Bonni tedoforo a Verona per le Paralimpiadi: 'vi farò sapere quali nuove sfide proverò a lanciare a me stesso'
Con lui c'era la sua famiglia. Anzi le sue famiglie. Quella d'origine, che non lo lascia mai, come del resto Lisa, la sua fidanzata e ulteriore anello di congiunzione, da atleta lei stessa, con l'altra famiglia, quella della ginnastica, con il legame cementato non dal sangue che scorre nelle vene, ma dal sudore versato in palestra, come della risate negli spogliatoi.
E poi ancora, rappresentata dai volontari del soccorso che lo hanno "scortato" a Verona, aveva accanto anche la famiglia che lo ha accolto dal terribile incidente alle Universiadi di Essen, quella degli operatori sanitari e dei professionisti della riabilitazione che lo stanno accompagnando dall'estate scorsa.
Lorenzo Bonicelli non era solo, ieri, nel compiere i suoi 200 metri da tedoforo, poche ore prima dell'apertura, all'Arena della città dell'amore, dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
Indosso la divisa d'ordinanza, gli stessi colori portati dai Ragni in vetta alla Grignetta e dal dottor Piero Poli nell'accendere il braciere nella nostra Lecco. Quella tuta che, per le Paralimpiadi, ha avuto l'onore di vestire anche la calolziese Giada Canino, plurimedagliata campionessa di danza.
Poi il "kiss" con la torcia di chi lo ha preceduto e via, con Lisa a spingere la carrozzina e quell'Insieme a Bonni, diventato motto della "sua" Ghislanzoni Gal di Lecco e non solo, che, nelle foto e nei video che immortalano l'esperienza, sembra materializzarsi su quel breve tratto di via dei Mille.
E sembrano prendere corpo anche le parole pronunciate dallo stesso Lorenzo pochi giorni fa, all'inaugurazione, all'Ospedale Niguarda, della nuova piscina dell’Unità Spinale, struttura di riferimento per la presa in carico delle persone con lesioni midollari: “sono circondato, purtroppo, da persone che hanno storie difficili, storie di traumi, di dolore ma qui, nonostante tutto, vedo speranza e voglia di rivincita. Grazie alle persone straordinarie che ci dedicano quotidianamente la loro vita, che ci fanno sentire tutti parte di una grande squadra, quella dell’Unita Spinale Unipolare. Io sono nato atleta, mi sento tuttora un atleta e nel mio futuro continuo a vedermi come un atleta. Al momento sto affrontando il mio percorso di riabilitazione, devo ancora trovare quella che sarà la mia futura strada, ma quando si è cresciuti con la voglia di superare sempre i propri limiti, come ho fatto io per ventitré anni, non si può più cambiare mentalità. Sono abituato a superare ogni tipo di ostacolo, vi faro sapere, spero molto presto, quali nuove sfide proverò a lanciare a me stesso. Intanto ringrazio il prof. Spinelli e il suo staff che mi sono accanto”.
Le gare, iniziate oggi, oltre tutti i limiti, saranno sicuramente sostegno per questo nuovo progetto.


Indosso la divisa d'ordinanza, gli stessi colori portati dai Ragni in vetta alla Grignetta e dal dottor Piero Poli nell'accendere il braciere nella nostra Lecco. Quella tuta che, per le Paralimpiadi, ha avuto l'onore di vestire anche la calolziese Giada Canino, plurimedagliata campionessa di danza.
Poi il "kiss" con la torcia di chi lo ha preceduto e via, con Lisa a spingere la carrozzina e quell'Insieme a Bonni, diventato motto della "sua" Ghislanzoni Gal di Lecco e non solo, che, nelle foto e nei video che immortalano l'esperienza, sembra materializzarsi su quel breve tratto di via dei Mille.

Le gare, iniziate oggi, oltre tutti i limiti, saranno sicuramente sostegno per questo nuovo progetto.




















