Colico: tanta allegria per lo 'show' di Carnevale a Laghetto
Altro che semplice festa di paese: il Carnevalone di Laghetto si è trasformato in un vero show a cielo aperto. Gran finale ieri, dopo un sabato già partito col botto tra giochi per i più piccoli, cena sold out (250 posti spazzati via in un attimo) e fuochi d’artificio che hanno fatto alzare il naso all’insù a tutta la frazione.


Ma il clou è arrivato domenica, con la parata dei carri allegorici: fantasia libera, ironia a palate e quella sana voglia di prendersi un po’ in giro che rende il Carnevale qualcosa di unico.
Ad aprire le danze, l’arrivo in grande stile di Re Carnevale e consorte, sfrecciando su una fiammante auto d’epoca rossa: ingresso da star, applausi assicurati.


Poi via con la musica: il Corpo Musicale di Villatico ha invaso il campo in versione internazionale. C’erano costumi bavaresi per festeggiare i 40 anni di gemellaggio con Wolfegg e tocchi spagnoli in vista dell’ospitalità a una banda di Malaga. Un Carnevale che parla tedesco e spagnolo, insomma.
E quando è entrato in scena “Disaster Chef”, si è capito che il pomeriggio avrebbe preso fuoco (letteralmente). Parodia scatenata del talent culinario più famoso, con una brigata fuori controllo alle prese con piatti memorabili: “spaghetti alla carbonella”, “tortellini al rogo”, “salt-in-aria alla romana” e “risotto alla pantegana”. Fiamme finte, caos vero e risate garantite.

E quando è entrato in scena “Disaster Chef”, si è capito che il pomeriggio avrebbe preso fuoco (letteralmente). Parodia scatenata del talent culinario più famoso, con una brigata fuori controllo alle prese con piatti memorabili: “spaghetti alla carbonella”, “tortellini al rogo”, “salt-in-aria alla romana” e “risotto alla pantegana”. Fiamme finte, caos vero e risate garantite.
Spazio poi alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, rivisitate in chiave tutta colichese. Prima i cantieri, con tanto di transenne e cartelli “lavori in corso” (chiaro riferimento allo svincolo di Piona), poi il tedoforo, l’accensione del braciere e una gara di curling improvvisata davanti ai sovrani del Carnevale. Finale con podio e medaglie: spirito olimpico sì, ma con autoironia.
Dalle montagne alla fiaba il passo è breve: ecco Pinocchio, con più carri a raccontare le sue avventure. La Fata Turchina è arrivata su un’Ape car rigorosamente azzurra, bacchetta in mano, tra gli applausi dei bambini. Pinocchio, però, birichino fino in fondo, non ne ha voluto sapere di diventare un bravo ragazzo.

Dalle montagne alla fiaba il passo è breve: ecco Pinocchio, con più carri a raccontare le sue avventure. La Fata Turchina è arrivata su un’Ape car rigorosamente azzurra, bacchetta in mano, tra gli applausi dei bambini. Pinocchio, però, birichino fino in fondo, non ne ha voluto sapere di diventare un bravo ragazzo.
Gran chiusura con un tema attualissimo: gli “umarel”, i mitici pensionati da cantiere. Immancabili davanti ai lavori pubblici, pronti a osservare, commentare e – perché no – suggerire. Una caricatura affettuosa che ha strappato sorrisi a tutte le generazioni.
Morale? Il Carnevalone 2026 ha fatto centro ancora una volta. Gli amici di Laghetto hanno dimostrato che, con creatività, volontà e un pizzico di sana follia, si può trasformare una tradizione in uno spettacolo capace di richiamare gente da tutto il territorio.
E già si scommette: l’anno prossimo riusciranno a superarsi?
M.A.




















