Un'altra Olimpiade per il dottor Piero Poli, da tedoforo
L'intervista telefonica inizia subito con una precisazione da parte sua: "Non so bene come funzionerà, il programma preciso non mi è ancora stato comunicato". Una sottolineatura che lascia intuire come però non veda l'ora di vivere questa esperienza, di prendere parte da protagonista a un momento comunque storico, che tutto il mondo attende con entusiasmo e trepidazione.
È sinceramente emozionato il dottor Piero Poli: il Primario di Ortopedia e Traumatologia dell'Ospedale Manzoni di Lecco, ex canottiere della Moto Guzzi e vincitore di un oro ai Giochi di Seul del 1988 nel "quattro di coppia", sarà tra i ventidue tedofori che domenica prossima, 1° febbraio, accompagneranno la Fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026 lungo le vie della città, percorrendo ognuno la propria frazione di 200 metri per poi giungere in piazza Garibaldi intorno alle 19.30.
"So solo che dovrò presentarmi presso la scuola Grossi in via Ghislanzoni poco prima delle 17.00 e che il mio "turno" dovrebbe scattare alle 19.27 in via Cairoli: essere stato selezionato per questo importante appuntamento, che mi riporta a momenti memorabili del mio passato, è per me una straordinaria emozione e un grande onore, quasi pari a quello di un'altra vittoria olimpica. Che poi, io nella mia carriera ho più perso che vinto. Anche perché nel mio sport - così come in altri - serve anche un pizzico di fortuna quando si arriva in fondo: certo, quel successo a Seul è stato un'enorme soddisfazione... Ma ciò che conta davvero è esserci", ci ha detto il dottor Poli.
Specificando che comunque non intende parlare di "rivincita" per lui, dopo il grave incidente in bicicletta che nel 2004 gli è quasi costato la vita, segnandolo nel fisico: "Sono in piedi tutti i giorni per lavorare in sala operatoria. Penso di farcela a correre 200 metri con la Fiamma! In caso contrario, qualcuno mi verrà in aiuto (ride, ndr). E poi credo che la mia esperienza possa essere uno "stimolo" per altre persone che hanno subito infortuni di vario tipo. Anche Federica Brignone ha avuto un grave incidente meno di un anno fa: magari non è in piena forma ma intanto ci sarà...".
A una settimana dall'importante appuntamento a Lecco, Poli attende dunque di conoscere ulteriori dettagli sull'identità degli altri tedofori selezionati - tra i nomi già emersi, quelli di Marco Cariboni, Lorella Cesana, Ematoshi e Nausicaa Dell'Orto - ma soprattutto sul programma della giornata, che dovrebbero essere resi noti lunedì mattina nel corso di una conferenza stampa in Municipio: "Io non potrò essere presente, sarò in ospedale. La fortuna è che qui sul lago possiamo vantare numerose medaglie e soprattutto tanti sportivi: l'auspicio è che l'evento possa essere seguito da un po' di giovani, anche se magari i "vecchi" come me non attireranno molto l'attenzione. Ecco, in questo senso ho trovato legittima, per esempio, la scelta di puntare su un personaggio come Achille Lauro a Roma. Molto meno il coinvolgimento di figure discutibili come Boldi e l'Uomo Gatto...".
Tuttora legatissimo alla Moto Guzzi del leggendario Giuseppe Moioli, di cui ha sempre difeso i colori nonostante le avances di altre società e delle Forze Armate, attualmente Poli fa parte della Commissione medica internazionale del canottaggio e, da quest'anno, è anche consulente della Federazione italiana (che poche settimane fa ha detto addio al presidente Davide Tizzano, amico dello stesso medico lecchese, ndr), oltre che classificatore per la disabilità: "Sì, seguirò con grande interesse anche le Paralimpiadi. Mi fa piacere che abbiano lo spazio che meritano, mentre per esempio nel mio sport la categoria dei disabili esiste solo al Mondiale e ha poco seguito, tra orari impossibili e una scarsa copertura. Eppure questi ragazzi meritano", le sue parole. "Una disciplina che seguirò con particolare interesse alle Olimpiadi? Conosco bene il medico della Nazionale canadese di hockey e mi piacerebbe vedere una loro partita dal vivo: è uno sport molto bello, di contatto, che secondo me rende poco in televisione".
