Pescate: Ferrari presenta un libro che diffonde amore
La biblioteca di Pescate ha ospitato la prima presentazione ufficiale di LoViD all’infinito – L’Amore che ci tiene in vita, il libro d’esordio di Franco Ferrari. Un incontro raccolto, partecipato, con un pubblico composto in gran parte da amici e conoscenti dell’autore, presenti per accompagnarlo in un momento per lui particolarmente significativo.

A dialogare con Ferrari è stata la vicesindaca Miriam Lombardi, in uno scambio diretto che ha ripercorso la nascita della raccolta e il senso profondo del progetto. Visibilmente emozionato, l’autore ha raccontato come il libro sia nato durante il periodo del Covid, in un tempo sospeso in cui la scrittura è diventata uno spazio necessario. “È stato un momento di libertà”, ha spiegato, parlando del bisogno di mettere su carta pensieri e sentimenti che cercavano una forma.

Il titolo LoViD, crasi tra love e virus, è stato uno dei passaggi centrali della serata. Un gioco di parole che diventa messaggio: ribaltare l’idea di contagio, trasformandola in qualcosa di positivo. “Con un libro si può fare la differenza anche per una persona, ma anche solo per un istante”, ha detto Ferrari, quasi a voler ridimensionare l’ambizione e allo stesso tempo darle un peso concreto. Non cambiare il mondo, ma toccare qualcuno, anche per poco.

Durante la presentazione ha letto alcune delle poesie a cui è più legato. La voce tradiva l’emozione, ma non la nascondeva. Tra i passaggi più sentiti, la dedica “a mia mamma”. Alcuni testi sono scritti per lei, e l’intero libro è dedicato alla persona che, come ha raccontato, “è stata la più importante” nella sua vita.
Ferrari ha spiegato anche una scelta formale precisa: le poesie non hanno titolo. Una decisione voluta, per lasciare al lettore “la libertà assoluta di interpretare”, senza vincoli o direzioni obbligate. Un invito a entrare nei versi con il proprio vissuto, senza etichette. Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche il legame tra testi e immagini: fotografie personali che accompagnano le poesie e ne fanno parte, frammenti di memoria condivisi con il pubblico. Non semplici illustrazioni, ma elementi che dialogano con le parole.

Gli applausi hanno scandito più momenti della serata, fino alla conclusione, quando Ferrari si è fermato a firmare tutte le copie acquistate. Una dedica per ciascuno, qualche parola scambiata, strette di mano e sorrisi. Un finale semplice, ma coerente con il tono dell’incontro: intimo, autentico.
Prima di salutare, ha lasciato i suoi ospiti con una raccomandazione semplice: continuare a diffondere amore. È questo, in fondo, il senso di LoViD. Non un messaggio complicato, ma un invito diretto. Portare fuori da quella sala ciò che è nato tra quelle pagine.

A dialogare con Ferrari è stata la vicesindaca Miriam Lombardi, in uno scambio diretto che ha ripercorso la nascita della raccolta e il senso profondo del progetto. Visibilmente emozionato, l’autore ha raccontato come il libro sia nato durante il periodo del Covid, in un tempo sospeso in cui la scrittura è diventata uno spazio necessario. “È stato un momento di libertà”, ha spiegato, parlando del bisogno di mettere su carta pensieri e sentimenti che cercavano una forma.

Il titolo LoViD, crasi tra love e virus, è stato uno dei passaggi centrali della serata. Un gioco di parole che diventa messaggio: ribaltare l’idea di contagio, trasformandola in qualcosa di positivo. “Con un libro si può fare la differenza anche per una persona, ma anche solo per un istante”, ha detto Ferrari, quasi a voler ridimensionare l’ambizione e allo stesso tempo darle un peso concreto. Non cambiare il mondo, ma toccare qualcuno, anche per poco.

Durante la presentazione ha letto alcune delle poesie a cui è più legato. La voce tradiva l’emozione, ma non la nascondeva. Tra i passaggi più sentiti, la dedica “a mia mamma”. Alcuni testi sono scritti per lei, e l’intero libro è dedicato alla persona che, come ha raccontato, “è stata la più importante” nella sua vita.
Ferrari ha spiegato anche una scelta formale precisa: le poesie non hanno titolo. Una decisione voluta, per lasciare al lettore “la libertà assoluta di interpretare”, senza vincoli o direzioni obbligate. Un invito a entrare nei versi con il proprio vissuto, senza etichette. Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche il legame tra testi e immagini: fotografie personali che accompagnano le poesie e ne fanno parte, frammenti di memoria condivisi con il pubblico. Non semplici illustrazioni, ma elementi che dialogano con le parole.

Gli applausi hanno scandito più momenti della serata, fino alla conclusione, quando Ferrari si è fermato a firmare tutte le copie acquistate. Una dedica per ciascuno, qualche parola scambiata, strette di mano e sorrisi. Un finale semplice, ma coerente con il tono dell’incontro: intimo, autentico.
Prima di salutare, ha lasciato i suoi ospiti con una raccomandazione semplice: continuare a diffondere amore. È questo, in fondo, il senso di LoViD. Non un messaggio complicato, ma un invito diretto. Portare fuori da quella sala ciò che è nato tra quelle pagine.
Gloria Draghi




















