Lecco: la creatività degli alunni dell'IMA in mostra
Oggi e domani, domenica, l’hangar Manzoni di Lecco ospita la mostra Artistima, allestita con opere dei ragazzi della scuola secondaria di primo grado Maria Ausiliatrice.

In tanti, questo pomeriggio, hanno preso parte all’inaugurazione, alla presenza del professor Michele Casadio, della preside dell’istituto Suor Marilisa e del sindaco Mauro Gattinoni accompagnato dalla sua vice nonché assessore alla cultura Simona Piazza.

Il professor Casadio, “mente” dell’iniziativa e curatore della mostra, ne ha raccontato l’origine, presentandola come il risultato di un lungo lavoro da parte degli alunni che unisce didattica e sperimentazione. Ha spiegato, infatti, che, all’interno dell’istituto, i ragazzi di prima media seguono l’arte da un punto di vista più lineare e didattico, in seconda iniziano a sperimentare quanto hanno imparato e durante l’ultimo anno scelgono la forma d’arte che più si avvicina al loro io e la mettono in pratica. In questa mostra si trovano così diverse tecniche di rappresentazione, che ogni studente ha scelto sulla base delle sue preferenze e capacità. “É una mostra dell’arte in cui i ragazzi raccontano qualcosa, non solo di aver imparato qualcosa tecnicamente, ma raccontano anche i loro pensieri, le loro scelte, i loro ragionamenti. Dietro di loro c’è un mondo, che oggi noi possiamo vedere. È importantissima la sperimentazione, ma anche la consapevolezza che si sta facendo qualcosa che ci permetta di trovare e scoprire noi stessi”.
Il professore ha sottolineato l’importanza di dare gli strumenti ai ragazzi, per permettere loro di fare arte non solo a scuola, ma semplicemente per esprimersi in una lingua di bellezza e di pace, in cui ognuno porta sé stesso senza bisogno di competizione.
Il sindaco ha ricordo come Lecco abbia appena festeggiato un anno dal riconoscimento di UNICEF come Città amica dei bambini e dei ragazzi, grazie all’attenzione alla didattica e alle sue associazioni sportive, attenzione dimostrata anche da iniziative come questa mostra.

La preside ha posto l’accento su un’altra dimensione della mostra, quale occasione di dialogo e di percorso: “Oggi i ragazzi mi hanno spiegato le loro esperienze, le loro tecniche e le loro emozioni e io ho imparato qualcosa di nuovo da loro. Quando finiremo questa giornata ci saremo arricchiti, perché avremo appreso qualcosa che non sapevamo prima. Ne usciremo diversi, con la voglia di raccontare agli altri quello che avremo imparato e visto”.

La vice sindaco Simona Piazza ha concluso ricordando che l’arte è un linguaggio che dà modo di esprimersi in maniera diverso rispetto alle parole e di spiegare meglio quello che con le parole spesso non si riesce a dire.

I ragazzi hanno inoltre sperimentato anche con l’intelligenza artificiale, creando delle basi musicali che sono state utilizzate come sottofondo per una mostra variegata, tra arte su legno e acrilico, con soggetti riprodotti dal vivo e astrattismo, tra opere tridimensionali e lettere “antichizzate” con il caffè. Non mancano nemmeno creazioni frutto di percorsi interdisciplinari, come poesie ispirate a un’opera d’arte o quadri realizzati partendo da temi o momenti storici, come la riproduzione fotografica della Primavera di Botticelli o un dipinto rappresentante la paura per la violenza sulle donne.
La mostra resterà aperta domani, domenica 1 marzo, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17.

In tanti, questo pomeriggio, hanno preso parte all’inaugurazione, alla presenza del professor Michele Casadio, della preside dell’istituto Suor Marilisa e del sindaco Mauro Gattinoni accompagnato dalla sua vice nonché assessore alla cultura Simona Piazza.

Il professor Casadio, “mente” dell’iniziativa e curatore della mostra, ne ha raccontato l’origine, presentandola come il risultato di un lungo lavoro da parte degli alunni che unisce didattica e sperimentazione. Ha spiegato, infatti, che, all’interno dell’istituto, i ragazzi di prima media seguono l’arte da un punto di vista più lineare e didattico, in seconda iniziano a sperimentare quanto hanno imparato e durante l’ultimo anno scelgono la forma d’arte che più si avvicina al loro io e la mettono in pratica. In questa mostra si trovano così diverse tecniche di rappresentazione, che ogni studente ha scelto sulla base delle sue preferenze e capacità. “É una mostra dell’arte in cui i ragazzi raccontano qualcosa, non solo di aver imparato qualcosa tecnicamente, ma raccontano anche i loro pensieri, le loro scelte, i loro ragionamenti. Dietro di loro c’è un mondo, che oggi noi possiamo vedere. È importantissima la sperimentazione, ma anche la consapevolezza che si sta facendo qualcosa che ci permetta di trovare e scoprire noi stessi”.
Il professore ha sottolineato l’importanza di dare gli strumenti ai ragazzi, per permettere loro di fare arte non solo a scuola, ma semplicemente per esprimersi in una lingua di bellezza e di pace, in cui ognuno porta sé stesso senza bisogno di competizione.

La preside ha posto l’accento su un’altra dimensione della mostra, quale occasione di dialogo e di percorso: “Oggi i ragazzi mi hanno spiegato le loro esperienze, le loro tecniche e le loro emozioni e io ho imparato qualcosa di nuovo da loro. Quando finiremo questa giornata ci saremo arricchiti, perché avremo appreso qualcosa che non sapevamo prima. Ne usciremo diversi, con la voglia di raccontare agli altri quello che avremo imparato e visto”.

La vice sindaco Simona Piazza ha concluso ricordando che l’arte è un linguaggio che dà modo di esprimersi in maniera diverso rispetto alle parole e di spiegare meglio quello che con le parole spesso non si riesce a dire.

I ragazzi hanno inoltre sperimentato anche con l’intelligenza artificiale, creando delle basi musicali che sono state utilizzate come sottofondo per una mostra variegata, tra arte su legno e acrilico, con soggetti riprodotti dal vivo e astrattismo, tra opere tridimensionali e lettere “antichizzate” con il caffè. Non mancano nemmeno creazioni frutto di percorsi interdisciplinari, come poesie ispirate a un’opera d’arte o quadri realizzati partendo da temi o momenti storici, come la riproduzione fotografica della Primavera di Botticelli o un dipinto rappresentante la paura per la violenza sulle donne.
La mostra resterà aperta domani, domenica 1 marzo, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17.
G.I.




