"Un consiglio agli atleti? Mi dispiace sentire certe interviste in cui alcuni di loro parlano di sofferenze e sacrifici: nessuno di loro è un operaio che deve alzarsi all'alba per mantenere la famiglia. Lo sport è solo sport, un po' di "leggerezza" è sempre importante", la chiosa del dottor Piero Poli.
È sinceramente emozionato il dottor Piero Poli: il Primario di Ortopedia e Traumatologia dell'Ospedale Manzoni di Lecco, ex canottiere della Moto Guzzi e vincitore di un oro ai Giochi di Seul del 1988 nel "quattro di coppia", sarà tra i ventidue tedofori che domenica prossima, 1° febbraio, accompagneranno la Fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026 lungo le vie della città, percorrendo ognuno la propria frazione di 200 metri per poi giungere in piazza Garibaldi intorno alle 19.30.

Specificando che comunque non intende parlare di "rivincita" per lui, dopo il grave incidente in bicicletta che nel 2004 gli è quasi costato la vita, segnandolo nel fisico: "Sono in piedi tutti i giorni per lavorare in sala operatoria. Penso di farcela a correre 200 metri con la Fiamma! In caso contrario, qualcuno mi verrà in aiuto (ride, ndr). E poi credo che la mia esperienza possa essere uno "stimolo" per altre persone che hanno subito infortuni di vario tipo. Anche Federica Brignone ha avuto un grave incidente meno di un anno fa: magari non è in piena forma ma intanto ci sarà...".
A una settimana dall'importante appuntamento a Lecco, Poli attende dunque di conoscere ulteriori dettagli sull'identità degli altri tedofori selezionati - tra i nomi già emersi, quelli di Marco Cariboni, Lorella Cesana, Ematoshi e Nausicaa Dell'Orto - ma soprattutto sul programma della giornata, che dovrebbero essere resi noti lunedì mattina nel corso di una conferenza stampa in Municipio: "Io non potrò essere presente, sarò in ospedale. La fortuna è che qui sul lago possiamo vantare numerose medaglie e soprattutto tanti sportivi: l'auspicio è che l'evento possa essere seguito da un po' di giovani, anche se magari i "vecchi" come me non attireranno molto l'attenzione. Ecco, in questo senso ho trovato legittima, per esempio, la scelta di puntare su un personaggio come Achille Lauro a Roma. Molto meno il coinvolgimento di figure discutibili come Boldi e l'Uomo Gatto...".
Tuttora legatissimo alla Moto Guzzi del leggendario Giuseppe Moioli, di cui ha sempre difeso i colori nonostante le avances di altre società e delle Forze Armate, attualmente Poli fa parte della Commissione medica internazionale del canottaggio e, da quest'anno, è anche consulente della Federazione italiana (che poche settimane fa ha detto addio al presidente Davide Tizzano, amico dello stesso medico lecchese, ndr), oltre che classificatore per la disabilità: "Sì, seguirò con grande interesse anche le Paralimpiadi. Mi fa piacere che abbiano lo spazio che meritano, mentre per esempio nel mio sport la categoria dei disabili esiste solo al Mondiale e ha poco seguito, tra orari impossibili e una scarsa copertura. Eppure questi ragazzi meritano", le sue parole. "Una disciplina che seguirò con particolare interesse alle Olimpiadi? Conosco bene il medico della Nazionale canadese di hockey e mi piacerebbe vedere una loro partita dal vivo: è uno sport molto bello, di contatto, che secondo me rende poco in televisione".
"Un consiglio agli atleti? Mi dispiace sentire certe interviste in cui alcuni di loro parlano di sofferenze e sacrifici: nessuno di loro è un operaio che deve alzarsi all'alba per mantenere la famiglia. Lo sport è solo sport, un po' di "leggerezza" è sempre importante", la chiosa del dottor Piero Poli.
B.P.





















