Zona Rossa in Centro: bene per l’emergenza, ma la Politica deve andare alla radice
Credo che la decisione assunta dal Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, in questo momento e come risposta immediata a quanto successo, possa costituire un’azione positiva, d’altro canto le istituzioni preposte, Prefettura, Questura e Forze dell’Ordine sanno fare e fanno già bene il loro mestiere e quindi hanno tutti gli elementi per un’approfondita valutazione della situazione alla base di tale scelta.
La riflessione è da fare sul fatto che tutte le scelte forti che si assumono nella contingenza di fatti gravi e drammatici, l’accoltellamento e la morte di una giovane vita lo è, hanno valore e possono incidere nell’immediatezza dei fatti stessi. Certamente contribuiscono al recupero della percezione di maggior sicurezza da parte dei cittadini, che ne hanno diritto, ma non risolvono il problema.
Nel medio periodo il rischio è quello si spostare solamente il problema altrove in città, ma non si può immaginare nemmeno di allargare continuamente i limiti della Zona Rossa verso una città tutta rossa! Maggiore impegno deve prodursi invece sul versante preventivo, è qui che l’amministrazione pubblica, e più in generale tutta la politica, deve spendersi, e spendere il massimo sforzo, nella direzione di contribuire a costruire una maggior coesione sociale, vero fattore di prevenzione.
È vero che a Lecco non siamo all’anno zero, ma c’è grande spazio. Ogni amministrazione deve fare i conti, per tutto, con le risorse non infinite, ma la scelta delle priorità di destinazione delle stesse dice della volontà di affrontare seriamente i problemi.
Anziché rilanciare una militarizzazione della città credo sia prioritario unirsi tutti, al di là delle bandiere, affinché alle forze dell’ordine, che conoscono bene il territorio e già vi operano egregiamente, siano garantite tutte le risorse necessarie per continuare il loro compito: uomini, mezzi, strutture, tecnologie.
In conclusione, la sicurezza dei cittadini viene prima di tutto perché ha a che fare col valore primario della libertà. Se in una fase critica servono controlli straordinari come la “zona rossa”, è giusto che lo Stato intervenga con decisione. Ma non possiamo pensare che la sicurezza di Lecco si costruisca solo con misure emergenziali. Serve invece più presidio stabile del territorio, più cura degli spazi pubblici, una città viva anche la sera.
Infine, ma non ultimo, più risorse e più sostegno sul versante educativo, soprattutto valorizzando i tanti che già vi operano. L’obiettivo non è avere solo zone sorvegliate, ma una città in cui ogni quartiere sia sicuro e vissuto. Una città più unita è anche una città più sicura.
La riflessione è da fare sul fatto che tutte le scelte forti che si assumono nella contingenza di fatti gravi e drammatici, l’accoltellamento e la morte di una giovane vita lo è, hanno valore e possono incidere nell’immediatezza dei fatti stessi. Certamente contribuiscono al recupero della percezione di maggior sicurezza da parte dei cittadini, che ne hanno diritto, ma non risolvono il problema.
Nel medio periodo il rischio è quello si spostare solamente il problema altrove in città, ma non si può immaginare nemmeno di allargare continuamente i limiti della Zona Rossa verso una città tutta rossa! Maggiore impegno deve prodursi invece sul versante preventivo, è qui che l’amministrazione pubblica, e più in generale tutta la politica, deve spendersi, e spendere il massimo sforzo, nella direzione di contribuire a costruire una maggior coesione sociale, vero fattore di prevenzione.
È vero che a Lecco non siamo all’anno zero, ma c’è grande spazio. Ogni amministrazione deve fare i conti, per tutto, con le risorse non infinite, ma la scelta delle priorità di destinazione delle stesse dice della volontà di affrontare seriamente i problemi.
Anziché rilanciare una militarizzazione della città credo sia prioritario unirsi tutti, al di là delle bandiere, affinché alle forze dell’ordine, che conoscono bene il territorio e già vi operano egregiamente, siano garantite tutte le risorse necessarie per continuare il loro compito: uomini, mezzi, strutture, tecnologie.
In conclusione, la sicurezza dei cittadini viene prima di tutto perché ha a che fare col valore primario della libertà. Se in una fase critica servono controlli straordinari come la “zona rossa”, è giusto che lo Stato intervenga con decisione. Ma non possiamo pensare che la sicurezza di Lecco si costruisca solo con misure emergenziali. Serve invece più presidio stabile del territorio, più cura degli spazi pubblici, una città viva anche la sera.
Infine, ma non ultimo, più risorse e più sostegno sul versante educativo, soprattutto valorizzando i tanti che già vi operano. L’obiettivo non è avere solo zone sorvegliate, ma una città in cui ogni quartiere sia sicuro e vissuto. Una città più unita è anche una città più sicura.
Mauro Fumagalli, Candidato sindaco Orizzonte per Lecco




















