Lecco: negoziante e sportivo, addio a Antonio Brambilla, 47 anni

Qualcuno, con la tristezza negli occhi, parlava di lui a bassa voce già ieri sera sulle tribune dello stadio Rigamonti-Ceppi, mentre il Lecco si apprestava a scendere in campo contro il Renate: su quegli spalti, del resto, è stato a lungo una presenza fissa, anche se ultimamente aveva dovuto assentarsi per un po' per stare vicino all'amata mamma, poi venuta a mancare sul finire del 2025. Chi quest'oggi si è imbattuto nel suo necrologio, però, non voleva credere che davvero quel malessere improvviso accusato nei giorni scorsi avesse potuto avere un esito tanto tragico, soprattutto in un arco di tempo così breve.
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È profondo il cordoglio in città per la prematura scomparsa di Antonio Brambilla, 47 anni, titolare dello storico negozio di cornici in via Baracca, al Caleotto, che aveva ereditato dal padre Giorgio continuando a portare avanti, sulle sue orme, un mestiere artigianale sempre più raro ma proprio per questo estremamente prezioso: un'attività di cui andava giustamente molto fiero, dove accoglieva spesso, oltre ai "semplici" clienti, anche artisti di fama con le loro opere, sportivi (e loro fan) con maglie o divise da incorniciare - tra cui diversi calciatori blucelesti -, così come giovani studenti desiderosi di conservare al meglio diplomi e tesi di laurea, solo per citare qualche esempio.
Grande appassionato di pallone, dopo aver giocato per anni aveva intrapreso la carriera da allenatore guidando soprattutto formazioni giovanili del territorio, a cominciare dalla "sua" Maggianico fino ad approdare all'Olginatese e alla Cisanese. Sua anche l'idea di fondare insieme ad alcuni amici, nel 1999, il Parma Club Lecco, in omaggio alla squadra emiliana che all'epoca disputava le massime competizioni europee e poteva vantare giocatori poi passati alla storia come Gianluigi Buffon, Lilian Thuram ed Hernán Crespo: impossibile dunque dimenticare la sua emozione quando, due stagioni fa, ad affrontare il "suo" Parma in Serie B fu proprio il Lecco, capace addirittura di batterlo allo stadio Rigamonti-Ceppi in una partita epica terminata 3 a 2 per poi, cinque mesi dopo, perdere 4 a 0 al "Tardini" - che di lì a poco avrebbe festeggiato il meritato ritorno in A - ufficializzando la retrocessione in Lega Pro.
Piccoli grandi momenti di vita sportiva che Antonio aveva vissuto con grande intensità, con quel sorriso che lo illuminava sempre parlando delle sue passioni - tra cui la corsa in montagna, alla quale aveva iniziato a dedicarsi negli scorsi anni - e quella genuina capacità di intessere relazioni che lo accompagnava in ogni attività. La notizia della sua improvvisa scomparsa, dunque, ha suscitato sconcerto e dolore tra le tante persone che avevano avuto il piacere di conoscerlo e volergli bene, rimaste attonite, come detto, di fronte a una fine tanto rapida e del tutto inattesa.
Brambilla lascia la moglie Rossana, il papà Giorgio, i suoceri Saulo e Anna con tutti gli amici. Le esequie saranno celebrate venerdì 6 marzo alle 15.30 nella chiesa parrocchiale di San Giorgio ad Acquate, dopodiché il feretro - attualmente composto presso la Casa Funeraria Galli - sarà accompagnato alla cremazione.
B.P.
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