Elezioni a Lecco: Ubi maior, minor cessat

Sabato 7 Marzo 2026, a poche settimane dalle elezioni comunali a Lecco. La candidatura a sindaco del centrodestra del FdI Filippo Boscagli pare ormai certa. Ma, come un fulmine a ciel sereno, arriva l’intervento del segretario regionale leghista Massimiliano Romeo a sostegno di Carlo Piazza: nessun accordo; la Lega potrebbe correre da sola.
A livello nazionale Fratelli d’Italia è un partito, che sfiora il 29%, mentre la Lega è data al 6,5%.
Ci sono poi a scendere i padani delusi e un po' vendicativi, che corrono anch’essi in città. Il Patto per il Nord di Paolo Grimoldi, che ha sfrattato dal simbolo Alberto da Giussano per alloggiarvi Pinamonte da Vimercate. Il Partito popolare del Nord di Roberto Castelli, che ha già presentato una lista civica a Pontida senza successo e adesso Francesca Losi ci riprova a Lecco. Inoltre la recente defezione di Roberto Vannacci, che ha ha fondato Futuro Nazionale.
Forse Massimiliano Romeo ignora la locuzione latina “Ubi maior, minor cessat”, che alcuni riferiscono a Catone il Censore; vuol dire “Dove c’è il maggiore, il minore cessa”. È un principio di gerarchia e priorità.
La Lega è un partito agli sgoccioli, che ulula alla luna e il futuro sindaco di Lecco dovrebbe essere un uomo di FdI. Certo se essa perdesse anche i capisaldi del territorio-sindaci e assessori-, non avrebbe più ragione di esistere. Comprensibile dunque, ma non accettabile, la sua insistenza, perché affossa il centrodestra.
In questo frangente va rammentato ai Fratelli filoleghisti, che pure esistono in FdI, che è giunto il momento di cambiare visione e di pensare più al partito, ai propri elettori e ai cittadini che a sé stessi. La scusa addotta è che FdI non ha persone in grado di amministrare e quindi deve appoggiarsi alla Lega; ma appunto è solo una scusa interessata.
La città di Lecco, come tutte le altre città italiane, ha bisogno di una amministrazione seria ed efficiente. Il centrodestra, se vuole vincere, deve solo dimostrare con uomini e programmi di essere all’altezza di tale compito.
Patrizia Ernani Locatelli   
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