Sul sorteggio dei Magistrati
Secondo i dati più recenti del Consiglio Superiore della Magistratura, in Italia ci sono circa 9.662 magistrati (inclusi quelli fuori ruolo e i magistrati ordinari in tirocinio).
Nella proposta di riforma del Governo (che prevede la separazione delle carriere e due CSM con membri estratti a sorte), il sorteggio dei membri “togati” avverrebbe tra tutti i magistrati della categoria interessata. I magistrati, divisi in due grandi gruppi, sono così distribuiti:
1. Giudici, oltre 7.000;
2. Pubblici Ministeri, oltre 2.000
3. Totale 9.600 magistrati.
Con la riforma proposta da parte della maggioranza di governo, la probabilità media per un singolo magistrato di essere estratto su 9.600, è la seguente:
· Giudici + PM è pari a 0,42%, circa 1 su 240 magistrati. (Calcolo: 1/9600 * 100 = 0,0104% circa. 0,0104% * 9600 = 1 su 240)
· Giudici (7.000 uguali a 20 estratti ) è ≈ 0,28%, circa 1 su 350. (Calcolo: 1/7000 * 100 = 0,0142% circa. 0,0142% * 7000 = 1 su 350)
· Pubblico Ministero la possibilità è maggiore: 1%, circa 1 su 100. (Calcolo: 1/2000 * 100 = 0,05% circa. 0,05% * 2000 = 1 su 100)
La quasi totalità dei magistrati è iscritta all’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) composta dalle seguenti correnti:
· Magistratura Indipendente → area più conservatrice → 2065 voti (30%);
· Area Democratica per la Giustizia → area progressista → 1803 voti (26%);
· Unicost – Unità per la Costituzione → area centrista → 1560 voti (23%);
· Magistratura Democratica → sinistra giudiziaria → 1081 voti (16%);
· Articolo 101 → gruppo più piccolo e recente → 304 voti (4-5%).
Non tutti i magistrati sono iscritti a una corrente.
· La corrente grande (30%) potrebbe avere 11-13 membri;
· La corrente media (25%) potrebbe avere 8-11 rappresentanti;
· La corrente piccola (15%) potrebbe avere 4-7 rappresentanti;
· La corrente molto piccola (5%) potrebbe avere 0-3 rappresentanti.
Il sistema sorteggio tende quindi a rafforzare le correnti più numerose, rendere potenzialmente instabile la rappresentanza delle correnti minori. Inoltre, alcuni matematici sostengono che nel sorteggio del CSM potrebbe verificarsi una probabilità non trascurabile (circa 15-20%) che una corrente importante resti quasi senza rappresentanza.
Il sorteggio previsto dalla riforma, ”rimuovendo” l’esistenza delle correnti, compie un errore psico-logico, perché, ogni magistrato, essendo iscritto a una corrente, è come se portasse una maglia colorata che lo distingue dall’altro. È il colore della maglia (appartenenza alla corrente) che determina la differenza, non il nome e il cognome del magistrato. È come avere un sacchetto con 100 bilie colorate con quattro colori diversi (70 rosse, 15 blu, 10 bianche, 5 gialle). Il calcolo probabilistico cambia in funzione del maggior numero di appartenenza delle correnti.
Infatti, secondo la legge dei grandi numeri, se si estrae un numero sufficiente di magistrati, la proporzione dei membri estratti tenderà a riflettere la proporzione della popolazione totale. Se si estraggono 40 magistrati da circa 9.600, la composizione tenderà ad avvicinarsi alla proporzione reale delle correnti.
Il risultato di fatto non cambia. Le correnti, in linea di massima, saranno presenti. Si sostituisce il nominato con “il colore della casacca”. È una semplice questione elementare di statistica.
