Lecco: Fondazione comunitaria, il 2025 della crescita solidale tra numeri record e relazioni
Una comunità che dona, ma soprattutto una comunità che partecipa, costruisce e si riconosce.
I dati di bilancio 2025 della Fondazione Comunitaria Lecchese restituiscono un quadro che va oltre i numeri e racconta un territorio attento, reattivo e sempre più consapevole del valore del dono come strumento di relazione.
Per la prima volta la Fondazione ha scelto di condividere pubblicamente questi risultati con la stampa, non per celebrare un traguardo “proprio”, ma per restituire alla comunità lecchese l’immagine di ciò che essa stessa ha generato.

I dati di bilancio 2025 della Fondazione Comunitaria Lecchese restituiscono un quadro che va oltre i numeri e racconta un territorio attento, reattivo e sempre più consapevole del valore del dono come strumento di relazione.
Per la prima volta la Fondazione ha scelto di condividere pubblicamente questi risultati con la stampa, non per celebrare un traguardo “proprio”, ma per restituire alla comunità lecchese l’immagine di ciò che essa stessa ha generato.

Il confronto tra il 2024 e il 2025 mostra una crescita netta delle donazioni complessive, che superano i 4 milioni di euro, con un incremento del 19% rispetto all’anno precedente, un livello raggiunto in passato solo nel periodo pandemico.
Ancora più significativo il dato relativo al numero delle donazioni, aumentate del 77% e arrivate a quota 2.774: un segnale chiaro di una partecipazione diffusa, fatta anche di apporti piccoli e liberi, che hanno ampliato in modo sostanziale la base dei "contribuenti"
Ancora più significativo il dato relativo al numero delle donazioni, aumentate del 77% e arrivate a quota 2.774: un segnale chiaro di una partecipazione diffusa, fatta anche di apporti piccoli e liberi, che hanno ampliato in modo sostanziale la base dei "contribuenti"
Una crescita che si accompagna a una platea eterogenea, composta per circa il 40% da aziende, seguite dalle persone fisiche e dagli enti pubblici, a conferma di una fiducia trasversale che attraversa il tessuto sociale ed economico del territorio.
"Nonostante questo, resta un fenomeno curioso e ricorrente: molte donazioni non sono accompagnate dai dati anagrafici necessari per i benefici fiscali, perché chi dona spesso dichiara di farlo senza aspettarsi nulla in cambio, se non la consapevolezza del gesto" ha spiegato il Segretario generale Paolo Dell'Oro.
Anche sul fronte delle erogazioni i numeri raccontano continuità e solidità, con progetti sostenuti per circa 4,6 milioni di euro nel 2025, in aumento rispetto all’anno precedente. Risorse che non derivano solo dalle donazioni raccolte, ma anche dalla capacità della Fondazione di integrare contributi esterni e fondi propri, accompagnando progetti che in molti casi si sviluppano su più anni.
"Nonostante questo, resta un fenomeno curioso e ricorrente: molte donazioni non sono accompagnate dai dati anagrafici necessari per i benefici fiscali, perché chi dona spesso dichiara di farlo senza aspettarsi nulla in cambio, se non la consapevolezza del gesto" ha spiegato il Segretario generale Paolo Dell'Oro.

Paolo Dell'Oro e Simone Buzzella
Anche sul fronte delle erogazioni i numeri raccontano continuità e solidità, con progetti sostenuti per circa 4,6 milioni di euro nel 2025, in aumento rispetto all’anno precedente. Risorse che non derivano solo dalle donazioni raccolte, ma anche dalla capacità della Fondazione di integrare contributi esterni e fondi propri, accompagnando progetti che in molti casi si sviluppano su più anni.
Dietro questi dati si delinea però un cambiamento più profondo. "La Fondazione Comunitaria è sempre meno percepita come semplice soggetto erogatore e sempre più come piattaforma territoriale, luogo di alleanza e di costruzione condivisa" ha precisato la presidente Maria Grazia Nasazzi.
Una trasformazione evidente nel tipo di richieste che arrivano: oggi enti, associazioni e realtà locali cercano partnership, strumenti, accompagnamento, piuttosto che un contributo isolato. In questo senso i fondi rappresentano uno degli strumenti più efficaci, capaci di raccogliere risorse, coinvolgere reti e dare forma concreta a bisogni collettivi.
Una trasformazione evidente nel tipo di richieste che arrivano: oggi enti, associazioni e realtà locali cercano partnership, strumenti, accompagnamento, piuttosto che un contributo isolato. In questo senso i fondi rappresentano uno degli strumenti più efficaci, capaci di raccogliere risorse, coinvolgere reti e dare forma concreta a bisogni collettivi.
Nel solo 2025 - come illustrato da Marta Greppi - sono stati attivati 12 nuovi fondi, che si affiancano a una rete ormai ampia e articolata. Alcuni nascono con obiettivi mirati e una durata definita, altri rispondono a bisogni strutturali del territorio e hanno una vocazione stabile, altri ancora sono dedicati al sostegno delle famiglie, spesso in situazioni di fragilità improvvisa, dove il dolore individuale si trasforma in un gesto collettivo di solidarietà. In questo quadro trovano spazio anche fondi legati a singole storie, che diventano occasioni per misurare la forza delle relazioni e la capacità della comunità di prendersi carico dei propri membri. Come quella del piccolo Vittorio, esempio concreto di mobilitazione collettiva e di forza delle relazioni.


La Presidente Maria Grazia Nasazzi, Amalia Morano e Marta Greppi
Un ruolo centrale - come spiegato da Simone Buzzella - è svolto dai fondi di comunità, oggi 13 (che diventeranno presto 16), distribuiti tra città, rioni e territori della provincia, da Bellano alla Brianza.
Fondi guidati da comitati di cittadini, espressione diretta dei luoghi in cui vivono, che non solo promuovono raccolte fondi ma individuano progettualità, bisogni e priorità. "Esperienze che hanno dimostrato tutta la loro efficacia anche in situazioni di emergenza, dove la vicinanza al territorio ha consentito risposte rapide e coordinate". Un modello destinato ad ampliarsi ulteriormente nel 2026, con nuove attivazioni già in fase di costituzione.
Lo sguardo della Fondazione è rivolto anche al futuro, con l’avvio, previsto nei prossimi mesi, di una campagna dedicata ai lasciti testamentari, pensata come percorso di lungo periodo per aiutare le persone a legare il proprio patrimonio a progetti e realtà del territorio, rafforzando il senso di continuità tra generazioni.


"Relazioni e comunità sono le parole che meglio sintetizzano l’identità della Fondazione Comunitaria Lecchese" ha concluso la presidente Nasazzi. Relazioni costruite nel tempo, nei luoghi di vita, nei comitati, nei progetti condivisi; comunità intesa non come concetto astratto, ma come pratica quotidiana, fatta di ascolto, fiducia e corresponsabilità. Numeri importanti, certo, ma soprattutto il segno di un territorio che continua a riconoscersi nel dono come gesto concreto e collettivo.
C.C.





















