Lecco: l'1 arriva la Fiamma Olimpica. Cariboni, Aondio e Guerrera i tre tedofori della città
Domenica prossima, 1° febbraio, appuntamento con la fiamma olimpica che attraverserà Lecco, proveniente da Sondrio scendendo quindi lungo la costiera lariana e diretta a Bergamo. Alla viglia delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 (dal 6 al 22 febbraio prossimi).

Saranno ventidue i tedofori che si alterneranno sul percorso cittadino, tre dei quali scelti dal Comune di Lecco che, dopo qualche indiscrezione circolata nei giorni scorsi, sono stati presentati ufficialmente oggi nel corso di una conferenza stampa tenutasi in municipio. Si tratta della sciatrice Elisa Guerrera, dell’ex presidente della Canottieri lecchese Marco Cariboni e di quel Severino Aondio, chiamato re del Resegone per la lunga vita trascorsa a percorrere i sentieri della vetta simbolo e degli altri monti, non rinunciando a cimentarsi già ultranovantenne nella Resegup.

La fiamma arriverà da Abbadia ai confini della città verso le 18 (la tabella di marcia ufficiale recita per la precisione le 18.15) dal lungolago che percorrerà interamente fino alla Canottieri per poi proseguire in piazza Manzoni, lungo corso Martiri, la via Amendola e, alla Meridiana, svoltare lungo la via XI Febbraio, scendere lungo corso Matteotti e la via Cavour per arrivare in piazza Garibaldi verso le 19.15.
Già dalle 17,30 sono previsti momenti di intrattenimento e animazione, mentre il passaggio della fiaccola attraverso la città sarà accompagnata da una serie di “sorprese” preparate dalle associazioni sportive del territorio.

Il sindaco Mauro Gattinoni ha spiegato i motivi della scelta dei tedofori: Marco Cariboni «per la sua biografia personale di atleta e dirigente della Canottieri, la società sportiva più antica (o quasi, ndr) di Lecco. Vogliamo riconoscere in questo modo un merito a tutte le società sportive, a coloro che magari non scendono direttamente sul campo di gara ma rendono possibile lo sport, assumendosi tra l’altro grosse responsabilità. Cariboni, dunque rappresenta tutti i presidenti delle associazioni sportive lecchesi»; Severino Aondio che «per la sua vita trascorsa sui sentieri delle nostra montagne e una “Resegup” all’alba dei novant’anni, interpreta lo spirito più genuino dello sport: percorrere i sentieri e attraversare la città senza tempo, senza ansia di cronometro»; Elisa Guerrera della società “Oltretutto ‘97” perché «negli sport invernali è in assoluto la più medagliata, ma anche per la sua simpatia e la sua tenacia. E’ una ragazza molto giovane rispetto a due anziani, ma soprattutto è la dimostrazione che lo sport è davvero per tutti».

L’assessore agli eventi Giovanni Cattaneo ha parlato di una «fase di avvicinamento cha ha fatto registrare un aumento del fermento», aggiungendo: «Vogliamo vivere quella giornata come un momento di festa per tutto lo sport lecchese, in un territorio dove ci sono sì eccellenze negli sport invernali, ma dove lo sport viene praticato tutto l’anno, in tutte le discipline, compresi gli sport di squadra. E noi vogliamo partecipare con la giusta misura: abbiamo diffuso in città pannelli informativi, ogni sera sulle pareti esterne di Palazzo delle paure vien proiettato un video, altre iniziative verranno organizzate nei prossimi giorni, a cominciare dalla mostra alla Camera di commercio».
La mostra è quella fotografica dedicata agli atleti lariano agli sport invernali, allestita alla Casa dell’Economia di via Tonale dal 4 febbraio al 20 marzo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12,30 a ingresso libero e su prenotazione dalle 14,30 alle 17.


Da parte loro, i tre tedofori della città di Lecco hanno espresso i propri sentimenti. Elisa Guerrera ha detto: «Sono in attesa. Ho voglia di correre e di portare la fiamma in alto»; sulla stessa lunghezza d’onda Aondio: «Sono emozionato. Spero di fare bene. Grazie di tutto».

