PAROLE CHE PARLANO/267

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Salamandra 

Il termine salamandra deriva direttamente dal latino salamandra e dal greco salamándra, e indica il conosciuto anfibio urodelo.

Ma questo percorso a ritroso nel tempo ci porta a scoprire che questo vocabolo è ancora più antico e misterioso. Alcuni studiosi ipotizzano che possa trattarsi di un prestito dal persiano o dal sanscrito, dove indicava creature legate all’acqua (come il termine persiano samandar, "lucertola d’acqua") e, per estensione, al fuoco. Questo doppio legame con gli elementi opposti - acqua e fuoco - ne ha fatto fin dall’antichità un animale carico di simboli. 

Nell’immaginario greco-romano, la salamandra era già avvolta da un’aura di magia e resistenza. Il suo comportamento di nascondersi nei tronchi umidi faceva sì che, quando il legno veniva gettato nel fuoco, dal suo interno emergesse improvvisamente dalle fiamme il piccolo anfibio, apparentemente illeso. Da questo fenomeno naturale nacque la credenza che la salamandra vivesse nel fuoco o addirittura che potesse spegnere le fiamme con il proprio corpo. Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, descriveva la salamandra come un animale così freddo da estinguere il fuoco al contatto, un’idea che si radicò profondamente nella cultura popolare. 

Nel Medioevo, questo simbolismo si arricchì di nuovi significati: la salamandra divenne un emblema di purezza e resistenza, spesso associata al potere purificatore del fuoco. Non a caso, compare in stemmi araldici e in trattati alchemici, dove rappresentava la capacità di sopravvivere alle prove più estreme. Nello stemma di Francesco I di Francia, l’anfibio è accompagnato dalla scritta nutrisco et extinguo, nutro [il bene] e spengo [il male]. 

Oggi, il termine salamandra indica un ordine di anfibi urodeli (quelli che possiedono la coda, per distinguerli dagli anuri, come le rane, che non l’hanno), delicati e da proteggere, diffusi soprattutto in Europa e Asia. Questi anfibi, caratterizzati da una pelle umida e spesso coloratissima (giallo, nero, arancione), sono noti per la loro capacità di rigenerare arti e tessuti, una caratteristica che ha alimentato il loro alone leggendario. Alcune specie, come la salamandra pezzata (Salamandra salamandra), sono addirittura considerate indicatori ambientali: la loro presenza segnala fonti d’acqua pura e boschi incontaminati. 

Così, la salamandra si trova sospesa tra natura e mito: un animale reale, ma anche una creatura fantastica, capace di ispirare racconti di resistenza, trasformazione e rinascita. Non a caso, ancora oggi il suo nome evoca mistero e meraviglia, ricordandoci come la natura possa diventare specchio delle nostre paure e dei nostri sogni.

Rubrica a cura di Dino Ticli
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