Pgt Lecco: comparti "esclusivi" e il bluff dell'edilizia sociale

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Con la definitiva approvazione della Variante Generale al Piano di Governo del Territorio, questa amministrazione ha disegnato quella che pensa possa essere la città del futuro: la certezza di Alberghi esclusivi, appartamenti di lusso, supermercati in abbondanza e… la promessa di 490 appartamenti di edilizia sociale che non si impegna il Comune a realizzare ma che lascia alla “bontà” di coloro che si accingono a fare interventi edilizi che siano costruttori o privati attraverso prescrizioni discrezionali.
Un progetto di città che dunque risponde solo a un target di popolazione benestante di residenti e turisti e lascia indietro, di nuovo, le giovani coppie, le famiglie di ceto medio e gli anziani.
Il tema dell’abitare è la prima funzione di una città che può definirsi viva e accogliente, nonché inclusiva nella sua più ampia definizione.
E allora, innanzitutto denunciamo che i tempi per l’eventuale realizzazione dei suddetti appartamenti saranno tutt’altro che immediati e poi che, alle tante declamate affermazioni sui progetti in grado di dare una risposta al problema della casa, corrisponda alla fine un nulla di fatto perché le prescrizioni dettate potrebbero non essere convenienti per chi si accinge a rinnovare il patrimonio edilizio cittadino.
Riteniamo che non sia questa la modalità con cui pensare e programmare il futuro della nostra città. Se si ha veramente a cuore il miglioramento della vivibilità di Lecco e la sua reale sostenibilità urbana le previsioni di sviluppo non dovrebbero fondarsi sul meccanismo economico di trarre vantaggio da un’attività privata concedendo previsioni edificatorie sospette, ma sulla conoscenza dei luoghi e sulle reali esigenze di una città che si conosce e si sa di cosa ha bisogno e solo da queste far discendere le previsioni per il suo rinnovamento.
Se al primo posto delle preoccupazioni di chi amministra la città, ci fosse il suo futuro sostenibile non dovrebbe mancare la ricerca anche di soluzioni più innovative condotte direttamente dall’Ente pubblico.
L’edilizia sociale si può infatti sviluppare con il necessario coinvolgimento dei capitali cosiddetti pazienti (Fondazioni bancarie, Casse previdenziali, Cassa Depositi e Prestiti) e con finanziamenti agevolati. Magari intervenendo sul patrimonio pubblico o para-pubblico inutilizzato o considerando acquisizioni su aree dismesse. Ad esempio, perché per l’area ex Leuci non si è presa in considerazione l’ipotesi di un acquisto dopo una serie di aste andate deserte fino alla sua vendita?
Lecco non ha bisogno di proclami ideologici, ma di concretezza, visione futura e amore per la città.
Il Coordinatore, Angela Fortino - Il Referente Urbanista, Antonio Piefermi
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