Lecco: in carcere colpì un compagno con una caffettiera, condannato

È stato il primo dibattimento celebrato a Lecco dal giudice Gian Maria Marletti, da poco assegnato alla sezione penale cittadina, quello conclusosi con una condanna per una lite avvenuta nel novembre 2023 all'interno della casa circondariale. Lesioni aggravate il reato contestato ad un 24enne, recluso a Pescarenico al tempo dei fatti oggetto del procedimento.
Nell'udienza odierna è stata escussa la persona offesa, tradotta a Palazzo di Giustizia dalla Polizia Penitenziaria. L'uomo, nel ricostruire quanto accaduto il 27 novembre di tre anni fa, ha riferito che il giorno precedente avrebbe avuto un diverbio con il giovane in un'area comune, culminata in uno schiaffo da parte sua e una breve colluttazione, sedata da altri detenuti e dal personale di sorveglianza.
Il giorno successivo, mentre parlava con un altro recluso, sarebbe stato raggiunto alle spalle dal 24enne e colpito alla testa con una caffettiera. A seguito dell'aggressione la persona offesa riportò una ferita al capo e una all'orecchio, medicate rispettivamente con quattro e due punti di sutura nell'infermeria dell'istituto.
Dichiarata chiusa l'istruttoria, le parti sono state invitate a formulare le proprie conclusioni: la pubblica accusa, nella persona del vice procuratore onorario Mattia Mascaro, ritenendo raggiunta la prova della penale responsabilità dell'imputato, ne ha chiesto la condanna, concesse le attenuanti generiche, a sei mesi di reclusione.
Di diversa avviso la difesa, rappresentata dall'avvocato Tania De Fazio, che ha in primis chiesto la riqualificazione del reato in lesioni semplici, evidenziando come la caffettiera non sia mai stata rinvenuta né il suo utilizzo confermato da testimoni oculari escussi nel corso del dibattimento. Il legale ha quindi chiesto l'assoluzione per difetto di procedibilità in assenza di istanza punitiva all'interno della querela della persona offesa. In ultimo ha invocato una sentenza di assoluzione per particoalre tenuità del fatto.
Il giudice Marletti, ritenuto il giovane responsabile, l'ha condannato a quattro mesi di reclusione, riconoscedogli le attenuanti generiche, oltre al pagamento delle spese processuali.
F.F.
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