Lecco non può vivere di proroghe: la convenzione con Erba riaccende sul canile
Con la decisione del Consiglio comunale di estendere di un anno la convenzione con la città di Erba per il servizio di canile, il territorio lecchese si trova nuovamente a riflettere sull’assenza di una struttura di riferimento stabile per i cani recuperati non solo nel capoluogo, ma anche nei Comuni limitrofi, Valsassina compresa.
La proroga garantisce continuità nel breve periodo e assicura ricovero, cure veterinarie e percorsi di riabilitazione per gli animali salvati nel territorio. I costi risultano attualmente contenuti — circa 3,50–4 euro al giorno per ogni cane, per un impatto annuale stimato intorno ai 12.000 euro — ma la scadenza annuale dell’intesa ripropone la necessità di individuare una soluzione più strutturale e condivisa. Il tema non è soltanto economico.
Riguarda l’autonomia gestionale, il controllo dei protocolli sanitari, la tempestività degli interventi e, più in generale, la qualità del servizio offerto ai cittadini.
La collaborazione con la città di Erba rappresenta una risposta funzionale nell’immediato, ma è opportuno aprire un dibattito serio e trasparente su una soluzione stabile e sostenibile nel medio-lungo periodo, capace di servire in modo coordinato l’intero territorio.
I benefici di una eventuale struttura stabile sarebbero molteplici: maggiore autonomia nella gestione, tempi di intervento più rapidi, standard di cura uniformi e maggiore trasparenza verso la comunità.
Una struttura ben progettata potrebbe inoltre integrarsi con politiche di prevenzione — come sterilizzazioni e microchippatura — e con iniziative educative e sociali.
Al tempo stesso, è necessario valutare con attenzione i costi di investimento e di gestione.
Per questo motivo riteniamo opportuno avviare uno studio di fattibilità tecnico-economica serio e trasparente che analizzi tutte le possibili opzioni: la realizzazione di una struttura comunale, la creazione di un polo sovracomunale con i Comuni limitrofi oppure forme di gestione in concessione con standard chiari e controllo pubblico effettivo.
Il benessere animale non è un tema marginale: incide sulla prevenzione del randagismo, sulla sicurezza sanitaria, sul decoro urbano e sul rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini. La proroga rappresenta una soluzione temporanea. È necessario però avviare una riflessione programmata e lungimirante, perché il buon governo non è gestione dell’emergenza, ma capacità di pianificare.
La proroga garantisce continuità nel breve periodo e assicura ricovero, cure veterinarie e percorsi di riabilitazione per gli animali salvati nel territorio. I costi risultano attualmente contenuti — circa 3,50–4 euro al giorno per ogni cane, per un impatto annuale stimato intorno ai 12.000 euro — ma la scadenza annuale dell’intesa ripropone la necessità di individuare una soluzione più strutturale e condivisa. Il tema non è soltanto economico.
Riguarda l’autonomia gestionale, il controllo dei protocolli sanitari, la tempestività degli interventi e, più in generale, la qualità del servizio offerto ai cittadini.
La collaborazione con la città di Erba rappresenta una risposta funzionale nell’immediato, ma è opportuno aprire un dibattito serio e trasparente su una soluzione stabile e sostenibile nel medio-lungo periodo, capace di servire in modo coordinato l’intero territorio.
I benefici di una eventuale struttura stabile sarebbero molteplici: maggiore autonomia nella gestione, tempi di intervento più rapidi, standard di cura uniformi e maggiore trasparenza verso la comunità.
Una struttura ben progettata potrebbe inoltre integrarsi con politiche di prevenzione — come sterilizzazioni e microchippatura — e con iniziative educative e sociali.
Al tempo stesso, è necessario valutare con attenzione i costi di investimento e di gestione.
Per questo motivo riteniamo opportuno avviare uno studio di fattibilità tecnico-economica serio e trasparente che analizzi tutte le possibili opzioni: la realizzazione di una struttura comunale, la creazione di un polo sovracomunale con i Comuni limitrofi oppure forme di gestione in concessione con standard chiari e controllo pubblico effettivo.
Il benessere animale non è un tema marginale: incide sulla prevenzione del randagismo, sulla sicurezza sanitaria, sul decoro urbano e sul rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini. La proroga rappresenta una soluzione temporanea. È necessario però avviare una riflessione programmata e lungimirante, perché il buon governo non è gestione dell’emergenza, ma capacità di pianificare.
Egle Rosa, Responsabile Dipartimento Benessere Animali Fratelli d’Italia Lecco




















