Premana: la Casa di riposo cambia gestione… per sopravvivere

C’è un futuro possibile per l’RSA di Premana. É questo la prima, fondamentale, notizia che ha restituito l’incontro pubblico organizzato ieri sera presso il Cineteatro parrocchiale di San Rocco dall’associazione Casa “Madonna della Neve”, che da mezzo secolo gestisce la struttura, per illustrare gli scenari cui la struttura premanese potrà andare incontro.
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Meno di un anno fa, il presidente del CdA Giovanni Bellati si era rivolto ai suoi compaesani con una lunga lettera pubblicata sulle pagine del foglio parrocchiale “In Cammino”. Lettera nella quale Bellati metteva a nudo alcuni problemi annosi che affliggevano la struttura e i suoi metodi operativi e (soprattutto) gestionali, elencando le sfide che l’RSA di Premana avrebbe dovuto affrontare – ricerca e professionalizzazione del personale sanitario e amministrativo, adeguamento strutturale, creazione di strutture organizzative aziendali adeguate, necessità di affiancarsi a una realtà più grande e articolata – e decretando la sostanziale inadeguatezza organizzativa e professionale del paradigma gestionale rimasto in vigore fin dalla nascita dell’ente (incentrato sul ruolo del volontariato e privo di quella complessità organizzativa richiesta dal contesto odierno).
Già nel corso del 2024, Casa “Madonna della Neve” aveva avviato una collaborazione con il Dr. Lorenzo Guzzetti, Direttore Generale di IAMA (Istituto Assistenza Minori e Anziani), l’istituzione storica che da oltre cento anni opera nel sociale a Milano e sostiene Casa dei Ragazzi a Olgiate Molgora. Collaborazione che, dapprima a titolo personale (da gennaio 2025, il manager è direttore della RSA di Premana), si è trasformata in un coinvolgimento più profondo e strutturato dell’intero CdA di Casa dei Ragazzi, il quale, su spinta dello stesso Guzzetti, lo scorso 1° maggio ha fatto visita a Casa Madonna della Neve.
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Da quel momento, le strade dei due enti hanno iniziato ad intrecciarsi, tanto che dall’estate del 2025 Casa dei Ragazzi ha di fatto preso in mano le redini della struttura premanese, “offrendo” alcuni operatori alla RSA premanese nella forma di un distacco di personale a titolo completamente gratuito. Nel presente e in futuro molto prossimo, la prospettiva è quella di un completo passaggio di gestione: la RSA di Premana passerà nelle mani di IAMA.
Un esito che - al di là delle prime possibili reazioni “di pancia” perfettamente prevedibili (e comprensibili) da parte di una comunità orgogliosa quale è quella premanese - era certamente il più auspicabile e francamente l’unico possibile, come lo stesso presidente di Casa Madonna delle Neve aveva chiarito nettamente un anno fa. Il contesto sociale, demografico (calo delle nascite, costante aumento dell’età media, crescita inesorabile dei grandi anziani, repentino e profondo cambiamento dei bisogni assistenziali in età geriatrica), sanitario, amministrativo e normativo odierno richiedono una risposta che il volontariato semplicemente (e senza alcuna “colpa”) non può più fornire.
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Nel concreto, mentre l’ente passerà sotto la gestione di IAMA, l’immobile resterà proprietà di Casa Madonna della Neve (e sarà dato in affitto). Un fatto che ha portato Bellati ad intraprendere un ragionamento più ampio, quello per cui “l’RSA non sarà più formalmente premanese, ma continuerà ad essere dei premanesi. Noi dovremo restare dentro questa casa di riposo e prendercene cura. Tanto per supportare la nuova gestione, quanto per mantenere quell’anima e quelle peculiarità che da cinquant’anni hanno contraddistinto una struttura calata in un contesto particolare quale è quello premanese”. All’atto pratico, Casa Madonna della Neve (che vedrà un sostanziale ridimensionamento del CdA) dovrà: occuparsi della manutenzione dell’immobile; fungere da collegamento tra Casa dei Ragazzi e il contesto di Premana; operare da fulcro del volontariato per tutte quelle attività collaterali (le visite dei bambini della scuola dell’infanzia presso l’RSA, il supporto in vari eventi e manifestazioni del “paese delle lame”, …) che da sempre hanno interessato la struttura e ne hanno definito il carattere.
A proposito dell’immobile che ospita l’RSA, Bellati ha spiegato come “non sarebbe saggio fare una programmazione a lungo termine su questo stabile (che, incastonato tra i vicoli del centro storico, è impossibile da raggiungere per l’ambulanza e i Vigili del Fuoco, ndr)”. Immobile che, tra l’altro, sta già subendo importanti interventi di manutenzione e adeguamento alle esigenze del nuovo gestore (oltre che alle normative in evoluzione). Tra questi, un rinnovamento dell’impianto antincendio - per una spesa di 36.000 euro, coperta interamente da BCC Valsassina, che Bellati ha tenuto a ringraziare - e un rinnovato cablaggio della struttura.
Sul tema va considerato anche che, in un futuro dove sarà necessario predisporre numerosi e diversi servizi dedicati a una popolazione in costante invecchiamento, con l’attuale immobile non si potrà “muovere un dito” in questo senso, dal momento che ogni intervento porterebbe alla decadenza delle (numerose) deroghe che permettono di tenere aperta la struttura come e dove è oggi”. “La ricerca di un nuovo immobile è un impegno che l’intero paese dovrà accollarsi fin da ora” ha quindi aggiunto il presidente.
