'La Invernizzi Presse mina la coerenza della Cers di Lecco'. Mozione in CC a Valmadrera

La CERS (Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale) di Lecco rischia di vedere minata la propria credibilità e coerenza. E per di più dal proprio interno. Il motivo? La presenza quale socio fondatore della ditta Invernizzi Presse Srl che – stando a quanto emerso da un'inchiesta giornalistica di Duccio Facchini per Altreconomia – "ha venduto anche in Israele attrezzature utilizzate per la fabbricazione di “punte calibro 5.56”, munizioni in uso all'esercito israeliano".
A sostenere questa tesi è Alberto Maria Locatelli, consigliere di minoranza a Valmadrera (Comune che ha aderito alla CERS, "facendone propri scopi e principi", lo scorso 28 luglio), che nella serata di mercoledì ha portato in Aula una mozione sul tema con alcuni obiettivi ben precisi: capire come la "sua" Amministrazione intenda operare su questo fronte – con l'invito a contestare in forma scritta la presenza della ditta pescatese e a chiederne l'esclusione, il tutto in un arco di tempo indicato in 60 giorni – e impegnarla a lavorare con la CERS stessa in modo da introdurre nello statuto criteri chiari per verificare la compatibilità delle attività coinvolte con i valori di pace, sostenibilità e responsabilità sociale che ne costituiscono la base fondante. Per poi, eventualmente, stabilire di conseguenza un'estromissione (nel caso specifico della Invernizzi Presse, ma potenzialmente anche di altri aderenti).
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Alberto Maria Locatelli

"Questa mozione tocca argomenti molto importanti per noi" ha precisato subito nel prendere la parola il sindaco Cesare Colombo, mettendo poi la questione su due piani distinti. "Il discorso dei criteri di accesso può sicuramente essere valutato, con la possibilità di rafforzare la selettività (con tutti i rischi del caso): dalle nostre verifiche il tema è già all'attenzione della CERS e degli enti competenti, ma l'esito del percorso non è affatto scontato. Per quanto riguarda invece la prima parte della mozione, noi non possiamo impegnarci in tal senso per alcuni motivi molto chiari: innanzitutto per incompetenza sostanziale del Consiglio Comunale, e poi anche per l'assenza di elementi istruttori precisi. Le esportazioni dei materiali della ditta Invernizzi Presse Srl, infatti, sono risultate assolutamente legali; inoltre su questo aspetto servirebbe un accertamento autonomo da parte della CERS, non potrebbe bastare un nostro giudizio politico basato peraltro su fonti terze come un'inchiesta giornalistica".
Da qui, dunque, la proposta del sindaco di alcuni emendamenti pensati per rendere la mozione "istituzionalmente coerente" e perseguire due obiettivi concreti (senza però imporre tempistiche certe): sostituire la "contestazione" a una singola azienda con una verifica più generale sulla coerenza delle attività dei soci ai valori e agli obiettivi della CERS; valutare l'opportunità di una revisione dello statuto per introdurre strumenti precisi di valutazione di chi vi accede. Un impegno, quest'ultimo, che come detto la Comunità Energetica si sarebbe già assunta.
"È una proposta apprezzabile, ma la sensazione è che, qui come altrove, il tema non venga preso davvero di petto", la replica di Locatelli, che ha fatto presente come nessuno dal mondo politico lo abbia sollevato, finendo al centro di riflessioni solo tra poche realtà del Terzo Settore. "Il mio auspicio è che qui a Valmadrera non si giri la faccia dall'altra parte, che si lavori per eliminare una contraddizione sostanziale e arrivare a un vero compimento di quella S dell'acronimo CERS, di quell'orizzonte etico e morale che va ben oltre un mero progetto tecnico. Ritengo non rinviabile, dunque, che il nostro Comune si esponga con una posizione chiara: dobbiamo farci promotori di questa istanza e tracciare una strada che possa essere seguita anche da altri".
"In quest'ottica – ha proseguito – non può bastare la volontà. Condivido il senso degli emendamenti, che sono sicuramente concilianti, ma il rischio che si corre senza una contestazione scritta e, soprattutto, tempistiche chiare, è quello di rimanere impaludati, di lasciare tutto in una forma aleatoria. Lo spirito della mia mozione era proprio quello di far sì che il Comune di Valmadrera si muovesse come primo attore, con un'azione concreta portata avanti anche in solitaria se necessario, per dimostrare meno ipocrisia e più coerenza: gli emendamenti riducono questa volontà, perché fanno venire meno quelle tempistiche che "obbligherebbero" tutti a crederci fino in fondo e ad essere anche uno "sprone" per altri".
"Il nostro obiettivo deve essere quello di proporre percorsi sostenibili e fattibili. Sui quali – lo ribadisco – la CERS sta già lavorando" ha ribattuto il primo cittadino. "Siamo di fronte a temi tutt'altro che semplici, per cui un errore rischierebbe di tagliar fuori qualcuno. Il percorso, come detto, non è scontato e richiede un approccio serio, senza "ansia da prestazione" su eventuali scadenze", la chiosa.
Breve intervento, in chiusura, anche da parte del consigliere di minoranza Mauro Dell'Oro, che ha sostenuto Locatelli nel sottolineare l'importanza di un "tempo misurabile" per affrontare un tema che, a detta sua, chiama in causa una questione etica "dalla risposta molto semplice".
Una volta emendata, la mozione ha ricevuto il voto favorevole anche del consigliere proponente, rimasto comunque perplesso sull'eliminazione dell'indicazione sulle tempistiche.
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