Lecco: al Parini sale in cattedra l'ex ministro Lamorgese
Una lezione di quelle che non capitano spesso ha reso speciale la giornata scolastica di mercoledì scorso 25 febbraio, per tre classi quinte dell’Istituto G. Parini di Lecco. Nell’aula magna dedicata a don Pino Puglisi - il sacerdote che pagò con la vita l’impegno nel sottrarre giovane manodopera alla mafia - gli studenti hanno ascoltato con grande interesse e partecipazione le parole di Luciana Lamorgese, prefetto, già ministro dell’Interno degli esecutivi Conte bis e Draghi.
La sua presenza in qualità di ospite di assoluto prestigio presso la scuola per una mattina è stata possibile nell’ambito del programma PESES, volto a promuovere l’educazione dei giovani nel campo delle scienze economiche e sociali. Quest’ultimo, nato nel 2023 e diretto dall’illustre economista Carlo Cottarelli, vuole offrire agli studenti delle scuole secondarie di tutta Italia l’opportunità di confrontarsi con protagonisti ed esperti dell’attuale scena politica ed economica italiana, per accedere a informazioni e spunti di riflessione preziosi in vista delle responsabilità che saranno chiamati ad assumere nella società del prossimo futuro.
Un obbiettivo perfettamente centrato da Lamorgese, che nel confronto con i ragazzi ha toccato molti dei temi in cima all’agenda del dibattito politico attuale, a partire dall’esigenza di conciliare il diritto alla sicurezza con quello ad esercitare le libertà individuali: “La nozione di sicurezza si è estesa nel tempo - ha spiegato l’ex ministro - e se in passato veniva intesa solo come prevenzione e repressione dei reati, oggi non può essere disgiunta dall’esercizio dei diritti sociali, civili e politici, di cui costituisce la condizione irrinunciabile”. Considerazioni appoggiate alla propria esperienza politica di Ministro dell’Interno nel periodo della pandemia, ripercorsa rivendicando le scelte difficili che all’epoca il governo italiano dovette assumere, confrontandosi con una situazione emergenziale inedita: “Il dato che maggiormente qualifica le società moderne risiede nel trovare un punto di equilibrio tra libertà individuali e bene comune, esigenza che deve ispirare chi governa nel momento in cui deve prendere delle decisioni”.

Dal tema della sicurezza, il focus della riflessione di Lamorgese si è spostato su altri momenti cruciali della storia italiana, nei quali la sinergia e la collaborazione tra le istituzioni furono determinanti nel salvaguardare l’ordine democratico, in particolare la stagione del terrorismo politico, per ribadire come sia fondamentale promuovere una cultura della partecipazione e della condivisione che favorisca un’accettazione proattiva delle regole. Ulteriori temi toccati dall’ex ministro sono stati quello del lavoro, da lei ricondotto ai concetti di libertà e democrazia, sottolineando la necessità di retribuzioni più adeguate per tante categorie professionali che svolgono un servizio importante per la società, e la gestione dell’immigrazione, della quale Lamorgese ha deplorato la strumentalizzazione da parte della politica a fini elettorali, che banalizza in termini semplicistici un problema complesso. Non è poi mancato il racconto di aneddoti relativi alla propria esperienza di prefetto: le difficoltà affrontate, e superate con successo, in occasione della visita di papa Ratzinger a Venezia, per la quale fu necessario garantire la sicurezza del tragitto lungo il Canal Grande tramite l’impiego di sommozzatori e fare produrre una speciale papamobile compatibile con la delicatezza della pavimentazione di Piazza San Marco.
E, ancora, l’emozione indescrivibile provata nel ricevere una lettera di papa Bergoglio recante la semplice firma ‘Francesco’, che Lamorgese ha rivelato di custodire tuttora con venerazione. Numerose le domande dei ragazzi in sala, che hanno interpellato l’ex ministra su altri temi di stringente attualità, come il problema della sicurezza nelle scuole, portato alla ribalta da recenti gravissimi fatti di cronaca, e i risultati finora effettivamente raggiunti nel lungo percorso della conquista della parità di genere. Un argomento sul quale Lamorgese si è espressa con particolare coinvolgimento, ricordando con riconoscenza le donne che fecero parte dell’Assemblea Costituente e si spesero affinché nel nostro Paese fosse introdotto il suffragio universale, per poi auspicare maggiori strumenti di supporto a favore delle donne, in grado di aiutarle a conciliare i loro impegni familiari con quelli professionali.
Dall’incontro gli studenti hanno tratto l’incoraggiamento a guardare con fiducia al futuro, assumendo con consapevolezza le responsabilità che li attendono (“Voi siete il tempo della speranza”) e ad investire impegno nell’acquisizione di cultura e conoscenze (“L’elogio dell’incompetenza è sempre un fallimento”). E, soprattutto, l’invito ad esercitare i diritti e i doveri sui quali si fonda lo stato democratico: “Siate cittadini, non sudditi, partecipate alla vita sociale del Paese, fate vostri i valori della lealtà e della fedeltà nei confronti delle istituzioni, e siate leali anche verso voi stessi non rinunciando alle vostre idee nel rispetto delle regole”.



Dal tema della sicurezza, il focus della riflessione di Lamorgese si è spostato su altri momenti cruciali della storia italiana, nei quali la sinergia e la collaborazione tra le istituzioni furono determinanti nel salvaguardare l’ordine democratico, in particolare la stagione del terrorismo politico, per ribadire come sia fondamentale promuovere una cultura della partecipazione e della condivisione che favorisca un’accettazione proattiva delle regole. Ulteriori temi toccati dall’ex ministro sono stati quello del lavoro, da lei ricondotto ai concetti di libertà e democrazia, sottolineando la necessità di retribuzioni più adeguate per tante categorie professionali che svolgono un servizio importante per la società, e la gestione dell’immigrazione, della quale Lamorgese ha deplorato la strumentalizzazione da parte della politica a fini elettorali, che banalizza in termini semplicistici un problema complesso. Non è poi mancato il racconto di aneddoti relativi alla propria esperienza di prefetto: le difficoltà affrontate, e superate con successo, in occasione della visita di papa Ratzinger a Venezia, per la quale fu necessario garantire la sicurezza del tragitto lungo il Canal Grande tramite l’impiego di sommozzatori e fare produrre una speciale papamobile compatibile con la delicatezza della pavimentazione di Piazza San Marco.

Dall’incontro gli studenti hanno tratto l’incoraggiamento a guardare con fiducia al futuro, assumendo con consapevolezza le responsabilità che li attendono (“Voi siete il tempo della speranza”) e ad investire impegno nell’acquisizione di cultura e conoscenze (“L’elogio dell’incompetenza è sempre un fallimento”). E, soprattutto, l’invito ad esercitare i diritti e i doveri sui quali si fonda lo stato democratico: “Siate cittadini, non sudditi, partecipate alla vita sociale del Paese, fate vostri i valori della lealtà e della fedeltà nei confronti delle istituzioni, e siate leali anche verso voi stessi non rinunciando alle vostre idee nel rispetto delle regole”.




















