Lecco: quando lo smart working chiede compagnia. Un gruppo per organizzare la 'controtendenza'

Tutti lo inseguono, lo desiderano, lo rivendicano. Lo smart working, soprattutto dopo la pandemia, è diventato per molti il traguardo ideale: lavorare da casa, gestire i propri tempi, evitare traffico e uffici. Eppure, a Lecco, c’è chi – facendo smart working da anni – racconta l’altra faccia della medaglia. E lo fa con un post su Facebook che va decisamente in controtendenza.
A scriverlo, è stata Maria Grazia Rosati. Freelance “da sempre”, digital wellness coach e nel mondo digital da circa dieci anni, pugliese di origine ma residente ad Abbadia Lariana. «Non vi rompete a lavorare da casa?» chiede, senza giri di parole, raccontando una stanchezza che molti conoscono ma che pochi ammettono: quella del lavoro da remoto quando diventa isolamento.
MariaGrazia_Ostello.jpg (81 KB)Maria Grazia ha sempre lavorato nel digitale; ora allena autostima e libertà espressiva attraverso il marketing e la comunicazione. Anche il marito lavora da casa, si occupa di programmazione e gestione di siti web. Una routine comoda, rodata, efficiente. Ma non sufficiente. «Il difetto del freelance – spiega – è che spesso non hai colleghi, non hai nessuno con cui scambiare due parole. E quella gratificazione, anche minima, a volte serve per lavorare meglio».
Da qualche mese, così, ha iniziato a frequentare una o due volte a settimana lo spazio coworking del Lecco Hostel. «Con mio marito. Ma a diverse scrivanie di distanza - ci spiega sorridendo - L’idea è nata poco prima dell’estate: alzarsi, vestirsi, uscire di casa. Come se si andasse in ufficio. Cambiare ambiente attiva il cervello». Non solo: stare con altre persone, anche semplicemente condividendo uno spazio, migliora la qualità del lavoro. «Inseriamo anche piccoli momenti offline, sport o pausa: vivere bene l’offline ti permette di stare meglio anche online».
MariaGrazia_Ostello_2.jpg (83 KB)Da qui nasce qualcosa di più strutturato. Non una rinuncia allo smart working – che Maria Grazia difende – ma un suo completamento. Il bisogno di contatto umano resta. E così prende forma l’idea di creare un gruppo. Un gruppo vero, fisico, lecchese. «In città non esiste ancora un concetto di community connessa per chi lavora da remoto», osserva. E allora ha creato un gruppo WhatsApp, “Le ragazze del CoWo”, con l’obiettivo di incontrarsi attorno ai tavoloni di uno spazio condiviso. Ognuno con il proprio lavoro, ma con la possibilità di confrontarsi, raccontarsi. 
Coworking_Ostello.jpg (84 KB)Una proposta che ha trovato terreno fertile anche in una delle strutture che ospita l’esperienza. A raccontarlo è Alessandro Fioni, responsabile del Lecco Hostel. «L’idea del coworking nasce proprio per aprire l’Ostello alla città e far vivere questi spazi». Negli ultimi mesi le postazioni sono passate da 8 a 12, con la possibilità di ampliarle ulteriormente. Non solo freelance: lo spazio è utilizzabile anche da gruppi di lavoro e aziende, con sale meeting da 55 e 15 posti a disposizione.
Il servizio è flessibile: mezza giornata o giornata intera, senza necessità di prenotazione. E per chi dorme in Ostello, il coworking è incluso nella tariffa. «Il trend è in crescita – spiega Fioni – nel 2025 abbiamo registrato un incremento tra il 30 e il 40% rispetto al 2024». Il target? Donne e uomini intorno ai 40 anni, dai professionisti del digitale agli agenti assicurativi, fino a chi arriva a Lecco per lavoro e ha bisogno di un punto d’appoggio. Spazio cucina, bar e ristorante all'interno diventano un ulteriore spazio di aggregazione.
Meeting_Room_Ostello.jpg (53 KB)Una fotografia che racconta bene una Lecco che cambia, anche nel modo di lavorare. Meno ufficio fisso, più autonomia. Ma con una consapevolezza in più: la relazione resta centrale. «Non si tratta di tornare indietro – conclude Maria Grazia – ma di trovare un equilibrio»
E quando il silenzio di casa inizia a pesare più delle scadenze, forse non serve cambiare lavoro: basta cambiare sedia, spostarsi di qualche chilometro e rimettere le persone – prima ancora del Wi-Fi – al centro della giornata.
Chi fosse interessato a unirsi al gruppo, può contattare Maria Grazia via email (m.graziarosati@gmail.com) o tramite i suoi profili Facebook e Instagram.

C.C.
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