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Dal lato di IAMA, la domanda messa sul tavolo ieri sera è stata la seguente “Chi ve l’ha fatto fare?”. Ossia, cosa vi ha spinto a venire fin su a Premana a cercare di risolvere una situazione così complessa, senza guadagnarci nulla (non parliamo infatti di un’operazione fatta in una logica di “affari”, visto che IAMA ha chiesto a Guzzetti semplicemente di “andare in pari”).
“In primis, siamo qui per le persone di Premana, che hanno voglia di fare e che sono state molto accoglienti con noi” ha dichiarato Guzzetti, insistendo sull’affinità dei percorsi e dei valori e sulla vicinanza anche umana tra Casa dei Ragazzi e Casa Madonna della Neve. “Inoltre, per me, il mio CdA e i miei collaboratori – che ringrazio – questa è stata, è e sarà una eccitante sfida personale e professionale. Proveremo a far funzionare una struttura di queste dimensioni, in luogo così isolato e con una storia molto peculiare”. Per il momento, oltre agli interventi strutturali di cui sopra, l’aggiornamento dell’ente e della sua gestione ha registrato: un processo di esternalizzazione del personale infermieristico; il rinnovamento dei servizi alberghieri; un potenziamento amministrativo dell’RSA.
Rivolgendosi ai presenti, Guzzetti ha poi garantito che “i posti rimarranno a Premana”, dichiarando inoltre che “l’RSA è e resta vostra. Casa dei Ragazzi non vuole sostituirsi ai premanesi e non lo farà. A voi chiedo di voler bene a questa struttura per aiutarci a tenerla in piedi”.
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In coda alla serata, il sindaco di Premana Elide Codega ha esortato i presenti a “pensare alla nostra RSA. Da adesso”. “In questo ambito, come su altri temi (ad esempio, quello dell’accorpamento scolastico, ndr) dobbiamo valorizzare le risorse presenti sul territorio e ragionare in una logica sinergica con i comuni limitrofi. Possiamo mantenere le nostre peculiarità senza rinunciare a guardare un po’ più in là, per risolvere problemi che nel contesto odierno non possiamo più affrontare con gli strumenti usati finora” ha aggiunto il primo cittadino, mentre ringraziava Casa Madonna della Neve “per aver fatto una scelta che ha permesso di non chiudere la nostra RSA”.
Anche il parroco don Matteo Albani è intervenuto brevemente, invitando a “metterci il cuore e la testa, per non abbandonare le persone che ci hanno cresciuto e hanno costruito questa comunità, quegli anziani che sono il nostro tesoro nascosto nel campo. Un tesoro che va valorizzato”.
Infine, Bellati ha ripreso la parola, dichiarando che “non è e non sarà semplice, perché ci sono tante cose da mettere in fila. Tuttavia, questa era l’unica soluzione possibile per dare un futuro a questa RSA. Un futuro che ora condividiamo con – e costruiremo insieme a – degli addetti ai lavori decisamente preparati e appassionati. Questo passaggio di consegne, in occasione del nostro cinquantesimo anniversario di attività (festeggiato proprio in questo 2026), non è una sconfitta, ma un adeguamento necessario ai tempi e l’unica risposta possibile alle necessità che il contesto odierno impone”. “È vero che il piccolo è bello, ma il piccolo oggi non può più sopravvivere. È vero che il volontariato ha fatto e può fare tanto, ma purtroppo non può risolvere tutti i problemi” ha quindi concluso.
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Il volontariato non basta più, ma servirà ancora molto, si potrebbe aggiungere. Perché se è vero che lo scenario attuale richiede competenze specialistiche ed esige di andare oltre una logica di questo tipo, è altrettanto vero che: da una parte, Casa dei Ragazzi non ha le forze per investire nella struttura (si “limiterà”, dunque, ad un compito organizzativo e gestionale); e che, dall’altra, quell’anima premanese che contraddistingue l’RSA potrà essere mantenuta solo con l’apporto di Casa Madonna della Neve e della comunità del “paese delle lame”.
Alla possibile versione “abbiamo perso la nostra RSA, ma dobbiamo comunque farcene carico” si potrebbe sostituire il “grazie all’aiuto – sostanzialmente disinteressato, perché privo della possibilità di “fare affari” – di un soggetto esterno, la nostra struttura rimarrà aperta e sarà a Premana. Così ora avremo un alleato in più per mantenere questa istituzione storica e offrire un servizio ai nostri anziani, garantendo un futuro al nostro paese”.
Non sta a scrive queste righe il compito di fornire la “risposta giusta” o di suggerire una visione piuttosto che un’altra. Credo però che, giunti alla fine di questo articolo, sarà evidente a tutti quanto è grande la sfida che i contesti sociale, economico, demografico, normativo e amministrativo odierni pongono di fronte a una comunità di poco di duemila anime che – avendo dimostrato nella sua storia un’incredibile capacità di risolvere i problemi e di “costruire”, grazie a uno straordinario spirito, al duro lavoro e all’aiuto reciproco – oggi, alla luce della nuda realtà, non può più farcela a “fare tutto”. Le soluzioni si possono trovare anche ampliando un po’ i propri orizzonti, senza per questo rinunciare ai valori e a quell’impegno comunitario che, lassù a Premana, hanno saputo creare tanto.

Alessandro Tenderini
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