Sindaco Gattinoni. E invece dalla Giunta arrivano solo silenzi, ambiguità e aperture inaccettabili sul consumo di suolo.
Cavagna non è un’area qualsiasi. È un luogo simbolico, un paesaggio identitario, un pezzo della storia lecchese citato nell’“Addio ai monti” di Manzoni. Pensare di attribuire diritti edificatori in un contesto simile significa dimostrare una totale mancanza di visione e di rispetto per la città.
Come Lega e come candidato sindaco ribadisco un principio non negoziabile: zero consumo di suolo in aree come Cavagna. Le leggi esistono e vanno applicate, a partire da quella sul contenimento del consumo di suolo approvata durante la legislatura del presidente Maroni. Le scelte politiche si fanno avendo il coraggio di dire dei no, non inseguendo operazioni urbanistiche miopi.
L’amministrazione Gattinoni continua invece a dimostrare una preoccupante distanza dalla storia e dall’identità di Lecco. Prima Cavagna, poi l’idea assurda di concedere la deroga urbanistica per collocare due ciminiere alte 25 metri a pochi passi da Villa Manzoni. Un filo rosso che unisce improvvisazione, scarsa sensibilità e totale assenza di tutela del patrimonio cittadino.
Cavagna non è solo un prato. È memoria, paesaggio, identità. E va difesa senza tentennamenti.
Carlo Piazza, Candidato sindaco per la città di Lecco
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