Pescate: 'gravi carenze in materia di sicurezza', il sindaco chiude Le Officine
Il sindaco di Pescate Dante De Capitani chiude di nuovo "Le Officine". 30 i giorni di stop imposti al noto locale affacciato sulla statale dal primo cittadino, tramite apposita ordinanza di cui è lo stesso "sceriffo" a dar comunicazione.
"Il provvedimento - spiega il borgomastro - è stato emesso dopo che la Questura di Lecco, intervenuta su mia richiesta, aveva riscontrato in uno specifico sopralluogo carenze in ordine alla gestione della sicurezza con numero di avventori superiore a quanto previsto e assenza di autorizzazioni in ordine allo svolgimento di attività di pubblico spettacolo. Non è il primo provvedimento a riguardo - sottolinea De Capitani - perché già a fine novembre 2024, con altra ordinanza avevo ridotto l'attività di apertura dell'esercizio, vietando temporaneamente la somministrazione di alcolici e superalcolici". Una vicenda, quest'ultima, poi rientrata, mentre ora - sulla scia anche del drammatico Capodanno di fuoco a Crans Montana - si apre una nuova "vertenza".
"Mi erano giunte delle segnalazioni di alcune mamme preoccupate per alcune situazioni venutesi a creare nel locale e ho ritenuto di avvisare la Questura che, devo dire, si è mossa subito in modo molto efficiente" aggiunge ancora il sindaco, evidenziando le problematiche che l'hanno portato ad adottare subito "il provvedimento più drastico" e dunque "la chiusura totale dell'attività".
Come scritto anche nell'ordinanza, l’esercizio "risulta formalmente autorizzato esclusivamente per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, con facoltà di svolgere attività di intrattenimento complementare e occasionale, previa presentazione di apposita SCIA/comunicazione al SUAP nei casi previsti", tuttavia "l’attività riscontrata in sede di controllo presenta carattere abituale, programmato e strutturato, come desumibile dalla pubblicizzazione sistematica degli eventi sui social network, dalla presenza di addetti al controllo, dalla predisposizione stabile degli spazi e dall’elevato afflusso di avventori".
Nel corso del sopralluogo, poi, "è stata accertata la presenza di oltre 200 persone, in assenza del prescritto titolo/parere di agibilità ai fini dello svolgimento di pubblico spettacolo".
Ma non solo: "sono state riscontrate gravi e diffuse carenze in materia di sicurezza, incidenti sull’intero esercizio, e in particolare: assenza di uscite di sicurezza e di estintori al secondo piano; criticità nelle condizioni di sorvegliabilità del locale e dei relativi accessi; ostacoli al regolare deflusso degli avventori in corrispondenza dell’unica via di uscita".
"E' stato altresì accertato - si legge ancora nell'ordinanza - che l’ingresso del locale costituiva l’unica via di uscita utilizzabile e che l’area esterna immediatamente prospiciente risultava parzialmente ostruita da veicoli in sosta, con conseguente riduzione dello spazio di sfogo e grave pregiudizio per il deflusso in caso di emergenza".
"Tali circostanze integrano gravi violazioni delle prescrizioni di legge in materia di safety e incolumità pubblica" annota De Capitani nell'atto a sua firma. "Le violazioni accertate risultano espressive di una modalità gestionale stabile e reiterata, incompatibile con la prosecuzione dell’attività; tale condotta evidenzia un sistematico aggiramento del regime autorizzatorio, mediante l’utilizzo distorto delle comunicazioni per piccoli trattenimenti al fine di esercitare, di fatto, un’attività di pubblico spettacolo/trattenimento diversa e non consentita dal titolo posseduto".
Ora l’eventuale riapertura anticipata potrà essere valutata esclusivamente previa dimostrazione del superamento delle problematiche riscontrate.
Lo spazio è a disposizione per eventuali chiarimenti o precisazioni dei coinvolti.
"Il provvedimento - spiega il borgomastro - è stato emesso dopo che la Questura di Lecco, intervenuta su mia richiesta, aveva riscontrato in uno specifico sopralluogo carenze in ordine alla gestione della sicurezza con numero di avventori superiore a quanto previsto e assenza di autorizzazioni in ordine allo svolgimento di attività di pubblico spettacolo. Non è il primo provvedimento a riguardo - sottolinea De Capitani - perché già a fine novembre 2024, con altra ordinanza avevo ridotto l'attività di apertura dell'esercizio, vietando temporaneamente la somministrazione di alcolici e superalcolici". Una vicenda, quest'ultima, poi rientrata, mentre ora - sulla scia anche del drammatico Capodanno di fuoco a Crans Montana - si apre una nuova "vertenza".

Una foto del locale (dal profilo Fb Le Officine)
"Mi erano giunte delle segnalazioni di alcune mamme preoccupate per alcune situazioni venutesi a creare nel locale e ho ritenuto di avvisare la Questura che, devo dire, si è mossa subito in modo molto efficiente" aggiunge ancora il sindaco, evidenziando le problematiche che l'hanno portato ad adottare subito "il provvedimento più drastico" e dunque "la chiusura totale dell'attività".
Come scritto anche nell'ordinanza, l’esercizio "risulta formalmente autorizzato esclusivamente per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, con facoltà di svolgere attività di intrattenimento complementare e occasionale, previa presentazione di apposita SCIA/comunicazione al SUAP nei casi previsti", tuttavia "l’attività riscontrata in sede di controllo presenta carattere abituale, programmato e strutturato, come desumibile dalla pubblicizzazione sistematica degli eventi sui social network, dalla presenza di addetti al controllo, dalla predisposizione stabile degli spazi e dall’elevato afflusso di avventori".
Nel corso del sopralluogo, poi, "è stata accertata la presenza di oltre 200 persone, in assenza del prescritto titolo/parere di agibilità ai fini dello svolgimento di pubblico spettacolo".
Ma non solo: "sono state riscontrate gravi e diffuse carenze in materia di sicurezza, incidenti sull’intero esercizio, e in particolare: assenza di uscite di sicurezza e di estintori al secondo piano; criticità nelle condizioni di sorvegliabilità del locale e dei relativi accessi; ostacoli al regolare deflusso degli avventori in corrispondenza dell’unica via di uscita".
"E' stato altresì accertato - si legge ancora nell'ordinanza - che l’ingresso del locale costituiva l’unica via di uscita utilizzabile e che l’area esterna immediatamente prospiciente risultava parzialmente ostruita da veicoli in sosta, con conseguente riduzione dello spazio di sfogo e grave pregiudizio per il deflusso in caso di emergenza".
"Tali circostanze integrano gravi violazioni delle prescrizioni di legge in materia di safety e incolumità pubblica" annota De Capitani nell'atto a sua firma. "Le violazioni accertate risultano espressive di una modalità gestionale stabile e reiterata, incompatibile con la prosecuzione dell’attività; tale condotta evidenzia un sistematico aggiramento del regime autorizzatorio, mediante l’utilizzo distorto delle comunicazioni per piccoli trattenimenti al fine di esercitare, di fatto, un’attività di pubblico spettacolo/trattenimento diversa e non consentita dal titolo posseduto".
Ora l’eventuale riapertura anticipata potrà essere valutata esclusivamente previa dimostrazione del superamento delle problematiche riscontrate.
Lo spazio è a disposizione per eventuali chiarimenti o precisazioni dei coinvolti.





















