Olginate, Antonio Albanese torna al Jolly con il suo ultimo film: 'Questa sala è sacra'

Alle 14.00 era ancora a Roma, per una tappa di quella tournée che per lui non avrebbe avuto lo stesso significato - stando alle sue parole - senza almeno una "toccata e fuga" a casa. E così ieri sera, alle 20.15 in punto come promesso, Antonio Albanese ha fatto il suo ingresso trionfale al Jolly di Olginate, la sala teatrale e cinematografica a lui tanto cara nel cuore di quel paese che ha definito "sacro", dove è cresciuto e dove tuttora vive una parte della sua famiglia con tanti amici di vecchia data. 
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Antonio Albanese tra il pubblico del Jolly
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Non molto il tempo a disposizione del regista e attore, che però ha voluto fortemente fare un altro regalo alla "sua" comunità calcando il palcoscenico - come aveva già fatto nel gennaio di due anni fa - per presentare il suo ultimo film, la commedia "Lavoreremo da grandi" che lo vede tra i protagonisti insieme a Nicola Rignanese, Niccolò Ferrero e Giuseppe Battiston, quest'ultimo con lui anche ieri sera.
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Secondo da destra il sindaco di Olginate Marco Passoni
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Sulla sinistra la sorella di Albanese

Accolto da un pubblico "in delirio" in una sala sold out - oltre 420, dunque, i presenti, tra cui la sorella e il sindaco Marco Passoni -, prima di iniziare la sua breve "chiacchierata" con gli spettatori Antonio Albanese ha voluto ringraziare tutti coloro che ogni giorno, a titolo volontario, rendono vivo il Jolly con una ricchissima programmazione teatrale e cinematografica, a partire da Mattia Morandi e Manuel Missana, principali responsabili dell'organizzazione, con il parroco don Matteo Gignoli.
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Antonio Albanese e Giuseppe Battiston tra Mattia Morandi e Manuel Missana

"Olginate e il Jolly sono sacri per me: alla produzione ho detto subito che nella tournée tra Roma, Firenze e le altre città italiane non poteva mancare una tappa qui" ha sottolineato l'ospite di serata, rimarcando un concetto già espresso nel suo intervento al podcast BSMT di Gianluca Gazzoli di cui è stato proiettato un estratto prima del suo ingresso in sala.
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Albanese ha quindi accennato alla genesi di "Lavoreremo da grandi", pellicola girata sul lago d'Orta dopo la scelta del suo territorio d'origine per "Cento domeniche" (uscito nel 2023), di cui ha parlato come di un "film necessario".
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"Adesso, però, avevo tanta voglia di tornare alla comicità, di sentir ridere. Ma non pensate che sia facile realizzare una commedia! Per sei settimane abbiamo lavorato di notte, ci serviva il buio. E un paio di volte le abbiamo anche "sentite su" perché usavamo un fascio di luce… Noi eravamo convinti che alle tre dormissero tutti!" ha raccontato il regista, scatenando l'ilarità dei presenti come quando ha condiviso alcuni simpatici aneddoti sul super pranzo finale con il cast, "con cui si è creata davvero una bella armonia".
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"Che cosa mi aspetta ora? A pensarci mi viene male, non ho più voglia di fare un c***o", ha scherzato ancora Albanese, tornando però subito sui suoi passi. "In realtà non è vero, ho sempre voglia di fare. E sono proprio le serate come questa che mi spingono ad andare avanti. Il desiderio sarebbe quello di riprendere a lavorare con Riccardo Milani, con le sue atmosfere viscerali. Vedremo… In ogni caso mi aspetta un anno intenso, a breve sarò anche a Vienna per presentare il mio romanzo ("La strada giovane", ndr), perché nel frattempo ho anche scritto qualcosa".
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Sollecitato da Mattia Morandi, Albanese ha poi detto la sua sul senso di andare ancora al cinema in un'epoca in cui è possibile godersi un film praticamente ovunque. "Vedete, dietro a una produzione ci sono tantissime figure: i fonici, i costumisti, i truccatori, ma soprattutto il direttore della fotografia, che a sua volta guida una squadra composta anche da una decina di persone. E solo in sala è possibile cogliere davvero i frutti del loro impegno: le profondità, i suoni non rendono altrettanto bene in tv. E poi quando ti godi una commedia al cinema è tutta un'altra cosa: è il respiro di tutti i presenti a creare atmosfera, a farti apprezzare tutto di più".
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Con una parte di volontari del Jolly

Prima di salutare per spostarsi a cena e poi al Nuovo Aquilone di Lecco per un altro intervento simile, Albanese e il collega Battiston sono stati quindi omaggiati dallo staff olginatese con un piccolo dono in segno di ringraziamento per la loro presenza, tra cui una maglia con il logo della sala. Entrambi si sono poi soffermati per qualche istante per la foto di rito con i volontari e gli autografi alle locandine di "Lavoreremo da grandi", in programmazione al Jolly anche nei prossimi giorni dopo le prime proiezioni dello scorso fine settimana.
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Un giovane fan, visibilmente emozionato, consegna al regista e attore un suo ritratto, realizzato da lui
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"Ancora una volta Antonio si è dimostrato un vero amico di Olginate e del nostro cinema", il commento a fine serata di Mattia Morandi, con un ulteriore sincero ringraziamento ad Albanese e Battiston per aver accettato l'invito tra i loro numerosi impegni. "Per noi è stato un altro evento memorabile, che rimarrà indelebile nella nostra Storia".
B.P.
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