Lecco: il Bione non può essere deciso con un colpo di mano
Cara Leccoonline
Il Bione non può essere deciso con un colpo di mano, mai. Tantomeno a poche settimane dal voto. Sul suo futuro si sta invece consumando una scelta che merita molta più attenzione di quella che finora ha ricevuto ed è stata permessa.
- L’AMMINISTRAZIONE Gattinoni sta infatti improvvisamente e improvvidamente accelerando per chiudere l’assegnazione del progetto a poche settimane delle elezioni peraltro già posticipate di oltre 6 mesi.
- FORMALMENTE tutto può essere legittimo. Ma quando si parla tantopiù di decisioni che vincolano la città per decenni, la legittimità amministrativa non basta: serve anche senso delle istituzioni.
- Qui non si discute di un intervento marginale, di che colore pittare le pareti della Biblioteca.
- Qui si parla di un’operazione che costa circa 30 milioni di soldi pubblici, dei cittadini, che ridefinisce il principale polo sportivo della città e che introduce un equilibrio tra pubblico e privato che già molti cittadini giudicano profondamente sbilanciato a favore di quest'ultimo. 30 milioni pubblici e 1 privato possiamo definirlo sbilanciato?
- UNA SCELTA così non può essere compressa negli ultimi giorni di legislatura. Non può essere blindata prima che la città abbia avuto il tempo di discuterla davvero. Davvero.
- PERCHÉ quando si impegnano per decenni i conti pubblici e il destino di un Bene Comune, la prudenza, l'ascolto, la trasparenza dovrebbero, devono, venire prima della fretta.
- IL BIONE è un bene della città, che questa Amministrazione ha per anni dimenticato, pasticciato, disatteso, umiliato, raffazzonato. Ed è alla città ancor più ora e per queste ragioni che spetta decidere il suo futuro. Con trasparenza, responsabilità, strumenti, ascolto. Tempo.
- ACCELERARE oggi significa una cosa sola: Trasformare una scelta che dovrebbe appartenere alla città in un atto imposto dalla politica negli ultimi giorni di potere. Togliere alla città il diritto di scegliere Ed è esattamente ciò che non dovrebbe accadere mai e tantomeno giustificare.
- NON TUTTO ciò che è formalmente possibile infatti è istituzionalmente opportuno, responsabile.
- QUANDO i cittadini mettono decine di milioni e il privato quasi nulla, il minimo, per serietà, responsabilità, etica, è una discussione pubblica vera. Vera.
- LA EX PRESIDENTE del Consiglio comunale Francesca Bonacina si era dimessa per molto meno, a voler vedere. Lo dico anche per quei consiglieri e Assessori che ancor oggi siedono in Comune
Il Bione non può essere deciso con un colpo di mano, mai. Tantomeno a poche settimane dal voto. Sul suo futuro si sta invece consumando una scelta che merita molta più attenzione di quella che finora ha ricevuto ed è stata permessa.
- L’AMMINISTRAZIONE Gattinoni sta infatti improvvisamente e improvvidamente accelerando per chiudere l’assegnazione del progetto a poche settimane delle elezioni peraltro già posticipate di oltre 6 mesi.
- FORMALMENTE tutto può essere legittimo. Ma quando si parla tantopiù di decisioni che vincolano la città per decenni, la legittimità amministrativa non basta: serve anche senso delle istituzioni.
- Qui non si discute di un intervento marginale, di che colore pittare le pareti della Biblioteca.
- Qui si parla di un’operazione che costa circa 30 milioni di soldi pubblici, dei cittadini, che ridefinisce il principale polo sportivo della città e che introduce un equilibrio tra pubblico e privato che già molti cittadini giudicano profondamente sbilanciato a favore di quest'ultimo. 30 milioni pubblici e 1 privato possiamo definirlo sbilanciato?
- UNA SCELTA così non può essere compressa negli ultimi giorni di legislatura. Non può essere blindata prima che la città abbia avuto il tempo di discuterla davvero. Davvero.
- PERCHÉ quando si impegnano per decenni i conti pubblici e il destino di un Bene Comune, la prudenza, l'ascolto, la trasparenza dovrebbero, devono, venire prima della fretta.
- IL BIONE è un bene della città, che questa Amministrazione ha per anni dimenticato, pasticciato, disatteso, umiliato, raffazzonato. Ed è alla città ancor più ora e per queste ragioni che spetta decidere il suo futuro. Con trasparenza, responsabilità, strumenti, ascolto. Tempo.
- ACCELERARE oggi significa una cosa sola: Trasformare una scelta che dovrebbe appartenere alla città in un atto imposto dalla politica negli ultimi giorni di potere. Togliere alla città il diritto di scegliere Ed è esattamente ciò che non dovrebbe accadere mai e tantomeno giustificare.
- NON TUTTO ciò che è formalmente possibile infatti è istituzionalmente opportuno, responsabile.
- QUANDO i cittadini mettono decine di milioni e il privato quasi nulla, il minimo, per serietà, responsabilità, etica, è una discussione pubblica vera. Vera.
- LA EX PRESIDENTE del Consiglio comunale Francesca Bonacina si era dimessa per molto meno, a voler vedere. Lo dico anche per quei consiglieri e Assessori che ancor oggi siedono in Comune
Paolo Trezzi




















