Premana: la giovane promessa della corsa Francesco Gianola si racconta
Premanese, classe 2008 (ha festeggiato la maggiore età pochissimi giorni fa, il 21 febbraio), recente vincitore del Campaccio e vicecampione mondiale in carica di corsa in montagna, categoria Under 18. Stiamo parlando di Francesco Gianola, l’ultimo talento uscito da quella culla della corsa (in montagna) che è Premana, borgo “aggrappato” al versante settentrionale della Valvarrone, dove salite e discese… certamente non mancano.
In forza alla squadra di casa – l’Associazione Sportiva Premana (ASP) – Francesco (“Franci” per gli amici) è reduce da un’annata ricca di soddisfazioni e di prestazioni di grandissimo spessore. Un 2025 che ha visto la collaborazione con il team Scott Sport Italia, all’interno della progettualità “Future Pro”, dedicata alla valorizzazione e al supporto dei giovani talenti emergenti nel panorama della corsa in montagna e del trail running.
Tra i risultati più importanti raggiunti lo scorso anno, vanno sicuramente citati: la medaglia d’argento ai Campionati Italiani di corsa in montagna, categoria Allievi (svoltisi poco lontani da casa, a Cortenova, lo scorso maggio) e il secondo posto individuale ai Campionati Mondiali di Corsa in Montagna, categoria Under 18 (corsi a Donovaly, in Slovacchia, lo scorso giugno). Il 2026 si è aperto nel migliore dei modi, con due affermazioni di rilievo - il trionfo al Campaccio Juniores (lo scorso 25 gennaio) e la vittoria ai Campionati Regionali di corsa campestre, categoria Juniores (tenutisi il 1° febbraio a Paderno Dugnano) – oltre a un ottimo secondo posto ai Campionati Italiani di corsa campestre, categoria Juniores (corsi lo scorso fine settimana a Marinella di Selinunte, in provincia di Trapani).
Francesco innanzitutto complimenti per l’ottimo risultato ottenuto pochi giorni fa in terra sicula. Direi che il 2026 è iniziato abbastanza bene…
Sì, direi… forse anche meglio di quello che mi sarei aspettato. Non vedo l’ora di affrontare le prossime gare di quest’anno.
Bene, partiamo però facendo un passo indietro… da quanto tempo corri e quale è stato il primo risultato di rilievo che hai ottenuto?
Be’, direi che corro… da sempre! Fin da piccolo ho praticato questo sport, in un contesto come quello premanese dove siamo tutti dei “corridori”. Anche mamma e papà hanno sempre corso e/o allenato i ragazzi, essendo anche molto legati come famiglia all’ASP (Associazione Sportiva Premana, ndr).
Diciamo che il primo risultato importante lo ho ottenuto nel 2019, quando ho conquistato il terzo posto ai Campionati Italiani CSI di corsa campestre, categoria Ragazzi, a Monza. Quella stessa gara l’ho poi vinta due volte negli anni successivi.
Come hai detto bene tu, Premana è di certo un “paradiso” per la corsa in montagna. Tu però ti cimenti anche su altri terreni, giusto?
Diciamo che la corsa in montagna rimane la specialità nella quale mi alleno e competo di più, ma questo semplicemente per motivi logistici. Ossia, se vivessi a Lecco, per fare un esempio, probabilmente sarei molto più legato alla pista o alla strada, discipline nelle quali mi diverto moltissimo.
Su pista, infatti, lo scorso giugno a Rieti ho ottenuto un buonissimo quinto posto nei 3000 metri dei Campionati Italiani, categoria Allievi, con il tempo di 08.43.34. Che è anche il mio unico tempo ufficiale in questa disciplina. Insomma, in pista corro di tanto in tanto per provare, per fare qualcosa di diverso. E diciamo che mi viene abbastanza bene. Però a livello logistico è difficile allenarmi in maniera specifica. Su strada, invece, la prima esperienza di un certo livello l’ho fatta lo scorso novembre ai Campionati Italiani dei 10 km, corsi a Prato, dove ho raggiunto il nono posto tra gli Allievi, in 32.15.
Per tirare le somme, diciamo che in questo momento non ho una vera preferenza e sono aperto a tutto: dalla corsa campestre, a quella in montagna, fino a strada e pista. Da un certo punto di vista, e al di là del discorso organizzativo che ho già fatto, devo ancora scegliere su cosa puntare. 
In ogni caso, direi che i risultati stanno arrivando. A proposito qual è la vittoria più bella che hai ottenuto, quella alla quale sei più legato?
