Lecco: da Piazza Diaz un segnale chiaro di solidarietà al popolo iraniano
Una piazza raccolta, illuminata da candele e da una partecipazione silenziosa ma consapevole, capace di dare peso alle parole senza bisogno di clamore. Mercoledì 21 gennaio alle 18, piazza Diaz a Lecco ha ospitato il presidio “Per la libertà e la democrazia in Iran, sostegno al popolo iraniano”, promosso dall’ANPI provinciale di Lecco nell’ambito della mobilitazione nazionale lanciata da Amnesty International e dal movimento Woman Life Freedom for Peace and Justice. Un appuntamento nato dalla volontà della società civile di non restare indifferente di fronte a quanto sta accadendo in Iran, dove uomini e donne continuano a lottare pacificamente per diritti fondamentali come la libertà individuale, la giustizia e la democrazia, trovandosi però di fronte a una repressione durissima fatta di arresti arbitrari, torture e uccisioni nelle strade del Paese.

Il presidio lecchese ha scelto una forma essenziale, concentrata sulla lettura dell’appello internazionale già diffuso in occasione della manifestazione di Roma del 16 gennaio e di altre iniziative analoghe in tutta Italia, proprio per mantenere un legame forte e coerente con una mobilitazione più ampia.
A spiegare il senso dell’iniziativa è stato Roberto Citterio, membro del direttivo provinciale ANPI, che ha sottolineato come la manifestazione del 21 gennaio rappresenti un primo, importante momento di risposta immediata. «Abbiamo voluto dare un segnale chiaro di solidarietà e sostegno al popolo iraniano – ha spiegato – all’interno di una mobilitazione nazionale che chiama tutti, cittadini e associazioni, a sentirsi coinvolti. Questo è per noi un punto di partenza: l’attenzione non deve spegnersi finché il popolo iraniano non potrà autodeterminare liberamente il proprio futuro». Un messaggio rivolto, come ha precisato, sia alle istituzioni sia all’opinione pubblica, perché «la politica non può essere solo attività delle istituzioni, ma vive anche nella partecipazione dei cittadini e delle associazioni», in una responsabilità condivisa che riguarda l’intera comunità.

Citterio ha inoltre osservato come la situazione in Iran, pur essendo poco conosciuta e distante dal nostro contesto storico-culturale, meriti ugualmente una risposta concreta: “Anche se se ne parla meno rispetto ad altri conflitti, manifestazioni come questa possono portare l’opinione pubblica a mobilitarsi e a non restare indifferente”.

Durante il presidio è arrivato anche il saluto dell’amministrazione comunale di Lecco, affidato a Renata Zuffi, assessore all’Ambiente, alla Mobilità e alle Pari opportunità, presente in piazza come delegata del sindaco. Il suo intervento ha richiamato con forza il valore della pace come scelta consapevole e quotidiana: «Stare dalla parte della pace è una decisione che interpella ciascuno di noi. La pace non può essere uno slogan occasionale, ma deve diventare un abito che scegliamo di indossare ogni giorno, un impegno che rappresenta tutti e che riguarda il modo in cui guardiamo al mondo e alle ingiustizie che lo attraversano». Parole che hanno rafforzato il senso istituzionale di una presenza pensata non come atto formale, ma come condivisione di valori.

Nel corso dell’iniziativa, la piazza si è trasformata in uno spazio di testimonianza civile, dove la lettura dell’appello si è accompagnata a gesti semplici ma carichi di significato: lumini, candele e fiori portati dai presenti per dare voce a chi oggi viene messo a tacere.
Essere presenti significa affermare che la libertà non ha confini e che la difesa dei diritti umani è una responsabilità collettiva. Per una serata, Lecco si è fatta spazio di sostegno concreto al popolo iraniano e alla sua legittima richiesta di futuro, dignità e democrazia, dimostrando come anche un presidio silenzioso possa diventare un atto politico forte, capace di lasciare un segno.
Accanto all’ANPI hanno aderito numerose realtà del territorio lecchese, tra cui Cgil, Cisl e Uil, l’Associazione Amici dei Musei del territorio lecchese, la Rete Radiè Resch, Les Cultures, Legambiente, Alleanza Verdi e Sinistra, Giovani Democratici, Partito Democratico, Conferenza Donne Democratiche, Unione Donne in Italia UDI, Tavola Lecchese per la Pace, Femminile Presente, l’Associazione Culturale Diba – Persian Palace, ANOLF – Associazione nazionale Oltre le frontiere e LGBT+ Diritti Renzo e Lucio, restituendo l’immagine di una città capace di riconoscersi attorno a valori comuni.

Il presidio lecchese ha scelto una forma essenziale, concentrata sulla lettura dell’appello internazionale già diffuso in occasione della manifestazione di Roma del 16 gennaio e di altre iniziative analoghe in tutta Italia, proprio per mantenere un legame forte e coerente con una mobilitazione più ampia.


Citterio ha inoltre osservato come la situazione in Iran, pur essendo poco conosciuta e distante dal nostro contesto storico-culturale, meriti ugualmente una risposta concreta: “Anche se se ne parla meno rispetto ad altri conflitti, manifestazioni come questa possono portare l’opinione pubblica a mobilitarsi e a non restare indifferente”.

Durante il presidio è arrivato anche il saluto dell’amministrazione comunale di Lecco, affidato a Renata Zuffi, assessore all’Ambiente, alla Mobilità e alle Pari opportunità, presente in piazza come delegata del sindaco. Il suo intervento ha richiamato con forza il valore della pace come scelta consapevole e quotidiana: «Stare dalla parte della pace è una decisione che interpella ciascuno di noi. La pace non può essere uno slogan occasionale, ma deve diventare un abito che scegliamo di indossare ogni giorno, un impegno che rappresenta tutti e che riguarda il modo in cui guardiamo al mondo e alle ingiustizie che lo attraversano». Parole che hanno rafforzato il senso istituzionale di una presenza pensata non come atto formale, ma come condivisione di valori.

Nel corso dell’iniziativa, la piazza si è trasformata in uno spazio di testimonianza civile, dove la lettura dell’appello si è accompagnata a gesti semplici ma carichi di significato: lumini, candele e fiori portati dai presenti per dare voce a chi oggi viene messo a tacere.
Essere presenti significa affermare che la libertà non ha confini e che la difesa dei diritti umani è una responsabilità collettiva. Per una serata, Lecco si è fatta spazio di sostegno concreto al popolo iraniano e alla sua legittima richiesta di futuro, dignità e democrazia, dimostrando come anche un presidio silenzioso possa diventare un atto politico forte, capace di lasciare un segno.

G.D.





















