Redditi bassi, casa sempre più lontana e spese sanitarie in aumento: i dati di CGIL e CAAF evidenziano le criticità sociali della provincia di Lecco

Martedì 3 marzo, presso la sala convegni del Palataurus, la CGIL e il CAAF di Lecco hanno presentato l’analisi dei dati fiscali relativi al 2025. Lo studio si basa su un campione significativo di 53.808 persone e ha rappresentato un punto di osservazione privilegiato sulle dinamiche economiche e sociali della provincia di Lecco. Pur non trattandosi di valori assoluti, i dati raccolti costituiscono indicatori di tendenza utili a comprendere lo stato di salute del territorio e le principali criticità che interessano lavoratrici, lavoratori e pensionati. Si tratta di alcuni dei dati che sono stati ritenuti più significativi e utili da divulgare in questo comunicato; non sono esaustivi di tutte le informazioni disponibili, ma offrono indicazioni importanti sulle tendenze sociali ed economiche del territorio.
Dall’analisi è emerso un quadro che, dal punto di vista sindacale, evidenzia con chiarezza le difficoltà crescenti che colpiscono in particolare i giovani e la popolazione anziana, confermando un contesto di forte fragilità sociale ed economica.
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Emergenza salariale ancora attuale
I dati evidenziano come l’emergenza retributiva sia ancora fortemente presente. Una quota rilevante di lavoratrici, lavoratori e pensionati dichiara redditi inferiori ai 30.000 euro annui, con una forte concentrazione nelle fasce reddituali più basse.
L’analisi per classi di età conferma la fragilità delle giovani generazioni e il progressivo incremento dei livelli reddituali nel corso della vita lavorativa: il reddito medio lordo annuo nella fascia tra i 21 e i 30 anni si attesta a 19.430 euro; tra i 31 e i 40 anni raggiunge 25.460 euro; mentre nella fascia compresa tra i 41 e i 50 anni si colloca a 27.550 euro lordi.
Si tratta di livelli che, in molti casi, risultano insufficienti a sostenere l’aumento del costo della vita, delle utenze e dei servizi essenziali. La questione salariale resta dunque centrale e incide direttamente sulla qualità della vita delle famiglie lecchesi, con effetti particolarmente evidenti sui giovani lavoratori e, più in generale, su tutte le fasce di popolazione esposte alla perdita di potere d’acquisto.
Casa: un traguardo sempre più tardivo
La casa si conferma un bene primario e uno degli obiettivi fondamentali nella vita delle persone. Tuttavia, l’indagine evidenzia come l’età media di acquisto della prima abitazione continui a spostarsi in avanti: oggi si compra casa prevalentemente tra i 32 e i 37 anni. Le difficoltà di accesso al credito, la precarietà lavorativa e livelli reddituali non adeguati rendono più complesso, soprattutto per le giovani generazioni, accedere a un investimento così rilevante e costruire un percorso di autonomia e stabilità.
Spese sanitarie in crescita
Un altro dato significativo riguarda l’aumento delle spese per la salute. Considerando il solo servizio di dichiarazione dei redditi Modello 730, su circa 30.000 persone ben 20.283 hanno sostenuto spese mediche, una percentuale particolarmente elevata. Circa la metà di queste riguarda pensionati. Il dato segnala un crescente bisogno di assistenza sanitaria, sempre più spesso soddisfatto ricorrendo al sistema privato. L’indagine, inoltre, si riferisce a quella parte della popolazione che ha avuto una disponibilità economica sufficiente ad affrontare tali spese; permane tuttavia il problema di chi, non disponendo delle risorse necessarie, è costretto ad affidarsi alle lunghe liste di attesa della sanità pubblica o, in alcuni casi, a rinunciare alle cure. In questo contesto emerge con forza la necessità di rafforzare e rilanciare il sistema sanitario pubblico, quale presidio fondamentale di equità e coesione sociale.
Il sistema sanitario privato non può diventare sostitutivo di quello pubblico, poiché rischia di accentuare le disuguaglianze nell’accesso alle cure e di compromettere il principio universalistico del diritto alla salute. Questo elemento solleva una riflessione rilevante sull’accessibilità universale alle cure e sulla tenuta complessiva del sistema sanitario, con effetti particolarmente critici per la popolazione anziana.
Riduzione delle detrazioni edilizie: rischio per il settore
Ulteriore motivo di preoccupazione deriva dalla scelta del Governo italiano di ridurre le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie e per il risparmio energetico dal 50% al 36%. Negli ultimi anni tale strumento ha favorito la riqualificazione del patrimonio abitativo, rappresentando una leva importante per la stabilità del comparto edilizio e per la promozione di interventi in chiave di sostenibilità ambientale.
Nel territorio lecchese operano circa 640 imprese edili, con una media di quattro addetti ciascuna, molte delle quali attive nel settore delle ristrutturazioni. Il ridimensionamento dell’incentivo rischia di mettere in difficoltà il comparto, rallentando gli obiettivi di efficienza energetica e di miglioramento ambientale, con possibili ripercussioni sull’occupazione e sulla qualità del lavoro.
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Scelte sull’8, 5 e 2 per mille e partecipazione
Dall’analisi delle scelte relative all’8, 5 e 2 per mille emerge una significativa attenzione verso la destinazione delle risorse agli enti religiosi e al volontariato, mentre rimane marginale la quota destinata ai partiti politici. Il dato appare coerente con un diffuso atteggiamento di distanza e sfiducia nei confronti della rappresentanza politica. Proprio a partire da questa evidenza, CGIL e CAAF richiamano la necessità di rafforzare la partecipazione democratica e il coinvolgimento delle cittadine e dei cittadini nei processi decisionali, sottolineando l’importanza della partecipazione al voto e al confronto pubblico sui temi sociali e del lavoro.
Un quadro che richiede risposte strutturali
L’insieme dei dati restituisce l’immagine di un territorio dinamico ma attraversato da rilevanti criticità sociali. Redditi insufficienti, difficoltà di accesso alla casa, crescita delle spese sanitarie e incertezza economica delineano condizioni che colpiscono in modo particolare le giovani generazioni e i pensionati, ampliando disuguaglianze e fragilità.
Per la CGIL e il CAAF di Lecco questi elementi confermano l’urgenza di politiche pubbliche e scelte economiche orientate alla tutela del lavoro, al rafforzamento del sistema sanitario pubblico, al sostegno dei redditi e alla promozione dell’equità sociale, al fine di garantire maggiore sicurezza e dignità alle persone e alle famiglie del territorio.
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