Rispettiamo lo spirito olimpico ma quante occasioni perse

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In occasione dell’arrivo a Lecco della “Fiamma Olimpica”, domenica 1° febbraio, e in prossimità dell’inizio dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina, evento che coinvolge pur marginalmente anche il territorio lecchese, il Coordinamento “DIFENDIAMO LA MONTAGNA” vuole esprimere la propria posizione in merito alla giornata lecchese e in generale sull’evento olimpico.
È una posizione, la nostra, che non trascura in nessun modo il grande apprezzamento e il più assoluto rispetto per ciò che rappresenta un’Olimpiade, per lo “spirito olimpico” che ne anima le competizioni, l’opportunità di ospitarlo anche sulle montagne lombarde e il privilegio di accogliere atlete e atleti da tutto il mondo. D’altro canto, anche in forza degli aspetti così rimarchevoli appena citati, la posizione del nostro Coordinamento non può parimenti sorvolare su ciò che di opinabile e negativo ha caratterizzato l’organizzazione di Milano Cortina 2026 fin dall’assegnazione dei Giochi, nel 2019, e in maniera crescente fino a oggi.
A partire dall’enorme esborso di denaro pubblico, ben oltre quanto era stato previsto nel dossier di candidatura: risorse che potevano e dovevano essere impiegate in modi ben più utili alle montagne coinvolte; alla pressoché totale mancanza di interlocuzione con le comunità residenti nei territori sede delle gare olimpiche, che si sono viste (e si vedono) imporre le opere, anche le più sbagliate, senza possibilità di scelta; all’assenza di qualsiasi tutela ambientale concreta per gli stessi territori, al diffuso greenwashing presente ovunque nella propaganda olimpica, alla gestione politica e amministrativa dei Giochi, del tutto avulsa dai bisogni delle comunità e dalle azioni che avrebbero potuto realmente concretizzare un’occasione unica di sviluppo socioeconomico dei territori montani, sia di quelli direttamente coinvolti nelle gare e sia quelli, come le montagne lecchesi, prossimi a essi.
Questa realtà di fatto rimarca l’assenza di una reale strategia progettuale organica, di visione, di cura delle conseguenze nei luoghi coinvolti nonché, come detto, di attenzione e rispetto per le comunità. Alla quale si vorrebbe rispondere con una narrazione, quella della “legacy olimpica”, che anche al netto della sua evidente funzione strumentale all’imposizione dei Giochi appare tanto pretestuosa quanto priva di contesto con i territori e di connessione alla loro quotidianità se non a volte quasi grottesca: la “nostra” Lecco-Bergamo è un esempio emblematico al riguardo. In forza di questa realtà oggettiva che chiunque può constatare, e ribadendo il nostro rispetto per lo spirito olimpico e per le atlete e gli atleti che concorreranno alle gare, domenica 1° febbraio saremo a Lecco con altre associazioni locali di tutela ambientale per il passaggio della torcia olimpica con un presidio che non vuole avere fini di contestazione ma con il quale vogliamo rimarcare la realtà sopra riassunta e la sostanziale occasione persa che, per le nostre montagne, le Olimpiadi di Milano Cortina hanno fino a oggi rappresentato.
Vogliamo inoltre ribadire che il nostro sguardo vigile e l’attenzione su ciò che accadrà dopo l’evento olimpico nei nostri territori continueranno senza sosta e, anzi, si faranno ancora più sensibili, affinché dalla pretesa “legacy olimpica” non scaturiscano ulteriori conseguenze deleterie per le montagne e le loro comunità: una circostanza che, se si palesasse, sarebbe assolutamente intollerabile e insostenibile. 
Coordinamento DIFENDIAMO LA MONTAGNA
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