Sanità sempre più in crisi, ma i sindaci (e i politici) latitano
Mentre tutti si concentrano in inaugurazioni di mezzi ponti, rotonde, pezzi di mezze piste ciclabili, svincoli, elezioni provinciali e future, emergono sempre più le lacune e il disinteresse dei politici regionali e dei sindaci per la sanità locale.
La conferma la troviamo dal concorso infermieri: 67 posti a bando, 85 iscritti, 55 presenti e risultati idonei.
Siamo già sotto di 12 unità sul concorso bandito dal ASST Lecco.
Nel frattempo contiamo, in un mese e pochi giorni di febbraio, 15 dimissioni tra pensionamenti e dimissioni di soli infermieri.
Ci domandiamo come ormai da anni denunciamo se ai vari livelli di rappresentanza istituzionale e politica di tutti i partiti e di tutti i sindaci ci sia qualcuno che sia consapevole della perenne emergenza che permane e che comporta la chiusura di servizi, posti letti e prospettive di non apertura dei servizi previsti dal PNRR: ospedali di comunità, case di comunità, servizi domiciliari.
Sarebbe il caso di aprire tavoli istituzionali e sindacali con Regione Lombardia: Bertolaso non può fare passerelle elettorali senza dare una risposta seria sulla attrattività e mantenimento di medici e infermieri nei nostri servizi ospedali e territorio.
Ricordiamo infine l'emergenza MMG: sempre più cittadini rimangono senza medico e si devono sobbarcare la ricerca di nuovi medici di base assenti o stracarichi di pazienti oltre i limiti di legge.
Tutto questo scenario emergenziale investe la sanità pubblica, mentre il privato cresce in modo esponenziale.
Speriamo che dopo le Olimpiadi ci sia la Sanità pubblica al primo posto in Agenda dei politici locali regionali e nazionali.
La conferma la troviamo dal concorso infermieri: 67 posti a bando, 85 iscritti, 55 presenti e risultati idonei.
Siamo già sotto di 12 unità sul concorso bandito dal ASST Lecco.
Nel frattempo contiamo, in un mese e pochi giorni di febbraio, 15 dimissioni tra pensionamenti e dimissioni di soli infermieri.
Ci domandiamo come ormai da anni denunciamo se ai vari livelli di rappresentanza istituzionale e politica di tutti i partiti e di tutti i sindaci ci sia qualcuno che sia consapevole della perenne emergenza che permane e che comporta la chiusura di servizi, posti letti e prospettive di non apertura dei servizi previsti dal PNRR: ospedali di comunità, case di comunità, servizi domiciliari.
Sarebbe il caso di aprire tavoli istituzionali e sindacali con Regione Lombardia: Bertolaso non può fare passerelle elettorali senza dare una risposta seria sulla attrattività e mantenimento di medici e infermieri nei nostri servizi ospedali e territorio.
Ricordiamo infine l'emergenza MMG: sempre più cittadini rimangono senza medico e si devono sobbarcare la ricerca di nuovi medici di base assenti o stracarichi di pazienti oltre i limiti di legge.
Tutto questo scenario emergenziale investe la sanità pubblica, mentre il privato cresce in modo esponenziale.
Speriamo che dopo le Olimpiadi ci sia la Sanità pubblica al primo posto in Agenda dei politici locali regionali e nazionali.
Ercole Castelnovo, Delegato CGIL ASST Lecco




















