L'ordine pubblico dipende dallo Stato Italiano

La vicenda dell'accoltellamento  ha suscitato un naturale e preoccupato dibattito in città sul tema sicurezza legato, nella maggior parte dei casi, all'immigrazione clandestina.
E' un problema complesso che l'attuale governo, nonostante i roboanti proclami non è ancora riuscito ad arginare ma soprattutto a gestire con politiche migratorie incisive e lungimiranti, abbandonando la strada della prevenzione per sposare la repressione ad ogni livello.
Basta dare un'occhiata ai dati forniti dal Ministero dell'interno per rendersi conto di quanto il fenmeno immigratorio non sia diminuito in quesi anni di Governo Meloni.
Negli anni 2023/2024/2025 il numero gli immigrati irregolari sono stati più di 290.000ca con  un numero esiguo di rimpatri in media di 5000 all'anno.
Il povero Mohamoud Amer inoltre era in possesso di un foglio di via mai eseguito e quindi era sul nostro territorio "a piede libero".
Un dato ci dovrebbe far riflettere.
Il dato strutturale, spesso ignorato nel dibattito pubblico, è che solo una parte degli ordini di lasciare il territorio si traduce effettivamente in un rimpatrio. In Italia la percentuale si aggira intorno al 20%, come certificato dalla Corte dei  Conti a fronte di oltre 25mila provvedimenti di espulsione, 
Il resto delle persone rimane sul territorio, spesso in una condizione di irregolarità prolungata.
Cosi come sul territorio rimangono migliaia di persone che, politiche migratorie escludenti e  prassi burocratiche dai tempi biblici, hanno trasformato in "invisibili senza dimora"  creando così le premesse per quei fenomeni di microcriminalità che ormai interessano tutte le città.
Sappiamo tutti che la questione dell'ordine pubblico non dipende dal singolo comune ma dallo Stato Italiano!
E' necessario l'incremento di forze dell'ordine che servono come il pane nelle nostre strade e nelle stazioni, per il presidio del territorio ma sappiamo anche che non sarà sufficiente a governare questi fenomeni.
Ancora più urgente è mettere in atto rapide procedure che diano la possibilità alla stragrande maggioranza di immigrati di dotarsi dei documenti necessari per poter togliersi dalla strada, lavorare e raggiungere un'autonomia di vita, nonchè politiche serie, e non solo proclami, che rendano immediatamente esecutivi, celeri ed  indifferibili i provvedimenti di espulsione.
Andrea Frigerio, Pres. Italia Viva Lecco
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.