Lecco: lavori in corso a Casa Abramo. Dal '96 accolti 355 uomini in uscita dal carcere
Il progetto ha un costo importante. Chiede l'aiuto di tutti, dunque, la comunità parrocchiale di Castello per sostenere, specialmente durante la Quaresima, i lavori di riqualificazione di Casa Abramo, la struttura lecchese gestita dalla Cooperativa sociale L'Arcobaleno Onlus - su mandato della Caritas Ambrosiana - che proprio in questo 2026 celebra il suo trentennale. Tre decenni in cui, grazie a un'intuizione di don Mario Proserpio e al lavoro quotidiano di tanti professionisti, sono state accolte numerose persone in uscita dal carcere senza casa e lavoro, affinché potessero avere un accompagnamento e una risposta sul territorio verso il loro (re)inserimento nella società.
I lavori sono iniziati nel novembre scorso e dovrebbero concludersi nel 2027, di questi tempi. Data la forte valenza del servizio offerto, Caritas Ambrosiana ha stabilito di dividerli in due fasi, evitando così di rendere inagibile l'intero immobile contemporaneamente: il cantiere ha quindi preso il via dall'area che anni fa era sede degli Scout (mai utilizzata finora), la quale una volta ristrutturata consentirà di accogliere gli ospiti liberando così la parte più ampia per gli altri "ritocchi" necessari. Al termine, le due sezioni saranno "unite" mettendo a disposizione diciotto posti, contro i quindici degli ultimi decenni (che attualmente sono qualcuno in meno, proprio per via dei lavori in corso).
"La riqualificazione è finalizzata sostanzialmente al completo impiego dell'immobile con l'adeguamento della parte ancora inutilizzata tramite interventi sia all'esterno che all'interno, anche in un'ottica di efficientamento energetico, nonché la ristrutturazione di un appartamento annesso alla comunità per poter garantire, quando necessario, una transizione graduale all'autonomia" ci ha spiegato Daniela Messina, coordinatrice di Casa Abramo, unica struttura di questo tipo in tutto il territorio della Diocesi di Milano che prioritariamente offre un'accoglienza di tipo residenziale accompagnata da un progetto socio-educativo su base individualizzata, finalizzato al (re)inserimento sociale, abitativo e lavorativo.
La comunità, come detto, può offrire ospitalità fino a 15 persone - al netto del periodo attuale con i lavori in corso - che necessitano di una soluzione abitativa che consenta l'esecuzione penale in misura alternativa al carcere, oppure con una condizione giuridica compromessa. Dal 1996 sono stati accolti 355 uomini (con una media di 13 nuovi ingressi all'anno). Due le fasce d'età prevalenti nell'ultimo biennio: dai 20 ai 30 e dai 50 ai 60 anni. L'81% di loro ha espresso il bisogno di ricerca lavorativa e il 60% ha richiesto l'ingaggio in itinere di un servizio specialistico per la diagnosi e cura delle dipendenze (da sostanze stupefacenti, alcool e/o gioco d'azzardo). Il 22% ha invece necessitato di aiuto per la diagnosi e la cura della salute mentale, mentre il 31% per patologie croniche e casi di acuzie manifestatesi durante il percorso. Da qui l'importanza di un lavoro in sinergia con gli appositi servizi del territorio (così come con l'Area Carcere e Giustizia della Caritas), con cui i professionisti della Cooperativa L'Arcobaleno si interfacciano quotidianamente.
Come spiegato ancora da Daniela Messina, sono poi possibili inserimenti di tipo diurno, con l'opportunità di rimanere in comunità durante la giornata (o per qualche ora) usufruendo di un accompagnamento educativo individuale e con la possibilità di partecipare a momenti ricreativi e di convivialità. Durante il tempo di accoglienza, gli uomini sono impegnati nella cura della casa con i turni in cucina e nelle pulizie, nell'orto e in laboratori di musicoterapia e arteterapia. Chi può, è anche attivo nella ricerca di un lavoro, autonomamente o con il supporto di tirocini e "borse". La rete di servizi a cui è connessa la realtà è di aiuto inoltre per il reperimento di seconde accoglienze, di programmi terapeutici e di sostegno, così come di iter di accompagnamento al lavoro e alla formazione di secondo livello.
