Vertenza Carcano Antonio: tavolo al Ministero dopo la vendita. Enrico Azzaro (UIL): “Nessun piano presentato, le preoccupazioni restano”
Si è svolto ieri a Roma, presso la sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il tavolo sulla vertenza Carcano Antonio S.pa. in seguito alla vendita delle quote di maggioranza a Luminovo Aluminium Ltd, gruppo con sede a Hong Kong.
Carcano Antonio Spa, tra i principali operatori europei nella produzione e trasformazione di laminati di alluminio destinati in particolare all’industria alimentare, dolciaria e farmaceutica, occupa oggi oltre 500 addetti nei tre siti produttivi di Mandello del Lario, Delebio e Andalo Valtellino con un indotto importante sui territori di Lecco e della Valtellina.
Per questo c'era molta attesa rispetto all'incontro di martedì, convocato da Giampiero Castano per il Ministero, che ha visto partecipare azienda, istituzioni e sindacati. Per Carcano erano presenti il direttore esecutivo Angelino con il responsabile delle relazioni sindacali Michetti.

“In seguito al passaggio di proprietà, avremo voluto avere delle rassicurazioni che, di fatto, non sono arrivate” spiega Enrico Azzaro segretario UIL Lombardia, al tavolo insieme a Guglielmo Gambardella della segreteria nazionale UILM. Collegati da remoto anche il segretario Gabriella Trogu e Igor Gianoncelli della UILM Lario, con Angelo Volonté della RSU.
L'operazione di vendita del 51,58% di Carcano Antonio a Luminovo Aluminium Ltd, è stata sottoposta all’esercizio del golden power da parte del Governo, a conferma del carattere strategico del settore dell’alluminio per il sistema industriale nazionale.
Il protrarsi per mesi della procedura ha alimentato incertezza e preoccupazione tra i lavoratori. “L’ingresso di Luminovo Aluminium Ltd non è neutro – continua Azzaro - Un'azienda asiatica che acquisisce un player europeo nel converting dell’alluminio può avere tre obiettivi: presidio commerciale europeo, integrazione verticale, trasferimento progressivo di valore verso altri siti. Abbiamo la necessità come parti sociali di capire la volontà della società è come intende prendere di petto un situazione che vede un indebitamento importante. Su questo non abbiamo avuto risposta”.
“Dove si colloca il centro decisionale effettivo delle scelte industriali: in Italia o presso la holding di Hong Kong? Questo sarebbe stato il primo punto da chiarire oggi – aggiunge Azzaro - Quando non c’è un piano scritto, il rischio è sempre che il piano sia già deciso altrove. Il MiMit ha compreso pienamente le preoccupazioni e la delicatezza del passaggio di proprietà e attraverso il Direttore dell’unità di crisi Castano e’ arrivato un segnale importante”.
E' stato infatti già convocato un nuovo incontro a Roma il prossimo 31 marzo. “Tuttavia rimangono in essere tutte una serie di preoccupazioni a partire dalla gestione della cassa integrazione, particolarmente importante nel sito di Mandello del Lario, su quali siti e soprattutto per quanto tempo. Tutte domande rimaste in sospeso in assenza di un progetto industriale sempre più indispensabile - conclude Azzaro - E' importante capire anche il debito di 50 milioni, all'origine della crisi dell'azienda, da chi sarà pagato. Anche su questo non abbiamo avuto risposte”
Carcano Antonio Spa, tra i principali operatori europei nella produzione e trasformazione di laminati di alluminio destinati in particolare all’industria alimentare, dolciaria e farmaceutica, occupa oggi oltre 500 addetti nei tre siti produttivi di Mandello del Lario, Delebio e Andalo Valtellino con un indotto importante sui territori di Lecco e della Valtellina.
Per questo c'era molta attesa rispetto all'incontro di martedì, convocato da Giampiero Castano per il Ministero, che ha visto partecipare azienda, istituzioni e sindacati. Per Carcano erano presenti il direttore esecutivo Angelino con il responsabile delle relazioni sindacali Michetti.

Il polo produttivo di Mandello in una foto tratta dal sito internet dell'azienda
“In seguito al passaggio di proprietà, avremo voluto avere delle rassicurazioni che, di fatto, non sono arrivate” spiega Enrico Azzaro segretario UIL Lombardia, al tavolo insieme a Guglielmo Gambardella della segreteria nazionale UILM. Collegati da remoto anche il segretario Gabriella Trogu e Igor Gianoncelli della UILM Lario, con Angelo Volonté della RSU.
L'operazione di vendita del 51,58% di Carcano Antonio a Luminovo Aluminium Ltd, è stata sottoposta all’esercizio del golden power da parte del Governo, a conferma del carattere strategico del settore dell’alluminio per il sistema industriale nazionale.
Il protrarsi per mesi della procedura ha alimentato incertezza e preoccupazione tra i lavoratori. “L’ingresso di Luminovo Aluminium Ltd non è neutro – continua Azzaro - Un'azienda asiatica che acquisisce un player europeo nel converting dell’alluminio può avere tre obiettivi: presidio commerciale europeo, integrazione verticale, trasferimento progressivo di valore verso altri siti. Abbiamo la necessità come parti sociali di capire la volontà della società è come intende prendere di petto un situazione che vede un indebitamento importante. Su questo non abbiamo avuto risposta”.
“Dove si colloca il centro decisionale effettivo delle scelte industriali: in Italia o presso la holding di Hong Kong? Questo sarebbe stato il primo punto da chiarire oggi – aggiunge Azzaro - Quando non c’è un piano scritto, il rischio è sempre che il piano sia già deciso altrove. Il MiMit ha compreso pienamente le preoccupazioni e la delicatezza del passaggio di proprietà e attraverso il Direttore dell’unità di crisi Castano e’ arrivato un segnale importante”.
E' stato infatti già convocato un nuovo incontro a Roma il prossimo 31 marzo. “Tuttavia rimangono in essere tutte una serie di preoccupazioni a partire dalla gestione della cassa integrazione, particolarmente importante nel sito di Mandello del Lario, su quali siti e soprattutto per quanto tempo. Tutte domande rimaste in sospeso in assenza di un progetto industriale sempre più indispensabile - conclude Azzaro - E' importante capire anche il debito di 50 milioni, all'origine della crisi dell'azienda, da chi sarà pagato. Anche su questo non abbiamo avuto risposte”





















