Caso Baby Gang: Lecco non è questa, difendiamo i nostri giovani dalla cultura della violenza

Le gravi accuse contenute nell’ordinanza del gip di Lecco che hanno portato in carcere il rapper Baby Gang – che vanno dalla detenzione di armi alle minacce, fino ai pestaggi e alle vessazioni contro la compagna – non possono lasciarci indifferenti. Non siamo di fronte a semplici, seppur gravi, fatti di cronaca nera, ma al segnale allarmante di un’emergenza culturale che la nostra città non può e non deve tollerare.
Purtroppo non è la prima volta che questo personaggio ha a che fare con la giustizia – prosegue Colombo – e sembra che la violenza sia diventata la sua cifra stilistica, il suo 'stile di vita'. È esattamente questo il pessimo modello che viene quotidianamente trasmesso e, ancor peggio, giustificato tra i tantissimi giovanissimi che lo ascoltano e lo seguono sui social network.
La nostra Lecco poggia su basi ben diverse. I modelli con cui siamo cresciuti noi, e che abbiamo il dovere morale di insegnare ai nostri figli, si basano sulla cultura del lavoro, sul senso di responsabilità e sul rispetto sacro per il prossimo, specialmente per le donne, per gli anziani e per i bambini. Il comportamento e lo stile di vita di questo rapper sono profondamente distanti, se non del tutto estranei, all'anima della nostra comunità lecchese e alle nostre tradizioni.
Come candidato sindaco e come cittadino ritengo che questa deriva debba essere respinta con fermezza e senza sconti, prima che questa sottocultura si radichi ulteriormente sul nostro territorio, facendo danni irreparabili al nostro tessuto sociale e al futuro dei nostri giovani.
Giovanni Colombo, candidato sindaco per il movimento Patto per il Nord
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