Lecco e Como celebrano i loro campioni olimpici di sempre, in una mostra

Per la prima volta nella storia, le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali si svolgono in casa. Milano Cortina 2026 non è un evento da guardare in televisione: è qui, sulle nostre montagne, vicino al nostro lago, dentro le nostre comunità. E questa volta, il territorio lariano non è solo spettatore, ma protagonista.
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Lo racconta con emozione la mostra inaugurata questa mattina ‘Gli atleti lariani agli sport invernali’, allestita presso le sedi della Camera di Commercio di Como-Lecco e riconosciuta ufficialmente da Fondazione Milano Cortina 2026 come parte dell'Olimpiade Culturale.
Un percorso tra immagini, biografie e storie che celebra tutti coloro che, dalle due province del Lago, hanno portato i colori italiani ai Giochi Invernali: atleti, tecnici, skiman, dirigenti. Figure spesso silenziose, ma parte di un grande racconto collettivo.
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Sono le loro voci a rendere viva questa mostra. Come quella di Jennifer Isacco, medaglia di bronzo a Torino 2006 nel bob a due. "Sono passati vent'anni da questa medaglia anche se mi sembra ieri. L'emozione che ti dà lo sport è indescrivibile".
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Il suo avvicinamento al bob fu casuale: prima velocista, poi qualcuno decise di investire su di lei in questa disciplina molto particolare. "È stato un amore a prima vista, è stata la mia seconda possibilità", racconta con gli occhi che brillano ancora.
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Gianfranco Polvara ha vissuto le Olimpiadi come atleta, dal 1980 al 1994 e poi come tecnico. "La mia vita è stata un'unica grande Olimpiade. Presentarsi al cancello d'ingresso con un pettorale è una grande emozione, come lo è portare il nome della propria nazione".
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Arriva da una famiglia di tradizione sciistica e per 32 anni ha fatto parte dei gruppi sportivi delle Fiamme Gialle. "Tornassi indietro rifarei ancora tutto", dice senza esitazione.
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Accanto a lui c’è Giuliano Giardini, che dopo 45 anni continua a emozionarsi. "È qualcosa che ti rimane nel cuore. Porterò questa testimonianza ai miei nipoti". Ha iniziato a sette anni, quasi per caso, nello sci club di Lecco, "il più serio della zona e al quale sono tutt’oggi riconoscente".
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A 16 anni debuttava in Coppa del Mondo. "Tutto quello che ho imparato nello sci mi è servito nella vita e in particolare nel mondo del lavoro", racconta, sottolineando il ruolo fondamentale della sua famiglia. "Mio padre mi diceva sempre 'fai quello che ti senti'. Senza un supporto e la libertà di scegliere non si concretizza nulla".
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Daniele Stefanoni, atleta paralimpico di Valmadrera, tre Olimpiadi in due discipline diverse, chiude in bellezza in quartetto di Atleti ospiti di oggi a Lecco. "Né disabilità né l'età sono un limite, quest'anno compio 60 anni".
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Dopo un incidente a vent'anni, ha dovuto prendere decisioni importanti velocemente, che lo hanno portato a queste grandi soddisfazioni. "Sono un'anima sportiva da sempre. Ringrazio per questa opportunità perché, fin troppo spesso, lo sport Paralimpico sembra essere messo in secondo piano nel racconto quotidiano dello sport". Un esempio straordinario di resilienza e passione.
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Testa e anima del progetto è stato Andrea Mauri, presidente del Panathlon Club Lecco, che ha coordinato il tutto insieme al club gemello di Como. "Le divisioni che spesso ci separano calcisticamente non ci riguardano. È stato bello raccontare insieme le storie del nostro bellissimo territorio. Sarà bello sentire i nostri ospiti raccontarsi davanti ai ragazzi fra poco". Infatti, oltre all’apertura ufficiale, questa mattina è stata ospitato un entusiasmante momento di confronto con alunni del territorio. I giovani hanno così avuto modo di interfacciarsi direttamente con le imminenti Olimpiadi e con coloro che sono stati - e saranno, come nel caso di Stefanoni - protagonisti!

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La ricerca è stata complessa: individuare tutti i lariani che hanno partecipato alle Olimpiadi Invernali ha richiesto mesi di lavoro, ma ha portato alla luce un patrimonio sportivo e umano straordinario. "Anche noi a Como abbiamo scoperto storie che non conoscevamo", conferma Edoardo Ceriani, presidente del locale Panathlon Club. "Un percorso condotto all'indietro, che gira su di sé e arriva fino ad oggi, con una folta e sorprendente rappresentanza".
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Fabio Dadati della Camera di Commercio sottolinea anche il valore economico e formativo dello sport. "Da febbraio 2023 abbiamo avviato il progetto Orizzonte con le scuole di Lecco per promuovere il tema sportivo e aiutare i ragazzi a sviluppare competenze che attraversano tutto il loro percorso di crescita - sottolineando anche come - lo sport porta sempre più opportunità di lavoro e per il territorio".
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Il Politecnico di Milano, Polo territoriale di Lecco, ha dato il suo contributo tecnologico e scientifico, supportando gli atleti della zona. "Abbiamo collaborato con la nazionale di sci-alpinismo per rendere le loro performance sempre più alte grazie alla raccolta dati".
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Marco Tarabini, prorettore, ha annunciato un altro fatto straordinario: “Con il nostro team, abbiamo sviluppato il primo simulatore bob, unico al mondo” che verrà testato anche dalla campionessa Isacco, al fine di renderlo il più fedele possibile alla esperienza sul campo e permettere a chiunque, anche coloro che hanno impedimenti fisico, di provare l’ebrezza della velocità su neve. "Lo sport deve essere occasione per estrarre il meglio da noi stessi: questo sarà quanto ci porteremo a casa a Olimpiadi finite".
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La mostra, visitabile fino al 20 marzo presso le sedi camerali di Lecco e Como dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 12:00, non celebra solo i risultati, ma i valori dello sport: correttezza, impegno, sacrificio, rispetto delle regole e inclusione. Valori, questi, che uniscono generazioni, discipline e territori.
Perché questa volta le Olimpiadi non sono un evento da guardare da lontano. Sono qui, sono nostre, e raccontano anche le nostre storie.
M.E.
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