A dire la verità non ci ho mai pensato più di tanto. Però direi che se la giocano il Campaccio e il secondo posto ai Mondiali.
L’argento iridato certamente fa più scena, perché posso dire di essere “vicecampione mondiale”, però la vittoria al Campaccio ha avuto un sapore particolare e credo che abbia segnato un passo importante nella mia carriera. 
Raccontaci un po’ di questa vittoria e di quella fantastica foto scattata all’arrivo.
La foto sul traguardo rende al meglio l’idea di quanto fossi sorpreso di quel successo. Un successo giunto in maniera decisamente inaspettata. Nel senso che questa gara non avrei mai pensato di vincerla, non avevo in programma di vincerla, … non era un obiettivo, ecco. E questo aspetto sicuramente mi ha aiutato perché ero più libero mentalmente. Infatti, è quando corri senza aspettative che ti vengono le cose migliori.
Quel giorno mi sentivo davvero bene in gara, forse solo ai Mondiali ero così in forma. Quando taglio il traguardo di solito mi butto a terra e non ne posso più. Al Campaccio, invece, non ero stanco come al solito. E dire che la gara l’ho vinta dopo una volata di trecento metri… magari è stata anche un po’ l’adrenalina del momento. È stato strano e … bellissimo. 
Dicevi che questo trionfo segnerà il tuo percorso futuro. Spiegaci un po’ meglio cosa intendi.
Diciamo che la vittoria al Campaccio ha accresciuto la mia consapevolezza. Ora sono più convinto di quello che valgo e di come potrò continuare a migliorarmi. E ho capito che il duro lavoro che da zero mi ha portato al Campaccio o all’argento mondiale ora davvero non so dove mi potrà condurre.
Non è che ora senta più pressione; semplicemente, sono curioso di vedere cosa sarò ancora capace di fare.
Allora parlaci un po’ di questo inizio di stagione e dei prossimi appuntamenti in programma.
La stagione è iniziata alla grande, non solo con il successo al Campaccio, ma anche con la vittoria ai Campionati Regionali di corsa campestre e il secondo posto agli Italiani nella stessa disciplina.
Ora il prossimo appuntamento chiave del 2026 saranno le due gare di selezione interna per gli Europei Off-road (che si terranno tra il 5 e il 7 giugno a Kamnik, in Slovenia, ndr), previste tra aprile e maggio, dove cercherò di guadagnarmi uno dei quattro posti riservati agli Juniores per la rassegna continentale.
E quest’anno finalmente potrai disputare anche la gara di casa…
Finalmente! Hai detto bene. Era davvero tanto tempo che aspettavo di correre il Giir di Mont e tra pochi mesi il sogno diventerà realtà.
Chiaramente, essendo appena maggiorenne, potrò partecipare soltanto alla gara “mini”, quella sui 18 km. Finalmente però raggiungerò i miei cugini e compagni di allenamento Moris e Paolo, più grandi di me rispettivamente di uno e due anni, e che quindi hanno già fatto il proprio esordio al Giir.
A Premana non correrò per il risultato, ma per divertirmi e godermi appieno la gara di casa. 
Quali sono invece i tuoi obiettivi e le tue aspettative un po’ più a lungo termine?
Ora come ora non mi sono posto particolari obiettivi per il futuro. Andrò con calma, passo dopo passo. Soprattutto perché al momento devo ancora scegliere in quale disciplina specializzarmi.
Prima di salutarci, ci sono delle persone che desideri ringraziare per il supporto nel tuo percorso?
Partirei con la mia famiglia: in particolare, mamma Milena e papà Roberto. A loro va il primo e grande ringraziamento per il sostegno costante in tutto il mio percorso.
Dopodiché, tengo a ringraziare lo zio Luca (Gianola, ndr), da sempre mio allenatore e consigliere. Con lui decidiamo a quali appuntamenti prendere parte e la relativa preparazione. Vorrei ricordare anche i miei cugini Moris Gianola e Paolo Gianola, con i quali ho condiviso buona parte del mio percorso, fin da quando ero piccolo. Paolo è attualmente mio compagno di allenamento.
Infine, vorrei ringraziare Filippo Fazzini, che a Premana è una figura di riferimento per la corsa in montagna e non. Soprattutto da quando è consigliere regionale FIDAL mi tiene aggiornato, mi aiuta e quello che può fare per me lo fa.




















