Valmadrera: spedizione in Kirghizistan per il 75° dell'OSA

La montagna, la musica, le storie di chi ha sfidato pareti e pregiudizi. È stata una serata intensa e carica di emozioni quella organizzata dall’OSA per aprire le celebrazioni per i suoi settantacinque anni di storia, un appuntamento capace di unire passione, memoria e futuro davanti a una sala attenta e coinvolta. Un viaggio tra alpinismo e cultura che ha ricordato quanto la montagna non sia soltanto un luogo fisico da conquistare, ma uno spazio profondo di condivisione e valori.
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In apertura sono arrivati i saluti istituzionali. Don Isidoro, parroco di Valmadrera, ha portato un breve messaggio di vicinanza all’associazione, sottolineando il valore della comunità che si crea attorno alla passione per la montagna.
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Subito dopo è intervenuto il sindaco di Valmadrera, Cesare Colombo, che ha ricordato quanto la presenza dell’Osa rappresenti una realtà importante per il territorio e per la sua tradizione alpinistica.
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A seguire ha preso la parola Antonio Rusconi: “Siate orgogliosi di questa piccola grande storia”, ha detto rivolgendosi ai soci presenti in sala, ricordando anche come nel tempo la montagna sia stata raccontata e vissuta sempre di più anche dalle donne: “È bello che stasera si parli di alpinismo anche al femminile, una cosa che non sempre si fa ma che è parte importante della storia dell’alpinismo italiano e anche del turismo di questo territorio”.
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Il cuore dell’incontro è stato infatti lo spettacolo di Natalia Ratti, musicista professionista e appassionata di montagna, presentata dal presidente Domenico Rusconi. Il loro incontro risale al 2019 sulla cima del Grignone, un momento che ha dato inizio a una conoscenza e poi alla volontà di portare questo spettacolo all’interno delle celebrazioni per i settantacinque anni dell’associazione.
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Ratti ha spiegato al pubblico l’origine dello spettacolo, costruito a partire da testi e testimonianze reali. “Tutte le storie che ascolterete stasera sono ispirate a dei libri, quindi non c’è nulla di inventato, ma semplicemente riarrangiato per poterlo presentare in questo spettacolo”. Un racconto che unisce musica e alpinismo, con brani di musica classica – la sua formazione principale – alternati alle storie di alcune grandi alpiniste. Ogni racconto è stato introdotto da una breve scheda biografica proiettata sullo schermo, seguita dalla narrazione e accompagnata dall’esecuzione musicale al pianoforte. Un connubio tra parole e note che ha dato vita a un racconto intenso, capace di restituire la dimensione più umana delle protagoniste: la fatica, il coraggio, la solitudine delle pareti e la forza di chi ha scelto di salire comunque.
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Il pubblico ha seguito lo spettacolo in un silenzio attento, lasciandosi guidare tra storie e melodie fino al finale, quando la sala è esplosa in un lungo e caloroso applauso. Un momento di grande partecipazione, segno di quanto la serata abbia saputo toccare corde profonde tra i presenti, emozionati per l’intensità del racconto e per la bellezza dell’incontro tra arte e montagna. Lo spettacolo ha accompagnato gli spettatori attraverso diverse storie di montagna, restituendo la forza, il coraggio e spesso anche le difficoltà vissute dalle donne che hanno scritto pagine importanti dell’alpinismo. Racconti che, tra note e parole, hanno dato vita a un percorso emozionante capace di far emergere il lato più umano dell’andare in montagna.
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Alla fine dello spettacolo la sala è esplosa in un lungo applauso, con il pubblico visibilmente emozionato per l’intensità dello spettacolo e per la capacità di intrecciare musica e racconto in un’unica narrazione.
Prima dei saluti finali è arrivato anche l’annuncio di una nuova avventura che vedrà protagonisti alcuni dei soci più giovani dell’Osa. Il presidente Domenico Rusconi ha infatti comunicato che il 25 aprile nove ragazzi dell’associazione - Irene Girola, Chiara Gusmeroli, Marco Rusconi, Mattia Dell’Oro, Niccolò Dell’Oro, Matteo Riva, Gianluca Riva e Luca Dell’Oro - partiranno per una spedizione di scialpinismo in Kirghizistan, dove resteranno fino al 9 maggio.
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“Ci è venuto in mente ormai circa un anno fa di fare qualcosa in ambito alpinistico per la nostra società”, hanno raccontato i giovani alpinisti spiegando l’origine del progetto. Un viaggio che avrà anche un significato simbolico, perché porterà con sé il nome di un’associazione che da 75 anni vive e promuove la montagna. “Andremo a rappresentare l’OSA, che è una società con una lunga storia e che ha visto passare tanti alpinisti di valore. Per noi è una grande responsabilità”. La scelta della meta non è stata casuale. Il gruppo ha deciso di puntare sul Kirghizistan, nel cuore dell’Asia centrale, proprio per cercare uno scialpinismo più esplorativo e lontano dalle destinazioni più frequentate. “Volevamo allontanarci dalle masse e dalle mete turistiche, tornare a uno scialpinismo più esplorativo, usando gli sci come mezzo per scoprire vallate selvagge e poco battute”.
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La spedizione si dividerà in due momenti principali. Nei primi giorni il gruppo si muoverà nella valle dello Sary-Jaz, nella parte più orientale del Paese vicino ai confini con Cina e Kazakistan, una zona particolarmente remota dove cercheranno nuove linee con gli sci e proveranno, se possibile, a salire anche oltre i cinquemila metri. Successivamente si sposteranno nella valle di Arabel, un’area più frequentata ma comunque ricca di grandi possibilità per lo scialpinismo e le lunghe discese.
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La serata si è conclusa tra lunghi e sentiti applausi, con il pubblico coinvolto ed emozionato per lo spettacolo. I complimenti sono stati rivolti in particolare a Natalía Ratti, protagonista dell’incontro, che con il suo pianoforte e la sua voce ha saputo dare vita alle storie delle grandi alpiniste portandole sul palco con sensibilità e profondità. Applausi e incoraggiamenti anche per i giovani soci dell’OSA pronti a partire per la spedizione in Kirghizistan.
Gloria Draghi
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