Lecco: il 12 in biblioteca la presentazione di 'Casa Alber'
La biblioteca civica di Lecco organizza, giovedì 12 marzo alle 18, presso la sala conferenze di Palazzo Paure, la presentazione del volume "Casa Alber. Un'esperienza profetica", dedicato alla storia della pionieristica comunità familiare e dei suoi fondatori, Albertina Negri e Silvio Barbieri.
Casa Alber, nata a Olginate nel 1961, è stata una comunità familiare per minori in difficoltà attiva fino al 1986. In venticinque anni di attività educativa ha accolto 121 ragazzi, rappresentando un'esperienza significativa nel panorama dell'accoglienza e della solidarietà del territorio lecchese.
L'iniziativa intende offrire un momento di riflessione pubblica su una realtà che ha segnato profondamente molte persone e che è stata definita "profetica" dal cardinale Carlo Maria Martini, per la sua capacità di anticipare modelli educativi e comunitari fondati sulla responsabilità condivisa e sull’attenzione alla persona.
Durante l'incontro la giornalista Barbara Garavaglia dialogherà con Maurizio Volpi, autore del volume, e con Enrico, Carlo e Paolo Martino, tre dei ragazzi che hanno vissuto l'esperienza di Casa Alber.
L'evento, aperto alla cittadinanza fino a esaurimento posti, sarà accompagnato da interventi musicali al mandolino di Gianni Pellegatta.
Così l'Assessora alla cultura del Comune di Lecco Simona Piazza: "Proseguono gli appuntamenti proposti dalla biblioteca civica Uberto Pozzoli pensati come occasioni di incontro, confronto e dialogo con gli autori del territorio e voci provenienti da altri contesti.
L'incontro in programma rappresenta un'opportunità unica: quella di approfondire la storia di Casa Alber, una realtà che ha lasciato un profondo segno nel tessuto sociale lecchese tanto da essere definita "profetica" dal cardinale Martini. Questa non è stata soltanto una comunità familiare per minori in difficoltà, ma un vero e proprio pilastro nella creazione di nuovi modelli educativi e comunitari basati sull'amore, sull'umanità e sulla cura dell'altro. Attraverso le testimonianze e la ricostruzione storica emerge infatti come Casa Alber abbia saputo proporre, già negli anni Sessanta, uno stile di accoglienza che ha saputo anticipare i modelli oggi utilizzati nell'ambito dell'affido e dell'accoglienza.
La pubblicazione di Maurizio Volpi, che ringraziamo per il lavoro attento e documentato, consente di custodire e trasmettere questa memoria: una storia fatta di umanità e dedizione, che continua ancora oggi a ispirare la nostra comunità."
Casa Alber, nata a Olginate nel 1961, è stata una comunità familiare per minori in difficoltà attiva fino al 1986. In venticinque anni di attività educativa ha accolto 121 ragazzi, rappresentando un'esperienza significativa nel panorama dell'accoglienza e della solidarietà del territorio lecchese.
L'iniziativa intende offrire un momento di riflessione pubblica su una realtà che ha segnato profondamente molte persone e che è stata definita "profetica" dal cardinale Carlo Maria Martini, per la sua capacità di anticipare modelli educativi e comunitari fondati sulla responsabilità condivisa e sull’attenzione alla persona.
Durante l'incontro la giornalista Barbara Garavaglia dialogherà con Maurizio Volpi, autore del volume, e con Enrico, Carlo e Paolo Martino, tre dei ragazzi che hanno vissuto l'esperienza di Casa Alber.
L'evento, aperto alla cittadinanza fino a esaurimento posti, sarà accompagnato da interventi musicali al mandolino di Gianni Pellegatta.

L'incontro in programma rappresenta un'opportunità unica: quella di approfondire la storia di Casa Alber, una realtà che ha lasciato un profondo segno nel tessuto sociale lecchese tanto da essere definita "profetica" dal cardinale Martini. Questa non è stata soltanto una comunità familiare per minori in difficoltà, ma un vero e proprio pilastro nella creazione di nuovi modelli educativi e comunitari basati sull'amore, sull'umanità e sulla cura dell'altro. Attraverso le testimonianze e la ricostruzione storica emerge infatti come Casa Alber abbia saputo proporre, già negli anni Sessanta, uno stile di accoglienza che ha saputo anticipare i modelli oggi utilizzati nell'ambito dell'affido e dell'accoglienza.
La pubblicazione di Maurizio Volpi, che ringraziamo per il lavoro attento e documentato, consente di custodire e trasmettere questa memoria: una storia fatta di umanità e dedizione, che continua ancora oggi a ispirare la nostra comunità."
Date evento
giovedì, 12 marzo 2026




















