Grand Hotel Garibaldi al buio

Commissione "da cena al buio" ieri sera al ristorante Comune.
Location esclusiva: Il nuovo albergo nella ex Deutsche in P.za Garibaldi Peccato che, oltre alle portate, fosse completamente al buio anche l’identità del committente. Chi è lo chef vero di questo piatto? Chi ha ordinato l’albergo? Mistero. Degustazione alla cieca.
Il menù della serata:
-Antipasto: "Come sarà poi la Piazza?"
-Primo: “Dove si mettono le auto delle 140 camere visto che il parcheggio nel forno sotterraneo è per 25?"
-Secondo: "Cronoprogramma dei lavori, al sangue o ben cotto?"
-Contorno: "Traffico durante il cantiere e post apertura: già oggi lì intorno è una strettoia trafficata domani sarà una fonduta?"
-Dessert: "Resterà un tempo sociale e pubblico in piazza o solo il tempo di check-in?"
Domande semplici, utili, necessarie, inderogabili e non le sole sentite. Risposte? Nessuna e impiattate saccentemente in un minuto e venti netti.
Il cuoco, cameriere e direttore - l’Assessore Rusconi - ha liquidato tutto con l’aria di chi spiega il foie gras a chi mangia pane e salame: quattro quinti delle risposte "sono nella documentazione distribuita, basta leggerla", l’ultimo quinto "nella Legge". Punto. Traduzione: arrangiatevi col menù da asporto.
Ma soprattutto c’è un dettaglio che né l’assessore né il presidente Villa che dirigeva l'aula sembrano contemplare: il cittadino che assiste alla Commissione non può aver letto quei faldoni, non li conosce, non li ha. E non è un cliente clandestino visto che paga il conto e gli stipendi.
Questa ossessione per le commissioni come cucine a porte chiuse, dove la trasparenza è una parola nel menù ma non nel piatto, è la vera portata indigesta della serata. Il conto finale col digestivo amaro arriva poi quando sempre l’Assessore Rusconi, accorre in aiuto del giovane "garzone" Villa, che poco prima aveva ricordato come il Comune voglia togliere le auto dal centro e non creare nuovi parcheggi (non conosce nemmeno il Pums che ha votato).
Così, l'assessore dall'alto della sua esperienza di mondo - è appena andato in Tribunale a Roma col taxi dall'Aeroporto - sentenzia: Lecco deve "sprovincializzarsi" se vuole finalmente entrare in Europa.
Ah, ecco. L’Europa. Servita come biscottino.
Viene da chiedersi: ci si sprovincializza togliendo parcheggi senza però rendere finalmente attrattivo il trasporto pubblico e peggiorando la viabilità delle strade?
Ci si europeizza facendo tutto in fretta, con il timer delle elezioni che ticchetta in cucina?
Oppure ci si sprovincializza iniziando dalla trasparenza, dal confronto vero, dal non trattare i cittadini come clienti da spennare con menù a sorpresa?
Quegli stessi cittadini che si ostiniamo a cercare un parcheggio che non gli costi uno stipendio, uno che non gli faccia far km. dove quando scendono con pargoli e borse poi non devono salire su un monopattino per arrivare a casa. Perché nel buio di questo Progetto c'è poi per la Città solo la sistemazione della piazza pubblica per 500.000 € pagata dall’albergo, certo - qualche luce e un po’ di asfalto tirato a bolla - in cambio, però, appunto di un mega albergo 4 stelle che la Giunta vuole far approvare veloce senza reale discussione. Come un piatto precotto da scaldare al microonde.
E tutto il resto? Noia. Col conto che a noi provincialotti toccherà pagare.
Paolo Trezzi
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