Palese il fallimento delle politiche di ingresso nel nostro Paese

Pochi giorni fa nella nostra città un ragazzo poco più che ventenne ha perso la vita a causa di un episodio violento. Il colpevole è stato individuato e arrestato dopo pochi minuti dai carabinieri grazie anche al sistema di videosorveglianza dell’Amministrazione Comunale. Due vite spezzate e un pensiero che va alle famiglie e agli amici di questi ragazzi.
A chi fa politica e amministra il compito di capire il contesto e le motivazioni che portano ad un episodio così grave e sopratutto mettere in campo tutte le iniziative necessarie perché fatti simili non si ripetano.
Cominciamo col ricordare un principio fondamentale: l’ordine pubblico e la tutela della sicurezza dei cittadini è di competenza del Governo e in particolar modo del ministero degli Interni.
In questi tre anni di governo del centrodestra sono stati introdotti decine di nuovi reati, sono state inasprite le pene eppure la percezione di insicurezza da parte dei cittadini è peggiorata.
Per prevenire questi tipi di reati servirebbe una maggiore presenza sul territorio delle forze dell’ordine che invece sono costantemente sottorganico.
Tuttavia ciò non basta, occorre andare un po’ più a fondo per provare a capire questi episodi. Quando questi episodi coinvolgono giovani con percorsi migratori è lecito chiedersi per chi arriva in Italia come sia messo nelle condizioni di integrarsi e portare un contributo positivo alla collettività.
Una volta usciti dal sistemi di tutela per minori questi ragazzi si trovano senza rete adulta di riferimento, senza documenti che consentano loro di cercare un lavoro, senza la possibilità di trovare casa e, spesso, quando si vive per la strada e si ricorre a piccoli sotterfugi per sopravvivere si finisce in situazioni ambigue e potenzialmente criminali.
È la palese dimostrazione del fallimento delle politiche di ingresso nel nostro Paese dalla legge Bossi - Fini del 2002 in avanti.
Nonostante questo la nostra comunità in questi anni ha saputo accogliere e integrare migliaia di donne uomini che fuggivano da guerre e da situazioni economiche disastrose per assicurare ai propri figli un futuro migliore. È quello che hanno fatto i nostri nonni e bisnonni nel secolo scorso.

Nella nostra città c’è un mondo del volontariato straordinario che assieme alle istituzioni, tanto ha fatto e continua a fare per aiutare queste persone. Questa è la strada da seguire assieme alla legittima aspettativa che le forze dell’ordine siano messe nelle condizioni di far rispettare le regole.
 
 
Alberto Anghileri, capogruppo AVS - Cambia Lecco
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