Calcio Lecco: scommesse e doping, blucelesti 'a lezione'

Secondo appuntamento formativo per la Calcio Lecco rivolto al tema della Compliance societaria. Nella sede di Via Don Pozzi si sono riuniti nuovi calciatori,  dipendenti e collaboratori, per un aggiornamento organizzato dalla Società in collaborazione con l’Organismo di Vigilanza Seven Sport Management. Nel corso dell'incontro è stato illustrato il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo 231, reso obbligatorio dalla  FIGC per tutte le società sportive. 
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Particolare attenzione è stata prestata ai profili di reato legati al match fixing, al divieto di scommesse e doping, al Whistleblowing (sistema per segnalare illeciti), al Codice di condotta dei tifosi e alla Safeguarding Policy, che si occupa della tutela dei minori e della prevenzione di ogni forma di abuso o discriminazione.
Il percorso formativo segue e aggiorna gli incontri tenuti lo scorso mese di settembre, cui hanno partecipato i tesserati della Società, la Proprietà, i dipendenti e i collaboratori, la Prima Squadra, il Settore Giovanile al completo (maschile e femminile), gli staff tecnici e medico – sanitari del Club.
Patricia Giovannucci, Responsabile Seven Sport Management: “Sono molto lieta di collaborare con una società che ha compreso pienamente l’importanza dei Modelli Organizzativi e rinnova continuamente il suo impegno e la sua attenzione anche a tutela dei tesserati, in un clima di correttezza e serenità, affinché l’aspetto umano e legale vadano di pari passo con quello sportivo”.
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Virna Bonfanti, Club Manager Calcio Lecco 1912 ha aggiunto: “ La crescita di una società passa prima di tutto per gli aspetti etico e reputazionale. Calcio Lecco sta portando avanti un percorso a 360 gradi che non tralascia alcun tema. La formazione e la creazione di una coscienza collettiva sono i primi obiettivi da perseguire per rispecchiare i valori dello sport ed esserne portavoce. A questo proposito, la società riserva particolare attenzione alla tutela delle persone e alle politiche di Safeguarding. E lo fa sia per ottemperare agli obblighi formativi sia per mantenere una linea di condotta in cui crede fortemente e che ritiene fondamentale per garantire un ambiente sano, sicuro e inclusivo per tutti”.
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