Premana, Museo Etnografico: prosegue il progetto per l'archiviazione del patrimonio culturale. Il 'bilancio' del 2025

Si è tenuta lo scorso giovedì 12 marzo presso il Museo Etnografico di Premana l’assemblea annuale dell’associazione culturale “Il Corno”, che gestisce appunto l’attività museale del “paese delle lame”. L’incontro - aperto ai volontari e ai vari collaboratori, oltre che a simpatizzanti e curiosi – ha rappresentato l’occasione per tracciare un bilancio del 2025. 
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Un anno durante il quale il Museo Etnografico ha aperto le sue porte tutti i fine settimana da aprile a ottobre e tutti i giorni nel mese di agosto. Un impegno importante e reso possibile dalla sinergia con l’Infopoint - in capo quest’ultimo a Esplora Premana (gruppo interno alla Pro Loco) e spostato presso il museo a partire dal 2024 - la cui attività ha garantito di fatto la contestuale fruibilità del museo. Sul lato degli ingressi, l’anno appena trascorso ha registrato invece un calo sensibile (da 386 a 217) rispetto a quello precedente, un effetto spiegato, almeno in parte, dall’assenza di Premana Rivive l’Antico (che si tiene ogni due anni). 
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L'apertura della stagione 2025

“Nella due giorni di PRA effettivamente abbiamo ricevuto moltissime visite - ha spiegato Paola Pomoni, presidente de Il Corno - mentre non sembra esserci un “effetto Premana Rivive l’Antico” nel resto dell’anno, nel senso che l’utenza del museo è in verità diversa da quella di PRA e, infatti, molti visitatori non hanno mai sentito parlare dell’evento e/o non ci sono mai stati”.
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Mattia Moneta e Paola Pomoni

A proposito di utenza, il 2025 ha registrato invece un aumento della percentuale di stranieri (prevalentemente francesi, tedeschi e polacchi), così come di quella dei gruppi, per i quali è fondamentale la collaborazione con Your Mountain Holiday, che organizza tour guidati presso una delle aziende storiche di Premana. “Sono molto gettonate, e spesso ben riuscite, le visite su prenotazione, spesso nelle stagioni primaverile e autunnale” ha sottolineato Mattia Moneta, responsabile dell’Infopoint dal 2023 e tra i membri più attivi de Il Corno.
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L'archivio

Oltre al tema delle aperture, tra le attività principali del 2025 si registrano il riordino delle esposizioni nei vari locali del museo, la realizzazione di una grande linea del tempo visuale (dove vengono affiancate la successione degli eventi della storia mondiale e di quella di Premana) e soprattutto l’avvio del maxi progetto di archiviazione del patrimonio documentale all’interno di uno spazio dedicato.
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Un progetto reso possibile dall’Amministrazione Comunale, che ha messo a disposizione un nuovo locale, finanziato grazie all’Avviso Unico Cultura 2025 di Regione Lombardia e che, da una parte, ha già avuto un esito concreto nella creazione di un archivio digitale del patrimonio fotografico premanese, visionabile su un totem presente all’interno del museo e consultabile anche online (“Premana ieri, scatti di storia”). Dall’altro lato, l’archiviazione sistematica, dal punto di vista fisico e digitale, del patrimonio documentale è invece ancora agli albori e per ora in buona parte sulle spalle del socio Severino Fazzini, che Pomoni ha ringraziato per il lavoro svolto fino a questo momento. 
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“La creazione di uno spazio biblioteca-archivio sarà il punto di partenza per far sì che il museo divenga un luogo di raccolta di tutta la documentazione esistente nel nostro paese” ha aggiunto la presidente, spiegando che “esiste una richiesta non numericamente rilevante ma costante di informazioni su Premana, da parte di studiosi, appassionati e altre figure. Noi vorremmo, per un verso, essere in grado di fornire il supporto migliore possibile a chi vuole conoscere Premana e, per un altro, incentivare l’interesse per il nostro paese, anche da un punto di vista accademico”.
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Un'iniziativa dello scorso anno

Infine, tra le proposte del 2025 vanno citati la serata divulgativa “Pietra e Fuoco”, organizzata il 2 agosto presso il Rifugio Santa Rita e dedicata alla storia della lavorazione del ferro a Premana e alle vie storiche di accesso ai siti minerari, così come il molto apprezzato trekking urbano organizzato in occasione dei mercatini di Natale, un’esperienza immersiva nel centro storico con la visita di alcuni interni originali e la degustazione di piatti della cucina tradizionale premanese.
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Pomoni si è dichiarata poi felice della collaborazione avviata con atenei e scuole superiori: “Gli studenti universitari potranno far riconoscere le ore di volontariato culturale svolte presso il Museo Etnografico di Premana come attività laboratoriale, mentre il prossimo giugno un ragazzo premanese delle superiori sarà da noi per svolgere il suo percorso di Formazione Scuola-Lavoro”.
“Da una parte, è bello che anche queste realtà riconoscano il valore di quello che facciamo al museo - ha dichiarato la presidente - dall’altra, sarei felice che si interessassero anche gli studenti di Premana”. Pomoni ha rivolto infine un ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato in qualche misura all’attività del museo, e in particolare “a due figure che hanno messo grandissimo impegno e sono diventate un riferimento”, i già citati Mattia Moneta e Severino Fazzini.
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Il trekking urbano

In seguito, la presidente ha illustrato programma, proposte e obiettivi per la “stagione” 2026. Oltre alla volontà di proseguire nella catalogazione dei materiali e nell'allestimento dell’archivio (per il quale verrà organizzata una cerimonia di inaugurazione nei prossimi mesi), tra i propositi per quest’anno vi è quello di tornare ai numeri del 2024 in termini di ingressi al museo, incentivando le visite da parte dei gruppi e, in particolare, delle scuole. In questo senso, tuttavia, per la presidente le difficoltà stanno nel fatto che “è difficile “riempire” una giornata intera a Premana, che sarebbe però necessaria per giustificare la trasferta fino in Alta Valle; inoltre, gli alunni verrebbero qui in settimana, quando è più difficile garantire la presenza dei volontari”.
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Il calendario delle aperture sarà sulla falsariga di quello del 2025, mentre va ancora ufficializzato l’ingaggio di una figura destinata all’Infopoint (questione, come detto, in capo a Esplora Premana). Nel 2026, Il Corno vorrebbe organizzare poi delle iniziative per ricordare e celebrare personaggi di spicco della storia premanese (quest’anno ricorre il centenario dalla nascita del poeta Carlo Del Teglio), oltre a lavorare per sviluppare un’offerta museale congiunta e proposte condivise con altre realtà del territorio, in un’ottica di sinergia locale. Tra le altre cose, infine, il sodalizio intende ripulire e valorizzare la cosiddetta Piöde dal Croos, una roccia sulla quale sono avvenuti i primi ritrovamenti di incisioni rupestri su territorio premanese, situata lungo la strada che dal paese sale verso l’alpeggio di Piancalada. 
Prima di congedare i presenti, la presidente ha ribadito l’invito a mettere a disposizione la documentazione eventualmente posseduta dai privati (nel senso di renderla accessibile, non per forza di donarla) per contribuire all’archivio, sottolineando come “l’apporto di chiunque è molto prezioso, non è solo un modo di dire” ed esortando infine i presenti ad entrare nelle file del museo come soci o volontari, precisando che “si possono prestare il proprio tempo e le proprie competenze anche senza associarsi. Abbiamo bisogno di voi, perché il lavoro da fare è molto”.
A.Te.
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