Lecco: aggressione al proprietario della BMW dell'incidente, il papà di Jenny a giudizio
Nei primi mesi del 2027, non andata in porto la conciliazione, prenderà il via davanti al Giudice di Pace di Lecco un procedimento penale a carico di Artur Alcani, padre di Jennifer, la tredicenne morta il 16 gennaio 2025 all'ospedale Manzoni di Lecco in seguito al gravissimo incidente stradale avvenuto 6 giorni prima ad Abbadia Lariana.

L'uomo, difeso dall'avvocato Marcello Perillo, dovrà rispondere del reato di lesioni personali per aver aggredito fisicamente, malmenandolo, all'interno di un bar in centro Lecco, il giovane proprietario della BMW Serie 1 sulla quale viaggiava Jenny la notte del sinistro dall'esito drammatico.
Il tutto sarebbe avvenuto circa un mese dopo lo schianto.
Al vaglio del giudice, all'apertura del dibattimento (che al momento non prevede costituzione di parte civile), vi saranno le immagini delle telecamere di videosorveglianza del locale e le testimonianze dei presenti. Secondo quanto emerso finora, all'origine del parapiglia al centro del fascicolo, vi sarebbe un post pubblicato sul profilo Tik Tok dal giovane, contenente la didascalia “le macchine si riparano”. Una frase che avrebbe scatenato la rabbia di Alcani (non nuovo a incappare in guai con la Giustizia).

Era la notte fra il 9 e il 10 gennaio di un anno fa quando la tredicenne, residente a Lecco, uscì di casa di nascosto per trascorrere la serata con amici più grandi: all'insaputa della madre, che la pensava nella sua cameretta, salì a bordo dell'automobile condotta dal 22enne Massimo F. ma di proprietà del 19enne malgratese, ora persona offesa nel fascicolo a carico di Artur Alcani.
Alle 5 del mattino, lo schianto contro un muretto di cemento su via Nazionale, a poca distanza dall'imbocco della SS36. La 13enne, seduta sul sedile posteriore riportò traumi gravissimi per poi spirare il 16 gennaio al Manzoni di Lecco.
Condannato a 3 anni, con rito abbreviato, il 22enne alla guida vettura. Ora, a due anni dall’incidente e mentre è atteso l’avvio del giudizio in Corte d'Appello (il 18 febbraio) contro una condanna ritenuta troppo lieve sia dalla famiglia di Jenny sia dalla Procura, il papà di Jenny si ritrova a sua volta imputato per una vicenda collegata all'incidente, con il 19enne proprietario della BMW persona offesa.

L'uomo, difeso dall'avvocato Marcello Perillo, dovrà rispondere del reato di lesioni personali per aver aggredito fisicamente, malmenandolo, all'interno di un bar in centro Lecco, il giovane proprietario della BMW Serie 1 sulla quale viaggiava Jenny la notte del sinistro dall'esito drammatico.
Il tutto sarebbe avvenuto circa un mese dopo lo schianto.
Al vaglio del giudice, all'apertura del dibattimento (che al momento non prevede costituzione di parte civile), vi saranno le immagini delle telecamere di videosorveglianza del locale e le testimonianze dei presenti. Secondo quanto emerso finora, all'origine del parapiglia al centro del fascicolo, vi sarebbe un post pubblicato sul profilo Tik Tok dal giovane, contenente la didascalia “le macchine si riparano”. Una frase che avrebbe scatenato la rabbia di Alcani (non nuovo a incappare in guai con la Giustizia).

Era la notte fra il 9 e il 10 gennaio di un anno fa quando la tredicenne, residente a Lecco, uscì di casa di nascosto per trascorrere la serata con amici più grandi: all'insaputa della madre, che la pensava nella sua cameretta, salì a bordo dell'automobile condotta dal 22enne Massimo F. ma di proprietà del 19enne malgratese, ora persona offesa nel fascicolo a carico di Artur Alcani.
Alle 5 del mattino, lo schianto contro un muretto di cemento su via Nazionale, a poca distanza dall'imbocco della SS36. La 13enne, seduta sul sedile posteriore riportò traumi gravissimi per poi spirare il 16 gennaio al Manzoni di Lecco.
Condannato a 3 anni, con rito abbreviato, il 22enne alla guida vettura. Ora, a due anni dall’incidente e mentre è atteso l’avvio del giudizio in Corte d'Appello (il 18 febbraio) contro una condanna ritenuta troppo lieve sia dalla famiglia di Jenny sia dalla Procura, il papà di Jenny si ritrova a sua volta imputato per una vicenda collegata all'incidente, con il 19enne proprietario della BMW persona offesa.
F.F.





