"Al centro, comunque, c'è sempre la persona accolta, che rimane l'attore protagonista e il principale responsabile dell'esito del proprio percorso" ha sottolineato la coordinatrice di Casa Abramo, dove si può arrivare dopo apposite valutazioni e colloqui con Caritas Ambrosiana. Una realtà virtuosa, insomma, che funziona e che offre un servizio prezioso, a cui ora è possibile contribuire concretamente per garantirne un futuro anche migliore del suo passato.
Per sostenere il progetto di ristrutturazione di Casa Abramo è possibile utilizzare l'apposita cassetta posta in Parrocchia a Castello in occasione della Quaresima di Fraternità, oppure effettuare una donazione sul seguente conto corrente:
C/C presso Credit Agricole
Intestato a Caritas Ambrosiana Onlus
IBAN: IT21F0623001634000015013304
BIC/SWIFT CRPPIT2PXXX
I lavori sono iniziati nel novembre scorso e dovrebbero concludersi nel 2027, di questi tempi. Data la forte valenza del servizio offerto, Caritas Ambrosiana ha stabilito di dividerli in due fasi, evitando così di rendere inagibile l'intero immobile contemporaneamente: il cantiere ha quindi preso il via dall'area che anni fa era sede degli Scout (mai utilizzata finora), la quale una volta ristrutturata consentirà di accogliere gli ospiti liberando così la parte più ampia per gli altri "ritocchi" necessari. Al termine, le due sezioni saranno "unite" mettendo a disposizione diciotto posti, contro i quindici degli ultimi decenni (che attualmente sono qualcuno in meno, proprio per via dei lavori in corso).

La comunità, come detto, può offrire ospitalità fino a 15 persone - al netto del periodo attuale con i lavori in corso - che necessitano di una soluzione abitativa che consenta l'esecuzione penale in misura alternativa al carcere, oppure con una condizione giuridica compromessa. Dal 1996 sono stati accolti 355 uomini (con una media di 13 nuovi ingressi all'anno). Due le fasce d'età prevalenti nell'ultimo biennio: dai 20 ai 30 e dai 50 ai 60 anni. L'81% di loro ha espresso il bisogno di ricerca lavorativa e il 60% ha richiesto l'ingaggio in itinere di un servizio specialistico per la diagnosi e cura delle dipendenze (da sostanze stupefacenti, alcool e/o gioco d'azzardo). Il 22% ha invece necessitato di aiuto per la diagnosi e la cura della salute mentale, mentre il 31% per patologie croniche e casi di acuzie manifestatesi durante il percorso. Da qui l'importanza di un lavoro in sinergia con gli appositi servizi del territorio (così come con l'Area Carcere e Giustizia della Caritas), con cui i professionisti della Cooperativa L'Arcobaleno si interfacciano quotidianamente.

"Al centro, comunque, c'è sempre la persona accolta, che rimane l'attore protagonista e il principale responsabile dell'esito del proprio percorso" ha sottolineato la coordinatrice di Casa Abramo, dove si può arrivare dopo apposite valutazioni e colloqui con Caritas Ambrosiana. Una realtà virtuosa, insomma, che funziona e che offre un servizio prezioso, a cui ora è possibile contribuire concretamente per garantirne un futuro anche migliore del suo passato.
Per sostenere il progetto di ristrutturazione di Casa Abramo è possibile utilizzare l'apposita cassetta posta in Parrocchia a Castello in occasione della Quaresima di Fraternità, oppure effettuare una donazione sul seguente conto corrente:
C/C presso Credit Agricole
Intestato a Caritas Ambrosiana Onlus
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B.P.




