Sono dei ragionamenti banali. Anche se i magistrati sono mescolati nel sorteggio, la rappresentanza attesa delle correnti riflette lo loro quota di popolazione totale (principio di Liouville). Il volume non si perde, si sposta casualmente tra gli estratti, ma la proporzione complessiva resta la stessa in media. In questo modo le correnti si rafforzano, si confermano, mettendo in minoranza quelle minori e si avrà un CSM più forte a livello correntizio:” Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.(A-L. de Lavoisiere)
Nella proposta di riforma del Governo (che prevede la separazione delle carriere e due CSM con membri estratti a sorte), il sorteggio dei membri “togati” avverrebbe tra tutti i magistrati della categoria interessata. I magistrati, divisi in due grandi gruppi, sono così distribuiti:
1. Giudici, oltre 7.000;
2. Pubblici Ministeri, oltre 2.000
3. Totale 9.600 magistrati.
Con la riforma proposta da parte della maggioranza di governo, la probabilità media per un singolo magistrato di essere estratto su 9.600, è la seguente:
· Giudici + PM è pari a 0,42%, circa 1 su 240 magistrati. (Calcolo: 1/9600 * 100 = 0,0104% circa. 0,0104% * 9600 = 1 su 240)
· Giudici (7.000 uguali a 20 estratti ) è ≈ 0,28%, circa 1 su 350. (Calcolo: 1/7000 * 100 = 0,0142% circa. 0,0142% * 7000 = 1 su 350)
· Pubblico Ministero la possibilità è maggiore: 1%, circa 1 su 100. (Calcolo: 1/2000 * 100 = 0,05% circa. 0,05% * 2000 = 1 su 100)
La quasi totalità dei magistrati è iscritta all’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) composta dalle seguenti correnti:
· Magistratura Indipendente → area più conservatrice → 2065 voti (30%);
· Area Democratica per la Giustizia → area progressista → 1803 voti (26%);
· Unicost – Unità per la Costituzione → area centrista → 1560 voti (23%);
· Magistratura Democratica → sinistra giudiziaria → 1081 voti (16%);
· Articolo 101 → gruppo più piccolo e recente → 304 voti (4-5%).
Non tutti i magistrati sono iscritti a una corrente.
· La corrente grande (30%) potrebbe avere 11-13 membri;
· La corrente media (25%) potrebbe avere 8-11 rappresentanti;
· La corrente piccola (15%) potrebbe avere 4-7 rappresentanti;
· La corrente molto piccola (5%) potrebbe avere 0-3 rappresentanti.
Il sistema sorteggio tende quindi a rafforzare le correnti più numerose, rendere potenzialmente instabile la rappresentanza delle correnti minori. Inoltre, alcuni matematici sostengono che nel sorteggio del CSM potrebbe verificarsi una probabilità non trascurabile (circa 15-20%) che una corrente importante resti quasi senza rappresentanza.
Il sorteggio previsto dalla riforma, ”rimuovendo” l’esistenza delle correnti, compie un errore psico-logico, perché, ogni magistrato, essendo iscritto a una corrente, è come se portasse una maglia colorata che lo distingue dall’altro. È il colore della maglia (appartenenza alla corrente) che determina la differenza, non il nome e il cognome del magistrato. È come avere un sacchetto con 100 bilie colorate con quattro colori diversi (70 rosse, 15 blu, 10 bianche, 5 gialle). Il calcolo probabilistico cambia in funzione del maggior numero di appartenenza delle correnti.
Infatti, secondo la legge dei grandi numeri, se si estrae un numero sufficiente di magistrati, la proporzione dei membri estratti tenderà a riflettere la proporzione della popolazione totale. Se si estraggono 40 magistrati da circa 9.600, la composizione tenderà ad avvicinarsi alla proporzione reale delle correnti.
Il risultato di fatto non cambia. Le correnti, in linea di massima, saranno presenti. Si sostituisce il nominato con “il colore della casacca”. È una semplice questione elementare di statistica.
Sono dei ragionamenti banali. Anche se i magistrati sono mescolati nel sorteggio, la rappresentanza attesa delle correnti riflette lo loro quota di popolazione totale (principio di Liouville). Il volume non si perde, si sposta casualmente tra gli estratti, ma la proporzione complessiva resta la stessa in media. In questo modo le correnti si rafforzano, si confermano, mettendo in minoranza quelle minori e si avrà un CSM più forte a livello correntizio:” Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.(A-L. de Lavoisiere)
Enrico Magni, Psicologo, criminologo, giornalista





















