PAROLE CHE PARLANO/268

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Intrufolarsi

 Conosciamo bene il significato di questo termine che evoca, già con il suo suono strisciante (in-tru-fo-lar-si), il movimento di qualcuno che si infila in un buco stretto, come potrebbe fare un topo o un serpente.

 Per scoprirne l’origine, dobbiamo partire dal verbo trufolare. È un termine dialettale, ancora vivo in alcune regioni italiane (in Veneto, per esempio, trufolar significa proprio "entrare di nascosto"), probabilmente legato a forme del latino tardo trufolare, ovvero "filtrare, infilarsi", o a una base popolare. Un gesto piccolo, rapido, da animaletto scaltro e invisibile. 

Oggi la parola ha assunto nuovi usi metaforici. Non ci si intrufola solo in una stanza, ma anche in una conversazione, in un gruppo WhatsApp: «Si è intrufolato nei nostri discorsi come se sapesse tutto lui». O in un sistema informatico: «Purtroppo l'hacker è riuscito a intrufolarsi nel sistema sfruttando una minuscola falla». Il dubbio stesso, direbbero filosofi e poeti, può intrufolarsi nella mente. 

Eppure, nella parola resta sempre un'ombra di furbizia, spesso accompagnata da un sorriso: «Mi sono intrufolato in cucina per rubare un pezzo di torta» o «Si è intrufolato alla festa senza invito» non sono forse tra le frasi più vere che esistano?

Rubrica a cura di Dino Ticli
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