Parlasco dimissioni del sindaco, i 3 consiglieri: chiedevamo solo coinvolgimento
In merito alle dimissioni del Sindaco di Parlasco, riteniamo necessario intervenire per ristabilire la verità dei fatti e respingere una narrazione che riteniamo parziale e non corrispondente alla nostra ricostruzione dei fatti.
Il Consiglio Comunale è l’organo democraticamente eletto per rappresentare la comunità e concorrere alle scelte amministrative. Certi di conoscere le responsabilità legate al ruolo di amministratori, non abbiamo mai avuto l’intenzione di far cadere l’Amministrazione né di interrompere il mandato civico; al contrario, abbiamo ripetutamente chiesto di poter svolgere pienamente il nostro ruolo, chiedendo coinvolgimento, informazione e condivisione delle decisioni politiche e amministrative.
Tali richieste, formulate in modo corretto e nell’interesse esclusivo del Comune, sono state sistematicamente ignorate; siamo stati progressivamente esclusi dalle scelte della maggioranza, messi di fronte a decisioni già assunte e privati di qualsiasi reale spazio di confronto. Una gestione accentrata che ha finito per ridurre gli spazi di confronto e il ruolo del Consiglio Comunale.
Di fronte a queste legittime osservazioni, la reazione del Sindaco ci è apparsa del tutto sproporzionata rispetto alle richieste avanzate e poco orientata al confronto democratico. Invece di affrontare il merito delle questioni sollevate, si è preferito irrigidirsi, alzare i toni e assumere un atteggiamento difensivo, fino a presentare dimissioni improvvise che appaiono come una scelta di rottura unilaterale, più che come un percorso di responsabilità istituzionale condivisa. Quando una semplice richiesta di partecipazione viene vissuta come una minaccia, è legittimo interrogarsi sulla tenuta politica e amministrativa dell’attuale assetto di governo.
Parlasco non è nuova a momenti complessi. Per oltre dieci anni, durante i mandati di Renato Busi come Sindaco, sono state affrontate situazioni difficili e numerose criticità; nonostante questo, ha saputo governare il paese con equilibrio, ascolto e capacità di mediazione, senza mai sottrarsi al confronto con il Consiglio Comunale. È un dato di fatto che, a parità di contesto e di risorse limitate, tali modalità di gestione non sembrano essere emerse con la stessa evidenza nell’attuale amministrazione, che ha invece adottato una linea di progressiva chiusura, culminata nella decisione delle dimissioni.
Le dimissioni, presentate come atto improvviso anziché come occasione per ricucire un rapporto politico e istituzionale ormai compromesso, producono instabilità e incertezza amministrativa, a danno esclusivo della comunità di Parlasco, che merita serietà, maturità politica e rispetto delle istituzioni.
Infine, ribadiamo di aver sempre agito nell’interesse collettivo e di continuare ad agire, guidati dai principi di trasparenza, partecipazione e responsabilità. Il futuro del Comune richiede una guida all’ascolto, alla condivisione e a un confronto costruttivo, anche nei momenti più complessi.
Il Consiglio Comunale è l’organo democraticamente eletto per rappresentare la comunità e concorrere alle scelte amministrative. Certi di conoscere le responsabilità legate al ruolo di amministratori, non abbiamo mai avuto l’intenzione di far cadere l’Amministrazione né di interrompere il mandato civico; al contrario, abbiamo ripetutamente chiesto di poter svolgere pienamente il nostro ruolo, chiedendo coinvolgimento, informazione e condivisione delle decisioni politiche e amministrative.
Tali richieste, formulate in modo corretto e nell’interesse esclusivo del Comune, sono state sistematicamente ignorate; siamo stati progressivamente esclusi dalle scelte della maggioranza, messi di fronte a decisioni già assunte e privati di qualsiasi reale spazio di confronto. Una gestione accentrata che ha finito per ridurre gli spazi di confronto e il ruolo del Consiglio Comunale.
Di fronte a queste legittime osservazioni, la reazione del Sindaco ci è apparsa del tutto sproporzionata rispetto alle richieste avanzate e poco orientata al confronto democratico. Invece di affrontare il merito delle questioni sollevate, si è preferito irrigidirsi, alzare i toni e assumere un atteggiamento difensivo, fino a presentare dimissioni improvvise che appaiono come una scelta di rottura unilaterale, più che come un percorso di responsabilità istituzionale condivisa. Quando una semplice richiesta di partecipazione viene vissuta come una minaccia, è legittimo interrogarsi sulla tenuta politica e amministrativa dell’attuale assetto di governo.
Parlasco non è nuova a momenti complessi. Per oltre dieci anni, durante i mandati di Renato Busi come Sindaco, sono state affrontate situazioni difficili e numerose criticità; nonostante questo, ha saputo governare il paese con equilibrio, ascolto e capacità di mediazione, senza mai sottrarsi al confronto con il Consiglio Comunale. È un dato di fatto che, a parità di contesto e di risorse limitate, tali modalità di gestione non sembrano essere emerse con la stessa evidenza nell’attuale amministrazione, che ha invece adottato una linea di progressiva chiusura, culminata nella decisione delle dimissioni.
Le dimissioni, presentate come atto improvviso anziché come occasione per ricucire un rapporto politico e istituzionale ormai compromesso, producono instabilità e incertezza amministrativa, a danno esclusivo della comunità di Parlasco, che merita serietà, maturità politica e rispetto delle istituzioni.
Infine, ribadiamo di aver sempre agito nell’interesse collettivo e di continuare ad agire, guidati dai principi di trasparenza, partecipazione e responsabilità. Il futuro del Comune richiede una guida all’ascolto, alla condivisione e a un confronto costruttivo, anche nei momenti più complessi.
Renato Busi, Marco Manzoni e Umberto Manzoni




















