Lecco: Cammino di Pace con duecento persone in corteo

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Lecco ha potuto riascoltare le parole del Messaggio del Papa per la Giornata mondiale della Pace. Con una rielaborazione originale in stile dialogo, con la riproposizione di alcuni passaggi centrali, ma anche con opere d’arte, testimonianze e immagini dall’Ucraina... Si è svolto nel pomeriggio di sabato 31 gennaio il “Cammino di Pace” proposto dal decanato di Lecco e organizzato dal gruppo “Pace e Creato”.
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Proprio il decano don Andrea Lotterio ha salutato i partecipanti nel punto di ritrovo, il salottone della parrocchia di San Giovanni. Da qui le circa duecento persone presenti sono poi scese in corteo fino alla chiesa parrocchiale di Castello rilanciando le parole chiave del messaggio: “Disarmare” e “Custodire”.
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Sia a san Giovanni che a Castello tanti gli spunti di riflessione con l’invito ad una pace nel quotidiano, che parta dalla condivisione dell’urgenza della pace in questo momento storico e dal ribadire che la guerra non è inevitabile, anzi, per usare le parole stesse di Papa Leone, deve essere disarmata e disarmante.
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Un impegno concreto di azione civile per la pace lo ha raccontato Elisa Mascellani che ha partecipato al Giubileo della speranza in Ucraina organizzato l’ottobre scorso dal Movimento europeo di azione non violenta (Mean). Ha portato la sua testimonianza diretta di essere entrata in una chiesa in costruzione subito trasformata in centro di aiuto alla popolazione; di aver visto soldati pregare in Chiesa; di aver incontrato i gruppi che lavorano da subito per un futuro di pace e non violenza, di rilanciare i contatti con le scuole con tanto di disegni innocenti e significativi dei bambini. 
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“La società civile è molto attiva anche se c’è la contraddizione di un paese in guerra che desidera fortemente la pace. Ho visto bandiere ucraine in ogni chiesa e anche i distintivi dei battaglioni sugli altari. La scelta di campo della Chiesa è netta”. Ha rilanciato le parole del nunzio apostolico mons. Visvaldas Kulbokas:” La guerra non si risolve con la sola politica, ma con le emozioni, le idee della gente”.
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“Portiamo a casa una singola frase, un’immagine per avviare un processo di pace, ringraziando il Papa per questo suo messaggio, opera di disinformazione contro le parole tropo propagandistiche e bellicose della nostra società”.
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Così ha concluso il pomeriggio il vicario episcopale mons. Gianni Cesena prima di benedire i fedeli presenti.
I temi sollevati sabato scorso saranno ripresi in altre occasioni di riflessone che il gruppo “Pace e Creato” intende proporre, in particolare la situazione ucraina e le occasioni di violenza che stanno aumentando esponenzialmente negli ambienti di vita quotidiana.
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