Più articolato l’intervento di Cariboni che ha appunto ricordato come 130 anni fa nascesse la società Canottieri «quando a Lecco esistevano soltanto il Cai e la Ginnica “Ghislanzoni” e nessun’altra società sportiva. La Canottieri è la mamma di tutti gli sport tradizionali a Lecco» ricordando poi come la nostra città abbia avuto i suoi grandi atleti olimpici «a partire da Nino Castelli (1898-1927): in tutto sono stati 65 gli olimpionici lecchesi».
Una storia, quella dei lecchesi alle Olimpiadi invernali, tracciata recentemente in un libro scritto da Gianni Menicatti e presentato recentemente all’Officina Badoni.
Dal punto di vista logistico, inoltre, il passaggio lecchese della fiamma olimpica comporta una serie di provvedimenti viabilistici con l’interruzione della circolazione lungo il percorso dei tedofori per solo il tempo necessario al loro passaggio.
Saranno ventidue i tedofori che si alterneranno sul percorso cittadino, tre dei quali scelti dal Comune di Lecco che, dopo qualche indiscrezione circolata nei giorni scorsi, sono stati presentati ufficialmente oggi nel corso di una conferenza stampa tenutasi in municipio. Si tratta della sciatrice Elisa Guerrera, dell’ex presidente della Canottieri lecchese Marco Cariboni e di quel Severino Aondio, chiamato re del Resegone per la lunga vita trascorsa a percorrere i sentieri della vetta simbolo e degli altri monti, non rinunciando a cimentarsi già ultranovantenne nella Resegup.
La fiamma arriverà da Abbadia ai confini della città verso le 18 (la tabella di marcia ufficiale recita per la precisione le 18.15) dal lungolago che percorrerà interamente fino alla Canottieri per poi proseguire in piazza Manzoni, lungo corso Martiri, la via Amendola e, alla Meridiana, svoltare lungo la via XI Febbraio, scendere lungo corso Matteotti e la via Cavour per arrivare in piazza Garibaldi verso le 19.15.

Il sindaco Mauro Gattinoni ha spiegato i motivi della scelta dei tedofori: Marco Cariboni «per la sua biografia personale di atleta e dirigente della Canottieri, la società sportiva più antica (o quasi, ndr) di Lecco. Vogliamo riconoscere in questo modo un merito a tutte le società sportive, a coloro che magari non scendono direttamente sul campo di gara ma rendono possibile lo sport, assumendosi tra l’altro grosse responsabilità. Cariboni, dunque rappresenta tutti i presidenti delle associazioni sportive lecchesi»; Severino Aondio che «per la sua vita trascorsa sui sentieri delle nostra montagne e una “Resegup” all’alba dei novant’anni, interpreta lo spirito più genuino dello sport: percorrere i sentieri e attraversare la città senza tempo, senza ansia di cronometro»; Elisa Guerrera della società “Oltretutto ‘97” perché «negli sport invernali è in assoluto la più medagliata, ma anche per la sua simpatia e la sua tenacia. E’ una ragazza molto giovane rispetto a due anziani, ma soprattutto è la dimostrazione che lo sport è davvero per tutti».
L’assessore agli eventi Giovanni Cattaneo ha parlato di una «fase di avvicinamento cha ha fatto registrare un aumento del fermento», aggiungendo: «Vogliamo vivere quella giornata come un momento di festa per tutto lo sport lecchese, in un territorio dove ci sono sì eccellenze negli sport invernali, ma dove lo sport viene praticato tutto l’anno, in tutte le discipline, compresi gli sport di squadra. E noi vogliamo partecipare con la giusta misura: abbiamo diffuso in città pannelli informativi, ogni sera sulle pareti esterne di Palazzo delle paure vien proiettato un video, altre iniziative verranno organizzate nei prossimi giorni, a cominciare dalla mostra alla Camera di commercio».

Da parte loro, i tre tedofori della città di Lecco hanno espresso i propri sentimenti. Elisa Guerrera ha detto: «Sono in attesa. Ho voglia di correre e di portare la fiamma in alto»; sulla stessa lunghezza d’onda Aondio: «Sono emozionato. Spero di fare bene. Grazie di tutto».
Più articolato l’intervento di Cariboni che ha appunto ricordato come 130 anni fa nascesse la società Canottieri «quando a Lecco esistevano soltanto il Cai e la Ginnica “Ghislanzoni” e nessun’altra società sportiva. La Canottieri è la mamma di tutti gli sport tradizionali a Lecco» ricordando poi come la nostra città abbia avuto i suoi grandi atleti olimpici «a partire da Nino Castelli (1898-1927): in tutto sono stati 65 gli olimpionici lecchesi».
Una storia, quella dei lecchesi alle Olimpiadi invernali, tracciata recentemente in un libro scritto da Gianni Menicatti e presentato recentemente all’Officina Badoni.
Dal punto di vista logistico, inoltre, il passaggio lecchese della fiamma olimpica comporta una serie di provvedimenti viabilistici con l’interruzione della circolazione lungo il percorso dei tedofori per solo il tempo necessario al loro passaggio.
D.C.





















