Lecco: pestaggio in viale Turati, in due a processo

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Sono accusati di lesioni aggravate Bella Tidiane, ivoriano classe 1997, e Abdelmountassir Gattoua, marocchino classe 1999. Entrambi, già detenuti per altra causa, risultano noti alle forze dell’ordine e alla giustizia lecchese per episodi analoghi a quello approdato quest'oggi in Tribunale. Il fascicolo, oggi all’attenzione del giudice Giulia Barazzetta del Tribunale di Lecco, riguarda una rissa avvenuta nella tarda serata del 10 dicembre 2021 in viale Turati, davanti al bar Mojito, con due diverse persone prese di mira in momenti distinti.
Nel corso dell’udienza odierna sono stati sentiti tre testimoni: il primo, vittima della seconda aggressione, ha raccontato di essere stato chiamato al bar da un amico perché “lo stavano picchiando”. Giunto sul posto avrebbe trovato un giovane con il naso rotto e alcune ragazze presenti nel locale, che si erano offerte di accompagnare i feriti in ospedale. Una volta saliti in auto, per motivi a lui ignoti, il gruppo si sarebbe però fermato nuovamente davanti al bar. A quel punto, secondo il suo racconto, sarebbe stato aggredito e scaraventato a terra dai due imputati insieme ad altri soggetti non identificati. Il testimone ha riferito che Gattoua (presente in aula accanto al difensore Stefano Gevi) gli avrebbe inferto calci e pugni, mentre Bella Tidiane (difeso dall'avvocato Roberto Maurizio Rizzo) gli sarebbe salito sulla schiena tentando di strangolarlo, fino a quando una delle ragazze avrebbe urlato, facendo cessare la violenza. Fra sbuffi e gesti eloquenti, il 29enne ivoriano ha sbottato con un “hai sbagliato persona”, prima di essere richiamato all'ordine dal giudice Barazzetta.
È stato poi ascoltato il giovane che aveva chiamato in soccorso il primo testimone: in aula è apparso visibilmente confuso sui fatti e le persone presenti quella sera, tanto che il giudice ha ritenuto necessario richiamarlo sugli obblighi di verità assunti in qualità di testimone e sulle sanzioni previste in caso di falsa testimonianza. Dopo un po' di incertezza, il teste, pressato dalle domande incalzanti del vpo Caterina Scarselli, ha riconosciuto i due seduti al banco degli imputati fra gli aggressori di quella serata invernale di cinque anni fa.
Infine è stata sentita una ragazza: “Sono stata chiamata lì da mia sorella perché mi ha chiesto di portare un suo amico in ospedale, ma non conosco nessuno di quelli che erano lì quella sera, né saprei riconoscerli. Ricordo solo che li stavamo portando in ospedale, quando a un certo punto sono scesi e si sono picchiati di nuovo”. 
Per la prossima udienza, fissata alla fine di aprile, prevede l’esame dei due imputati, che così potranno rendere la propria versione dei fatti, e la discussione finale delle parti.
F.F.
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