Colico: zia denuncia il nipote per un furto, a processo
É stata la zia a denunciare il nipote: è quanto è emerso oggi, nell'aula penale del giudice Gian Maria Marletti, che, trovandosi ad esaminare un procedimento per furto in abitazione, ha appreso con sorpresa il grado di parentela tra i due coinvolti.
A testimoniare stamane è stata la persona offesa, una donna residente a Colico, che ha ricostruito i fatti avvenuti tra il 21 e il 22 novembre 2023. Una sera, uscendo di casa, si sarebbe resa conto che la propria automobile non era più dove l'aveva lasciata. Rientrata nell'abitazione, avrebbe quindi notato la scomparsa di una pochette dove custodiva anche le chiavi di scorta del veicolo.
Fin da subito i sospetti si sarebbero concentrati sul nipote (che all'epoca, ha confermato in aula la donna rispondendo alle domande del vpo Mattia Mascaro, risiedeva quasi stabilmente nel suo appartamento). L'indomani la donna si sarebbe recata alla vicina Stazione dei Carabinieri, segnalando la sparizione dell'auto, ma sporgendo formale denuncia a querela solo per la sottrazione della pochette: “l'ho fatto per tutelarmi” ha spiegato al giudice, lasciando intendere che avesse paura che il nipote (già finito nei guai con la giustizia in passato) potesse compiere qualche atto illecito utilizzando la sua auto.
Il veicolo era stato poi rintracciato già il giorno stesso della denuncia, durante un controllo dei Carabinieri in provincia di Sondrio. Alla guida era stato trovato l'odierno imputato e, sul sedile posteriore, la famosa pochette.
Al termine della propria escussione la zia ha dichiarato di aver deciso qualche tempo più tardi di ritirare la querela nei confronti del nipote: “nel frattempo ha trovato lavoro e ha messo la testa a posto” ha detto. Una circostanza che, però, non chiude la vicenda giudiziaria, essendo il reato contestato procedibile d'ufficio. Si attende quindi il mese di aprile, per proseguire la fase istruttoria.
A testimoniare stamane è stata la persona offesa, una donna residente a Colico, che ha ricostruito i fatti avvenuti tra il 21 e il 22 novembre 2023. Una sera, uscendo di casa, si sarebbe resa conto che la propria automobile non era più dove l'aveva lasciata. Rientrata nell'abitazione, avrebbe quindi notato la scomparsa di una pochette dove custodiva anche le chiavi di scorta del veicolo.
Fin da subito i sospetti si sarebbero concentrati sul nipote (che all'epoca, ha confermato in aula la donna rispondendo alle domande del vpo Mattia Mascaro, risiedeva quasi stabilmente nel suo appartamento). L'indomani la donna si sarebbe recata alla vicina Stazione dei Carabinieri, segnalando la sparizione dell'auto, ma sporgendo formale denuncia a querela solo per la sottrazione della pochette: “l'ho fatto per tutelarmi” ha spiegato al giudice, lasciando intendere che avesse paura che il nipote (già finito nei guai con la giustizia in passato) potesse compiere qualche atto illecito utilizzando la sua auto.
Il veicolo era stato poi rintracciato già il giorno stesso della denuncia, durante un controllo dei Carabinieri in provincia di Sondrio. Alla guida era stato trovato l'odierno imputato e, sul sedile posteriore, la famosa pochette.
Al termine della propria escussione la zia ha dichiarato di aver deciso qualche tempo più tardi di ritirare la querela nei confronti del nipote: “nel frattempo ha trovato lavoro e ha messo la testa a posto” ha detto. Una circostanza che, però, non chiude la vicenda giudiziaria, essendo il reato contestato procedibile d'ufficio. Si attende quindi il mese di aprile, per proseguire la fase istruttoria.
F.F.




















