Associazione Radice: imparare ad ascoltare Beethoven con gli studenti del Liceo Musicale
Si è aperto sulle note di Ludwig van Beethoven l’anno sociale 2026 dell’Associazione Culturale Radice. Il presidente Giacomo Sacchetti - insieme a Riccardo Bassani e Aurora Carenini - ha presentato il sodalizio di fronte a una sala gremita, che ha visto anche molti volti nuovi, incuriositi dal format lezione-concerto pensato per l’inaugurazione, come da tradizione in collaborazione con gli studenti del Liceo Musicale di Lecco.

"Ognuno di noi sa già ascoltare la musica, e l’ascolto è per ciascuno un’esperienza ricca e personale - ha spiegato il prof. Maurizio Fasoli - ma la musica colta occidentale è un sistema a volte così complesso che per essere apprezzata fino in fondo necessita di alcune conoscenze teoriche".
Il prof. Fasoli ha accompagnato quindi il pubblico in un viaggio in cui ha introdotto il concetto di Sonata - una composizione per strumento solista, tipicamente in tre movimenti - esemplificando i concetti che ha esposto in tempo reale, grazie ai sette ragazzi del Liceo Musicale che sono diventati i veri protagonisti della serata.

I nuclei tematici e le fasi di esposizione, sviluppo e ripresa delle Sonate del grande compositore tedesco hanno preso forma sotto le dita di Filip Ardean e Luna Bertellini (Sonata in RE maggiore op. 28, rispettivamente primo e secondo movimento), Irene Mainetti e Anna Trerè (Sonata in DO minore op. 13, rispettivamente primo e secondo movimento), Gregorio Ghiglione (Sonata in RE minore op. 31 n. 2, primo movimento), Agata Balossi (Sonata in MI bemolle maggiore op. 81, primo movimento) e Lorenzo Bartesaghi (Sonata in DO diesis minore op. 27 n.2, primo e terzo movimento).
L’interazione dinamica tra il prof. Fasoli e i suoi studenti ha permesso agli ascoltatori di comprendere la struttura delle composizioni, di notare e apprezzare come Beethoven introduca, trasformi e riutilizzi singole cellule musicali e come il genio "non disdegni il modello, ma lo sfrutti con tanto talento e tanta creatività da renderlo nuovo".

Ha chiuso la serata la prof. Emilia Barile, ringraziando professore e studenti per aver offerto anche ai profani la possibilità di conoscere Beethoven e ascoltarlo in modo più attento e consapevole. Un magnifico esempio di quell’apprendimento permanente (lifelong learning) che l’associazione si propone di promuovere attraverso tutte le proposte culturali che offrirà nel corso del 2026.
"Ognuno di noi sa già ascoltare la musica, e l’ascolto è per ciascuno un’esperienza ricca e personale - ha spiegato il prof. Maurizio Fasoli - ma la musica colta occidentale è un sistema a volte così complesso che per essere apprezzata fino in fondo necessita di alcune conoscenze teoriche".
Il prof. Fasoli ha accompagnato quindi il pubblico in un viaggio in cui ha introdotto il concetto di Sonata - una composizione per strumento solista, tipicamente in tre movimenti - esemplificando i concetti che ha esposto in tempo reale, grazie ai sette ragazzi del Liceo Musicale che sono diventati i veri protagonisti della serata.
I nuclei tematici e le fasi di esposizione, sviluppo e ripresa delle Sonate del grande compositore tedesco hanno preso forma sotto le dita di Filip Ardean e Luna Bertellini (Sonata in RE maggiore op. 28, rispettivamente primo e secondo movimento), Irene Mainetti e Anna Trerè (Sonata in DO minore op. 13, rispettivamente primo e secondo movimento), Gregorio Ghiglione (Sonata in RE minore op. 31 n. 2, primo movimento), Agata Balossi (Sonata in MI bemolle maggiore op. 81, primo movimento) e Lorenzo Bartesaghi (Sonata in DO diesis minore op. 27 n.2, primo e terzo movimento).
L’interazione dinamica tra il prof. Fasoli e i suoi studenti ha permesso agli ascoltatori di comprendere la struttura delle composizioni, di notare e apprezzare come Beethoven introduca, trasformi e riutilizzi singole cellule musicali e come il genio "non disdegni il modello, ma lo sfrutti con tanto talento e tanta creatività da renderlo nuovo".

Ha chiuso la serata la prof. Emilia Barile, ringraziando professore e studenti per aver offerto anche ai profani la possibilità di conoscere Beethoven e ascoltarlo in modo più attento e consapevole. Un magnifico esempio di quell’apprendimento permanente (lifelong learning) che l’associazione si propone di promuovere attraverso tutte le proposte culturali che offrirà nel corso del 2026.




















