Lecco: cronista e memoria storica, addio ad Aloisio Bonfanti
I giornalisti lecchesi perdono il loro “decano”. Ma a mancare sarà soprattutto un grande conoscitore della città e del territorio. Si è spento Aloisio Bonfanti, cronista d'altri tempi, memoria storica che non aveva bisogno di computer e non solo perché, per lui, i testi li ha sempre “battuti” la sua Ebe, compagna di una vita e preziosissima spalla in una professione che negli anni si è piegata al vertiginoso ritmo dell'online e dei social. Aloisio aveva tutto in mente: davanti ad un cappuccino, bevuto magari al bar del Brick Tamoil per anni suo “ufficio” mattutino, poteva passare dalla formazione del Lecco in una determinata partita di quel campionato di trent'anni fa, con tanto di numero di reti e marcatori, ai risultati di ogni singola tornata elettorale, con un occhio di riguardo per i “suoi” sindaci, quelli con cui ha lavorato negli anni, tra il 1970 e l'85, trascorsi quale addetto stampa del Comune.

Nel 2015 venne premiato dall'Ordine dei Giornalisti per i 50 anni di tessera, anche se il suo primo articolo, come aveva avuto modo di specificare – da puntiglioso qual era – venne pubblicato nel 1960.
In una così sterminata carriera, ha scritto per le principali testate cartacee della città, intraprendendo, poi, ormai dieci anni fa, una lunga e proficua collaborazione anche con Leccoonline, senza rinunciare alle interviste in televisione, dopo essere stato “voce” anche di emittenti radiofoniche come radio Superlecco e Rete 104.
Speaker dei concerti del 4 novembre del Coro alpino lecchese al Santuario della Vittoria – ruolo a cui teneva profondamente – Bonfanti è stato anche autore prolifico, firma di una serie di libri dedicati, neanche a dirlo, a Lecco (uno su tutti, quello sul “Cortile delle botti e dei sassi”, angolo dal profumo antico di via Ghislanzoni dove aveva vissuto e che portava nel cuore, pur risiedendo ormai da lungo tempo a Laorca).
Oltre alla moglie Ebe, Aloisio lascia la figlia Marta. A loro le più sincere condoglianze della nostra Redazione.

Nel 2015 venne premiato dall'Ordine dei Giornalisti per i 50 anni di tessera, anche se il suo primo articolo, come aveva avuto modo di specificare – da puntiglioso qual era – venne pubblicato nel 1960.
In una così sterminata carriera, ha scritto per le principali testate cartacee della città, intraprendendo, poi, ormai dieci anni fa, una lunga e proficua collaborazione anche con Leccoonline, senza rinunciare alle interviste in televisione, dopo essere stato “voce” anche di emittenti radiofoniche come radio Superlecco e Rete 104.
Speaker dei concerti del 4 novembre del Coro alpino lecchese al Santuario della Vittoria – ruolo a cui teneva profondamente – Bonfanti è stato anche autore prolifico, firma di una serie di libri dedicati, neanche a dirlo, a Lecco (uno su tutti, quello sul “Cortile delle botti e dei sassi”, angolo dal profumo antico di via Ghislanzoni dove aveva vissuto e che portava nel cuore, pur risiedendo ormai da lungo tempo a Laorca).
Oltre alla moglie Ebe, Aloisio lascia la figlia Marta. A loro le più sincere condoglianze della nostra Redazione.





















