Lecco: cliente minaccia anche con foto intime un consulente finanziario, a processo per tentata estorsione
Sfilata di consulenti finanziari e colleghi di staff, quest'oggi, al cospetto del giudice del Tribunale di Lecco Paolo Salvatore, sul cui tavolo è approdato un fascicolo per tentata estorsione, a carico di un uomo, classe 1950 che, da quel che si è appreso in aula, stando al quadro accusatorio, avrebbe preteso da un operatore di cui era cliente 14.000 euro, quale differenza tra il capitale che gli aveva inizialmente affidato per un investimento (80.000 euro) e lo stato di fatto (66.000 euro), minacciandolo, in caso di inadempimento, facendo leva anche su una foto intima e una chat privata di cui sarebbe entrato in possesso grazie… a sua figlia. Quest'ultima, infatti, assistente personale del family banker (costituito parte civile) nonché segretaria nell'ufficio condiviso con i colleghi in città, avrebbe intrecciato con lo stesso una relazione extraconiugale.
Siamo nei giorni a cavallo tra il 2022 ed il 2023. "Altrimenti passerai un brutto Natale", una delle frasi che sarebbero state pronunciate per spingere il consulente a liquidare la posizione, con alcuni dialoghi intercorsi poi con l'imputato registrati e prodotti quest'oggi agli atti, mentre nel corso dell'udienza tanto si è parlato di una cartelletta (blu a detta di una professionista escussa) con la quale il 75enne ora a giudizio si sarebbe presentato presso la sede lavorativa dell'operatore finanziario, anche in sua assenza, per mostrare poi un'immagine dei suoi genitali e le stampe di quelli che avrebbe presentato come i messaggi scambiati dall'uomo con la figlia, poi licenziata e arrivata a denunciare il suo ex capo, con fascicolo però finito per essere archiviato. "Faccio vedere tutte queste cose a tua moglie" avrebbe detto ancora l'imputato al consulente finanziario che già aveva però raccontato tutto alla consorte, come confermato anche dalla donna. "So che mio marito ha avuto una relazione extraconiugale e quando ha deciso di chiudere, sono iniziate le minacce", ha sintetizzato la testimone chiamata dal vpo Pietro Bassi a ricordare quando a sua conoscenza, riferendo anche rispetto al denaro preteso dal 75enne e rispetto a due telefonate ricevute, una sul suo numero mentre si trovava a casa ed una su quello del marito mentre insieme si stavano recando in montagna. Imbarazzo palpabile, poi, da parte dei colleghi che, chi più, chi meno, hanno aggiunto altre pennellate al racconto, con il processo infine aggiornato al prossimo 8 aprile quando sarà sentita anche la figlia dell'imputato, originalmente sua co-indagata, già uscita di scena, patteggiando.

A.M.




















